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PERU': NUNCA MAS !
Presentato rapporto finale su vent'anni di
violazione dei diritti umani
di Cristiano Morsolin* - da Lima (Perú), 28 settembre 2003 per
Information Guerrilla
*Cristiano Morsolin, giornalista e operatore di reti
internazionali. Fondatore dell'Osservatorio Indipendente sulla
regione Andina SELVAS, www.selvas.org, lavora a Lima nella
cooperazione internazionale.
La Commissione della Veritá e Riconciliazione CVR del Perú ha
consegnato nelle mani del Presidente Toledo un voluminoso (ben 6.500
pagine) rapporto finale su 20 anni di violazioni dei diritti umani,
il 28 agosto scorso. E' giá passato un mese da questa data storica
per la democrazia nel paese andino. Il rapporto finale CVR continua
ad essere al centro del dibattito dopo le recentissime dichiarazioni
(video documentate e diffuse dal giornalista scomodo Cesar
Hildebrant) di Martis Rivas, capo dello squadrone della morte "Grupo
Colina" che ha dichiarato che riceveva gli ordini direttamente
dall'ex presidente Alberto Fujimori (vedi la campagna per processare
il pinochet peruviano: http://www.fujimoriextraditable.com.pe/
).
Il documento elaborato dalla Commissione della Veritá e
Riconciliazione CVR accusa principalmente la guerriglia maoista
"Sendero Luminoso", il movimento guerigliero "Tupac
Amaru" MRTA, l'esercito governativo ma indica anche la
responsabilità politica degli ex Presidenti Fernando Belaúnde
(1980-1985) e Alan García (1985- 1990) e la responsabilità penale
di Alberto Fujimori (1990-2000), profugo in Giappone. Quest'analisi
della violenza nel Paese andino stima ben 69.280 morti o
desaparecidos, vittime del terrorismo politico e della repressione
statale; tre su quattro parlano quechua, rappresentanti della
popolazioni contadine ed indigene. La maggior parte delle atrocità
commesse andrebbero attribuite alla guerriglia. Le forze di
sicurezza dello Stato sarebbero però responsabili della sparizione
di almeno 7mila persone. Enormi anche le perdite economiche
provocate dai due decenni di guerra interna, stimate in circa 25
milioni di dollari.
La commissione - composta da 12 membri e presieduta da Salomón
Lerner Febres (preside della Pontificia Universita' Católica di
Lima) e integrata, tra gli altri, da padre Gastón Garatea e dal
pastore evangelico Humberto Lay Sun, oltre che da monsignor Luis
Bambarén Gastelumendi, vescovo di Chimbote, in qualità di
osservatore, ha raccolto le testimonianze di 17mila persone durante
22 mesi di indagine e si é avvalsa della collaborazione di una
squadra di investigatori. I nove volumi del rapporto possono essere
visionati sul sito www.cverdad.org.pe
Rispetto alle dimensioni del conflitto interno, le stime delle
vittime indicate dalla CVR superano tre volte la cifra che finora si
presumeva. Quest'orribile saldo é maggiore delle stime indipendenti
di 30.000 morti e desaparecidos della dittatura militare in
Argentina (1976-1983) e risulta essere il secondo piu' grave
dell'America Latina dopo le 200.000 vittime (in maggioranza maya)
della repressione della guerra civile in Guatemala (1960-1996). La
maggioranza delle vittime viveva nelle zone rurali (79%), tre su
quattro parlavano quechua, il 68% aveva conseguito un'educazione
primaria completa o incompleta. Inoltre la CVR ha constatato che nei
dipartimenti andino sud-occidentale di Ayacucho - dove si iniziò la
guerra, si é concentrato il 40% dei morti e desaparecidos,
proporzione che sale all'85% se si sommano i casi registrati a
Huanuco, San Martin, Huancavelica e Apurimac, nel sud.
