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Rete4 e Europa7: storia di un imbroglio.
Da Girodivite.it di Gaetano Mangiameli
Negli ultimi giorni si è sentito parlare ossessivamente della
necessità di "salvare Rete4", come se la terza rete
Mediaset avesse subito un sopruso. Esiste davvero questo sopruso?
Chi è Francesco Di Stefano? Un imprenditore televisivo, al quale
spetterebbero legittimamente le frequenze al momento utilizzate
-illegalmente- da Rete4. La sua società, Centro Europa 7, ha un
piano produttivo da non sottovalutare: strutture per 20000 metri
quadri, una library di 3000 ore di programmazione, otto studi di
registrazione per un'attività produttiva che richiede in partenza
circa 700 dipendenti. Centro Europa 7 attende da anni che vengano
rese operative dal Parlamento e dal Governo le decisioni della Corte
Costituzionale, del TAR e del Consiglio di Stato, che prevedono
l'assegnazione di due reti nazionali via etere (invece di una) alla
società di Di Stefano e di altrettante a Mediaset (invece di tre).
Il caso risulta ancora più clamoroso se si tiene in considerazione
il totale silenzio dei mass media e del mondo politico sulla
vicenda.
Negli ultimi giorni si è sentito parlare ossessivamente della
necessità di "salvare Rete4", come se la terza rete
Mediaset avesse subito un sopruso. In particolare, la propaganda di
Forza Italia e di Mediaset ha utilizzato un argomento certamente
efficace - i posti di lavoro in pericolo per i dipendenti di Rete4 -
strumentalizzando un problema serissimo, rispetto al quale nessuno
si può mostrare insensibile. Di fatto, dietro questa mitragliata di
informazioni demagogiche, l'armata Berlusconi ha nascosto le proprie
manchevolezze. Parlare di posti di lavoro in pericolo a causa della
mancata firma di Ciampi serve soprattutto a nascondere una storia
vergognosa: quella che segue.
Come è ormai discretamente noto, nonostante la
"timidezza" dei mass media italiani su questo argomento,
nel 1994 la Corte Costituzionale - cioè non i girotondini, non i
comunisti, non le piazze assatanate e nemmeno gli
anarco-insurrezionalisti - aveva stabilito qualcosa di importante e
preciso a proposito della difesa del pluralismo informativo: nessun
soggetto privato può detenere tre reti televisive nazionali
(sentenza 420). La Consulta segnalava al Parlamento l'anomalia del
sistema radio-televisivo italiano, indicando l'agosto 1996 come
termine per la sua soluzione definitiva. Due anni dopo, tale termine
scadeva senza particolare imbarazzo da parte della nostra classe
politica, compresa una sonnecchiante sinistra istituzionale. Nel
1997 la legge Maccanico offre un salvagente temporaneo alla terza
rete Mediaset, Rete4 prorogando questa situazione anomala. Nel 1999
il Governo D'Alema decide di affrontare la questione indicendo una
gara d'appalto per la concessione delle reti nazionali. A sorpresa
compare dal nulla l'imprenditore Francesco Di Stefano che, in
possesso di tutti i requisiti finanziari e organizzativi, è di
fatto il vincitore morale della gara per la concessione di due reti
nazionali, una delle quali proprio a scapito di Rete4. Inutile dire
che Di Stefano, proprietario del canale Europa 7, viene ostacolato
in ogni modo. Rete4 continua a trasmettere usurpando le frequenze di
Europa7, mentre Di Stefano vince i ricorsi presentati al TAR e al
Consiglio di Stato. Coperta dal più assoluto e vergognoso silenzio
mediatico, la vicenda è completamente sconosciuta alla quasi
totalità della popolazione italiana.
Nel novembre 2002, di fronte al prolungarsi della situazione di
illegalità, interviene nuovamente la Corte Costituzionale, che con
la sentenza 466-2002, spedisce Rete4 sul satellite a partire dal
gennaio 2004 non per cancellare una voce dal panorama informativo,
ma per restituire un posto al legittimo proprietario, cioè a un
azienda che pur avendo delle strutture produttive e dei dipendenti -
occupandosi quindi della voce "spese" - non è stata
finora messa nelle condizioni di svolgere la propria attività -
azzerando la voce "introiti". Illegalmente. Anche quelli
di Centro Europa 7 sono posti di lavoro, o no? Sono stati fatti
degli investimenti, o no? Sono arrivate - già da anni - sentenze
dei più alti organi giuridici dello Stato, o no? Il gruppo
dirigente Forza Italia-Mediaset conosceva benissimo tutto questo.
Invece di rispettare la legge (una scelta che non va di moda) ha
preferito fare finta di niente. Adesso minaccia licenziamenti
scaricandone la responsabilità sul Presidente Ciampi, che finora si
era peraltro dimostrato fin troppo tollerante con la maggioranza di
centrodestra e il Governo Berlusconi.
Evidentemente il Cavaliere pensava di risolvere tutto con
l'ennesima legge-barzelletta (la Gasparri, appunto) confezionata su
misura per coprire ogni magagna. Evidentemente è questo che
Berlusconi intende quando si vanta di essersi "fatto da
solo". |