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SILVIA BARALDINI

Come è noto, i guai di Silvia Baraldini e i diritti a lei negati hanno trovato solo un primo passo avanti con il suo rimpatrio dagli Stati Uniti, avvenuto nell'agosto del 1999. Le sue condizioni di salute infatti sono tali che qualunque altro detenuto avente le sue esigenze di cure mediche sarebbe stato immediatamente considerato incompatibile con lo stato di detenzione, ai sensi di una legge italiana che però un accordo incostituzionale, stipulato a suo tempo tra il governo D'Alema e gli Stati Uniti, per lunghi mesi ha vietato di applicare al caso di Silvia. Vale la pena ricordare che si tratta di una cittadina italiana mai coinvolta in fatti di sangue ma punita per il suo rifiuto a collaborare con la giustizia americana nella repressione dei movimenti per i diritti dei neri, con alle spalle quasi 20 anni di carcerazione nelle carceri statunitensi, in cui è stata sottoposta ad ogni tipo di tortura psicofisica al punto da ammalarsi gravemente di tumore. Il trasferimento di Silvia in Italia era un suo diritto sancito da una convenzione internazionale ratificata sia dal nostro paese che dagli USA, e non una concessione da strappare in cambio di un accordo assurdo e contrario alla nostra stessa Costituzione, peraltro stipulato all'oscuro della diagnosi di tumore che i medici statunitensi conoscevano ma hanno tenuto volutamente nascosta anche alla stessa Silvia. La sentenza della Consulta del 22/03/2001 - smentendo le farneticanti posizioni del ministro Fassino - ha finalmente riconosciuto il diritto di Silvia di veder applicate le leggi italiane e ha aperto nuove speranze per una positiva soluzione del suo caso, ma il Tribunale di Sorveglianza - raccogliendo le vergognose pressioni esercitate dal ministero della Giustizia americano e dal già nominato Piero Fassino - ha tradotto tale sentenza nelle decisione più restrittiva possibile: non differimento dell'esecuzione della pena ma arresti domiciliari con sei ore di libera uscita giornaliere. Sicuramente una grande conquista, che restituisce a Silvia una fetta importante di libertà, ma non la conquista definitiva, quella che rientra pienamente nei diritti di Silvia e per cui tutti siamo ancora chiamati a batterci. Chi volesse notizie più complete può visitare il sito http://silvia.malcolmx.it e leggere i seguenti articoli:

"Detenuta fuori legge" del 03/03/01 (perchè Silvia deve essere liberata)
"I diritti di Silvia" del 23/03/01 (la sentenza della Consulta e l'appello a Ciampi per la grazia)
"Mezza libera" del 22/04/01 (la decisione del Tribunale di Sorveglianza e la concessione degli arresti domiciliari)