Secondo CVR, il principale responsabile dei morti e desaparecidos
é Sendero Luminoso a cui aggiudica il 54% delle vittime, segnalando
che si tratta di un caso eccezionale tra i gruppi guerriglieri e
insurgentes dell'America Latina. Sendero Luminoso ha inflitto
"una violenza estrema di inusitata crudeltá, comprendendo
anche la tortura e le sevizie come forme per castigare ed intimidire
la popolazione civile che tentava di controllare", enfatizza il
rapporto finale CVR aggiungendo che "Sendero negava il valore
della vita e dei diritti umani". Una menzione a parte merita il
leader senderista Abimael Guzman, accusato di praticare un culto
della personaliá di polpotiana memoria. Il Movimento rivoluzionario
Tupac Amaru MRTA si é reso responsabile solo dell'1,5% dei morti e
desaparecidos, ricorrendo ad atti criminali, sequestri, assassini.
Non va dimenticato che il rapporto finale analizza anche le
responsabilitá dei governi democratici di Belaude e Garcia e del
dittatore Fujimori che "erano carenti nel comprendere e nel
gestire adeguatamente il conflitto armato". In particolare si
ritengono colpevoli i governi di Belaunde e Garcia per aver permesso
in certe zone del conflitto, che la violazione dei diritti umani si
trasformasse in pratica sistematica delle Forze Armate e non di
eccesso di alcuni membri. Va sottolineato che in soli due anni, tra
il 1983 e 1984 (durante il governo Belaude) si siano registrati il
maggior numero di morti rispetto a tutta la guerra interna: ben
19.468 vittime che rappresentano il 28% del totale. Nel caso di Alan
Garcia - partito APRA (oggi principale oppositore al governo
Toledo), il rapporto finale rivela che all'inizio tentò di
riorientare la lotta contrainsurgente applicando sanzioni ai capi
militari responsabili dei massacri. Pero la "mattanza nelle
carceri di Lurigancho e El Frontón del 18-19 giugno 1986, segna un
punto di rottura con la politica aprista di imporre un nuovo schema
di rispetto dei diritti umani da parte delle forze
dell'ordine", si afferma nel documento.
Il rapporto finale CVR é molto critico con il governo Fujimori:
il golpe di stato del 1992 ha significato un "collasso dello
Stato di diritto". Appare lo squadrone della morte conosciuto
come gruppo Colina, vincolato all'ex capo dei servizi segreti di
Fujimori, Vladimiro Montesinos, sotto processo per decine di
imputazioni. Il testo segnala crimini orribili: "assassinio,
scomparsa-desaparicion forzata, crudeli massacri", un
linguaggio criminale usato dallo squadrone della morte Gruppo Colina
per ubbidire agli ordini decretati dal Presidente Fujimori, dal suo
braccio destro Vladimiro Montesinos, a cui CVR attrabuisce
responsabilitá penali.
Rispetto alle azioni delle Forze Armate - accusate del 31% di
morti, la CVR conclude che "nel primo periodo si applicó la
strategia della repressione indiscriminata contro la popolazione
civile, sospettata di appartenere a Sendero Luminoso". In una
seconda tappa "questa strategia diventa piú selettiva,
continuando a violare i diritti umani". In alcuni momento del
conflitto, secondo la CVR, non si é trattato solo di eccessi
individuali, bensí di "pratiche generalizzate e/o sistematica
violazione dei diritti umani".
Sarà il potere giudiziario a incaricarsi di stabilire il grado
di responsabilitá penale degli ufficiali coinvolti che hanno
diretto la strategia antiguerriglia nelle varie zone di emergenza -
afferma la Commissione della Veritá.
Complicitá del Cardinale Cipriani e responsabilitá della Chiesa
Cattolica
Anche la Chiesa Cattolica é stata oggetto dell'analisi della
Commissione della Veritá CVR. Secondo il rapporto finale della CVR
"la difesa dei diritti umani da parte dell'Arcivescovo di
Ayacucho (attualmente Cardinale di Lima, Mons. Luis Cipriani) non é
stata ferma e decisa durante la maggior parte del conflitto
armato". Il documento segnala che l'attuale esponente
latinoamericano dell'OPUS DEI "durante la maggior parte del
conflitto armato ha ostacolato il lavoro delle organizzazioni
ecclesiali impegnate nella difesa dei diritti umani, fino al punto
che negava la violazione dei diritti umani".
Va peró citato che il rapporto finale della CVR riconosce nella
Chiesa Cattolica un'istituzione che ha tradotto il suo rifiuto della
violenza terrorista, attraverso attività di difesa dei diritti
umani come, per esempio, quelle organizzate dalla Commissione
Episcopale per l'Azione Sociale CEAS ( www.ceas.org.pe).
