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PUTIN: COSA RIVELA UNA BATTUTA VOLGARE
di Francesco Barilli per Ecomancina.com
In un forum che frequento, una recente uscita di
Putin (la frase stupida e volgare di apprezzamento nei confronti del
capo di Stato Israeliano, Katsav, accusato di stupro) è stata
utilizzata per muovere critiche a Berlusconi, che in passato non aveva
perso occasioni per vantare la sua amicizia col leader russo.
Ora, è possibile criticare Berlusconi sulla base
di una becera battuta di Putin? Certamente no, né sul piano politico,
né sul piano “umano”, e questo apparentemente chiuderebbe la
questione.
E’ possibile, però, provare a fare un altro
discorso: su quali basi oggi un leader politico può acquisire “credibilità”
internazionale? Su quali può perderla? Su quali può essere
considerato un dittatore, o al limite il rappresentante non dico di
uno “stato canaglia”, ma perlomeno di una “democrazia incompiuta”?
Mi sta bene che non basti una battuta sguaiata per
togliere la “patente di democraticità” a questo o a quel leader.
Ma, nel caso di Putin, mi sembra che di indizi pesanti a suo carico ce
ne siano parecchi. E questo dovrebbe farci interrogare sul fatto che a
quest’uomo quella patente sia stata data (senza troppi esami)
proprio dagli autoproclamatisi “paladini della democrazia”, Bush e
Berlusconi in primis.
Può sembrare fuori luogo l’accostamento continuo
che viene fatto, per denigrare Putin, con la sua amicizia (o
proclamata tale) con Berlusconi? Può essere; io sono molto più
colpito dall’assordante silenzio che quei “paladini della
democrazia” riservano a Putin, anche in casi più gravi della
squallida affermazione sullo “scandalo stupro”. Un silenzio che,
nel caso di Berlusconi, a volte si è trasformato in copertura
politica.
Cito un esempio, di cui parlai a suo tempo proprio su Ecomancina,
nella rubrica “Mi consenta” ( http://www.ecomancina.com/miconsenta.htm
– cercate “l’avvocato Silvio e il cliente Vladimir”). Riassumo
per i più svogliati: nel novembre 2003, in occasione del vertice di
Roma tra Unione Europea e Russia, Berlusconi si è lanciato in una
difesa dell’operato di Putin nella drammatica vicenda della Cecenia.
Una difesa agghiacciante (fonte Corriere della Sera): “Ora
davvero, da amico della federazione russa, ma soprattutto, da amico e
stimatore personale di Putin, non continuiamo a diffondere leggende e
guardiamo alla realtà dei fatti» ha detto il premier italiano
difendendo a spada tratta Vladimir Putin dalle critiche che gli
vengono rivolte dalla stampa internazionale sul caso Yukos e sulla
Cecenia. …. per la Cecenia Berlusconi si è detto sorpreso del fatto
che si critichi Mosca quando non ha mai risposto con durezza
all'«attività terroristica» e quando in un referendum giudicato
regolare dagli osservatori ben l'80% dei votanti si è detto
favorevole alla permanenza nella Federazione russa. Berlusconi ha poi
scherzato con Putin dicendo che gli manderà una parcella da un euro
per avergli fatto da avvocato.”
All’epoca dell’articolo su “Mi consenta”
preferii ricordare la questione cecena citando tre domande che Amnesty
International, in un comunicato stampa del 5 novembre 2003, aveva
chiesto ai leader europei di porre al presidente Vladimir Putin,
rendendo pubbliche le sue risposte. Quelle tre domande vorrei
riproporle oggi (tanto sono sempre attuali):
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Accesso agli organismi internazionali di controllo
Il presidente russo consentira' un monitoraggio
internazionale non sottoposto a limitazioni sulla situazione dei
diritti umani in Cecenia, da parte di organismi quali l'Osce e il
Consiglio d'Europa? Stabilira' le date per le visite in Cecenia degli
esperti della Commissione sui diritti umani delle Nazioni Unite (il
Relatore speciale sulla tortura, il Relatore speciale sulle esecuzioni
extragiudiziali, sommarie e arbitrarie e il Relatore speciale sulla
violenza contro le donne)?
Protezione dei profughi interni
Il presidente russo s'impegnera' a porre
immediatamente fine ai tentativi di costringere al rientro forzato i
profughi interni ceceni, fino a quando potranno ritornare
volontariamente, in sicurezza e dignita', ai loro luoghi di origine o
di preferenza?
Stop all'impunita'
Il presidente russo assicurera' un'immediata azione
per portare davanti alla giustizia i responsabili dei gravi abusi dei
diritti umani commessi durante il conflitto in Cecenia? Fornira'
informazioni concrete su tutte le indagini penali avviate su denunce
di crimini che possono costituire violazioni dei diritti umani o del
diritto internazionale umanitario?
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In buona sostanza, è vero che non si può cogliere
l’occasione di una battuta (comunque indifendibile) di Putin per
criticare Berlusconi. Ma politicamente mi riservo di ricordare a
Berlusconi, quando parlerà ancora di esportazione della democrazia
nel mondo, quali sono i modelli a cui si è accompagnato. Perché se
penso a chi immagino io come paladini della democrazia penso pure ai
modelli che mi vengono proposti. Allora preferisco considerare Amnesty
International che non Berlusconi o l’ex colonnello del KGB.
Non critico Berlusconi attraverso un “incidente”
di Putin. Ma continuo a ricordarmi chi sono l’uno e l’altro. E
questa è una cosa che va ben al di là della gaffe di Putin, ma che
persino quella gaffe può rammentarmi.
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