In questo senso, la CVR rende omaggio a sacerdoti (menzioniamo anche
i martiri italiani Padre Alessandro Dordi, Padre Daniele Badiali e
Giulio Rocca dell"Operazione Mato Grosso - OMG"),
religiose, fedeli cattolici ed evangelici che pagarono con la
propria vita la difesa dei diritti umani. Tuttavia si deplora l'irresponsabilitá
di alcune autoritá ecclesiastiche di Ayacucho, Huancavelica y
Apurimac che non hanno svolto il loro impegno pastorale in favore
della pace e della giustizia.
Il direttore esecutivo del Coordinamento Nazionale dei Diritti
Umani CNDDHH Francisco Soberon, commenta: "coloro che hanno
seguito la congiuntura nazionale fin dagli anni '80, hanno osservato
come Cipriani ha volto le spalle ai familiari dei desaparecidos e a
tutti coloro che hanno sofferto le violazioni dei diritti umani in
Ayacucho.
La violenza in Ayacucho
Paradossalmente il rapporto finale della Commissione CVR viene
presentato alla cittadinanza il 29 agosto ad Ayacucho mentre lo
Stato ha decretato lo stato d'emergenza per evitare disordini.
Ayacucho, l'angolo della morte in quechua (per le mattanze durante
l'epoca dei conquistadores spagnoli), teatro di crimini e violazioni
orrende perpetrate da Sendero Luminoso e dalla repressione
governativa negli anni '80, diventa lo scenario della debolezza
democratica dello Stato, con la paura del ritorno del fantasma del
terrorismo. Alla luce della pubblicazione del rapporto della
Commissione della Verita e della Riconciliazione, e di un panorama
sociale in fibrillazione, fatto di marce, scioperi, blocchi
stradali, contro una politica economica essenzialmente recessiva, ma
fondamentalmente contro uno stile di governo poco in sintonia con i
sentimenti quotidiani della popolazione, la nostalgia autoritaria fa
capolino in molti settori conservatori. La fragilità della
"democrazia" toledista, viene spesso confrontata con la
stabilità della "dittatura" fujimorista. Non che
preoccupi il confronto, la cosa grave é la mancanza di senso delle
istituzioni, del lungo periodo, e il correre dietro a soluzioni
miracolistiche.
L'impatto nella società peruviana
Il rapporto finale della Commissione CVR ha acceso un vespaio di
dichiarazioni contrastanti, evidenziando una profonda rottura tra la
societá civile e i poteri forti che da vari mesi stanno articolando
una campagna di dura opposizione e discredito contro la Commissione
CVR. In particolare va sottolineata la reazione di diversi generali
e rappresentanti delle Forze Armate, legati anche politicamente alla
strategia antisovversiva che, in vari momenti e luoghi, ha violato
sistematicamente i diritti umani.
Padre Gustavo Gutierrez, fondatore della Teologia della
Liberazione, evidenzia la preparazione e la profesionalita dei
membri della Commissione della Veritá CVR: "sono personalità
riconosciute non solo nel Perú, per il loro spessore morale e
intellettuale e, quando parlano di atrocità, si riferiscono a cose
accadute realmente che non si possono piú occultare". Il
religioso dominicano afferma che l'obiettivo ideale per una
soluzione profonda va ricercato nel perdono, peró "é chiaro
che la societá deve raggiungere la giustizia anche attraverso le
sanzioni; (..) sono comprensibili i nervosismi peró bisogna evitare
relazioni e collaborazioni delle istituzioni con coloro che
violarono la legge e i diritti umani.
Anche la Conferenza Episcopale Peruviana ha espresso
ufficialmente il proprio sostegno al lavoro della Commissione della
Verita', manifestando il desiderio che il rapporto finale
contribuisca "a stabilire la verita' di fatti dolorosi al fine
di purificare la memoria collettiva della storia passata".
Sulla stessa linea d'onda si unisce il Presidente di APRODEH -
Asociación Pro Derechos Humanos (storica ONG che ha promosso il
Coordinamento Nazionale dei Diritti Umani - CNDDHH www.aprodeh.org.pe)
Miguel Jugo dichiarando: "crediamo si debba dare continuitá
alle parole del Presidente Toledo per lavorare in favore della
giustizia, della riparazione e de rafforzamento dei diritti umani.
(..). Coincidiamo con i membri della CVR nell'identificare le
responsabilitá politiche dei governi di Fernando Belaundé e Alan
Garcia ma anche le responsabilitá penali di Alberto Fujimori
(profugo in Giappone dove sta orchestrando una campagna da
perseguitato politico di craxiana memoria) e del suo braccio destro
Vladimiro Montesinos (ex capo dei servizi segreti).
L'impatto a livello internazionale
Si é registrato un eco anche a livello internazionale del
rapporto finale della CVR (che è stato appositamente salutato con
un messaggio del Presidente della Commissione della Veritá del
Sudáfrica Arcivescovo Desmond Tutu, del Premio Nobel per la Pace
Rigoberta Menchú, delle Madri di Plaza de Mayo, ecc.). Va
sottolineata la partecipazione attiva delle ONG italiane in Perú (Associazióne
Solidarietá Paesi Emergenti - ASPEm, TERRA NUOVA, Movimento Laici
America Latina - MLAL, ARCI - Cultura e Sviluppo Perú, Cooperazione
Internazionale Italiana COOPI, Comunidad Santo Espíritu, Gruppo
Volontariato Civile GVC) che hanno pubblicato nel quotidiano LA
REPUBBLICA del 28 agosto, un documento unitario di appoggio alla
societá civile nel sostegno alla Commissione della Veritá CVR.
L'avvocato Mirtha Allende, membro del Coordinamento Nazionale dei
Diritti Umani - CNDDHH ( www.dhperu.org
) dichiara che "il documento delle ONG italiane in appoggio
alla CVR aiuta a sostenere questo processo di giustizia, veritá e
riparazione in cui il Perú deve transitare affinché gli errori del
passato che hanno causato molte sofferenze, non si ripetano".
Va menzionato anche il ruolo propulsore della cooperazione
internazionale (promosso non solamente dalle ONG italiane ma anche
da Oxfam GB, Luteran World Relief LWR, Catholic Relief Services,
Save the Children Canada UK, CUSO, Consejería en Proyectos ) che
sta organizzando vari incontri e dibattiti per accompagnare anche
politicamente un percorso di giustizia, anche in termini di
riparazione e riconciliazione.
A livello internazionale, Human Rights Watch ( www.hrw.org
) di New York, WOLA - Ufficio di Washington per questioni
Latinoamericane ( www.wola.org
), Amnesty International di Londra ( www.amnesty.org
)e la Federazione Internazionale Diritti Umani FIDH ( www.fidh.org
) di Parigi hanno espresso il loro appoggio alla Commissione della
Veritá. In particolare WOLA - Ufficio di Washington per questioni
Latinoamericane ha qualificato come un "grande
avanzamento" la consegna del rapporto finale della CVR:
"il governo USA deve riconoscere lo sforzo del governo
peruviano nella ricerca della veritá durante il periodo della
violenza politica e deve dargli il suo appoggio politico e
simbolico", enfatizza Kimberly Stanton, direttrice di WOLA.
La lotta per la giustizia della societá civile
Di fronte ad una campagna diffamatoria orchestrata da poteri
occulti, con l'appoggio di politici e mass-media che tentano di
bloccare il processo democratico del Peru', la societa' civile e i
movimenti popolari ( www.argenpress.info/nota.aspe?num=004417
)del paese andino si stanno mobilitando per costruire un nuovo patto
sociale fondato sulla giustizia e sulla riconciliazione.
In prima linea si sono attivate varie organizzazioni (tra cui il
Coordinamento Nazionale dei Diritti Umani CNDDHH, l'Associazione
Peruviana Pro Diritti Umani APRODEH, il centro ecclesiale
"Bartolomeo de las Casas", la Rete Giubileo 2000, la
Conferenza dei Religiosi del Peru') per la difesa dei diritti umani
calpestati durante un ventennio di violenza politica fomentato dalla
guerriglia terrorista Sendero Luminoso ma anche dalla polizia e
dall'esercito governativo.
Il 20 agosto scorso sono state presentate al Presidente del Perú
Alejandro Toledo 22.000 firme raccolte dal movimento cittadino
"PARA QUE NO SE REPITA" ("Affinché non si
ripeta") in appoggio alla Commissione della Verita'.
In occasione della consegna delle firme Francisco Soberon -
direttore del Coordinamento Nazionale Diritti Umani CNDDHH ha
sottolineato l'importanza di accompagnare le raccomandazioni e
proposte della Commissione della Verita'. "Speriamo che
l'organo esecutivo di governo possa impegnarsi e stabilire un
meccanismo per promuovere azioni a livello giurisdizionale con la
partecipazione della societa' civile a livello di
monitoraggio". Il direttore del CNDDHH ha commentato: "Per
voltare pagina bisogna aver letto il libro e molti peruviani non lo
hanno fatto, rimangono indifferenti; per questo é importante che
tutti ci impegniamo ad iniziare un autentico processo di
riconciliazione con coloro che furono le vittime".
Il 27 agosto scorso la societá civile ha organizzato una
manifestazione pubblica di appoggio alla Commissione della Veritá
CVR che ha visto la partecipazione di 5.000 cittadini coordinati dal
Movimento "PARA QUE NO SE REPITA", tra cui i Movimenti dei
bambini, adolescenti e giovani lavoratori organizzati del MANTHOC,
MNNATSOP, JENATSO e JOC.
Tania Pariona, rappresentante dell'equipe di coordinamento
JENATSO ha diffuso la seguente dichiarazione: "Desidero
esprimere una riflessione in quanto giovane studentessa
universitaria e membro del Movimento nazionale di giovani con
esperienza di Nats JENATSO - una iniziativa che nasce
dall'esperienza fatta dentro il Mnnatsop - e identificata con il
popolo lavoratore e la classe popolare, in particolare con i Nats,
che lottano per il rispetto e il riconoscimento dei diritti di tutti
i bambini/e e adolescenti, per il protagonismo sociale dell'infanzia
lavoratrice e il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro
dei Nats. In questo senso, io credo che l'infanzia e la gioventù
non sono estranee alla congiuntura attuale né ai successi avvenuti
in passato. Ricordiamo solo quanti bambini e bambine furono
danneggiati fisicamente e psicologicamente dalla violenza
socio-politica. Fatto per il quale la Commisione per la Verità e la
Riconciliazione è stata appositamente creata, per fare giustizia
sociale e conoscere i responsabili. Pensiamo che durante questo
tempo la CVR abbia compiuto un ruolo storico non solo per le
ricerche fatte ma per aver canalizzato le informazioni e
sensibilizzato la popolazione sulla violazione dei diritti umani.
Come JENATSO, ci uniamo a tutta la solidarietà che la società
civile rivendica in questo momento in cui la CVR ha potuto dare
alcuni risultati e raccomandazioni per la riflessione della
società. Speriamo che il rapporto non rimanga archiviato ma che
serva come mezzo che diffonde alternative per molte famiglie che
vivono ancora le conseguenze della problematica in questione".
In questa direzione di una capillare diffusione del rapporto
finale si stanno impegnando varie ONG internazionali come il
coordinamento Forum Solidaridad Perú, per animare il dibattito non
solo a Lima ma anche nelle realtá periferiche andine e amazzoniche
e per mantenere acceso l'interesse e la prioritá di accompagnare
questa costruzione democratica dal basso frutto della coscienza di
migliaia di cittadini che si impegnano in prima persona per la
giustizia e la pace in un contesto particolarmente complesso,
segnato da povertá strutturali ma anche da quella dignitá
caratteristica di questo popolo che non si arrende, ma lotta e si
rimbocca le maniche.
In questo senso va sottolineato il fatto che questa mobilitazione
non si limita solo al Perú', come hanno documentato varie agenzie
internazionali di stampa indipendente come ADITAL del Brasile, ALAI
dell'Ecuador, DIAL della Francia, Agencia Internacional de prensa
india del México, Reseau d'information & de solidarité avec l'Amerique
Latine del Belgio, America Semanal degli USA.
Dall'Argentina il Premio Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel
ha ricordato che "é necessario superare l'impunitá rispetto a
ció che é successo affinché non ritorni... NUNCA MAS... Se non
c'é veritá e giustizia, non ci puó essere riconciliazione
possibile". |
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