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Varie mobilitazioni nei giorni scorsi e un'affollata
assemblea a Caorso organizzata da Ecomancina.com e dalla Federazione
di Piacenza del P.R.C. per riflettere dopo Scanzano Jonico
Il fallimento del nucleare
di Gianni
Naggi responsabile nazionale Energia del P.R.C. da Liberazione
Sabato 13 dicembre a Trino; martedì 16 con un'assemblea
affollata a Caorso; domenica 21 di nuovo in corteo a Caorso: sempre
per affermare che la produzione di energia elettrica dal nucleare è
stata una scelta scellerata da non ripetere mai più. Nessuno ha
sostenuto le meravigliose prospettive di questo settore,
rispolverate da alcuni all'indomani dei blackout. Nell'assemblea di
Caorso si sono trovate insieme generazioni diverse, per età e per
storia politica: chi negli anni '70 e '80 aveva già duramente
lottato contro le centrali nucleari e chi invece le aveva accettate,
o persino sostenute, convinto che quella strada rappresentasse il
futuro.
Ora sono tutti concordi nel riconoscere che nel nucleare si
entra, ma è quasi impossibile uscirne indenni, almeno in tempi
comparabili con quelli della storia umana. Con quali vantaggi? Lo ha
ricordato bene, a Trino, Gian Piero Godio di Legambiente: "Caorso,
quella che ha reso di più, in 12 anni di attività ha fornito
l'energia elettrica che l'Italia consumava in un mese; Garigliano,
in 18 anni, per coprire poco più di due settimane del fabbisogno
nazionale". Ne è valsa la pena? Le preoccupazioni espresse a
Trino e Caorso ci dicono di no! Si sono mobilitati per dire che sono
solidali con la lotta di Scanzano Jonico e che anche loro vogliono
sbarazzarsi del loro pesante fardello. Ma dopo quasi 20 anni non si
sa ancora come fare in sicurezza. Stanno ancora attendendo che gli
scienziati nuclearisti forniscano loro una soluzione vera, come
avevano promesso da diversi decenni; e, intanto, barre di
combustibile, materiali irraggiati, impianti sempre più contaminati
giacciono là, in centrali che non producono più energia, ma che
pulsano minacciose.
L'assemblea di Caorso è stata organizzata da Rifondazione
Comunista con una partecipazione significativa, dal sindaco di
Caorso ai rappresentanti delle istituzioni locali e regionale, del
sindacato e degli ambientalisti. Ma al centro dell'attenzione vi
erano i compagni giunti da Scanzano, Rocco Rivelli, presidente del
consiglio provinciale di Matera e Pasquale Stigliano, accolti con
affetto e solidarietà, dimostrando così che i tentativi maldestri,
di qualche settimana fa, portati dalla destra per contrapporre nord
e sud sono falliti, bene ha detto il rappresentante dell'Fnle
locale: "Finalmente di nuovo nord e sud uniti nella
lotta". Del resto, ciò che emerge chiaro è che la
meravigliosa mobilitazione di Scanzano e di gran parte del sud è
servita a tutti, non solo a loro, anche Trino e Caorso vedono che
"il re è nudo" e che il problema dei residui radioattivi
è sempre più grave ed irrisolto. Anche nazioni che tanto uso del
nucleare hanno fatto e fanno tuttora, non hanno trovato soluzioni
vere a questo grave problema e continuano a riempire mari e caverne
in modo criminale. Quelli più "seri" riempiono siti
temporanei, nella speranza che si scopra qualcosa di nuovo e
condannano vasti territori alla paura ed alla militarizzazione
forzata. I paesi del nucleare, in Europa, producono 40.000 m3
all'anno di materiali radioattivi e poiché molte centrali sono
ormai vetuste e da smantellare questa quantità è destinata a
crescere nei prossimi anni. E' impressionante che la stessa
relazione di accompagnamento della Direttiva europea per la
"Gestione del combustibile nucleare esaurito e dei residui
radioattivi" segnali che "I residui più pericolosi sono
depositati in impianti di superficie o in prossimità della
superficie, in attesa della disponibilità di una soluzione più
permanente. Nessun paese al mondo ha ancora effettuato lo
smaltimento di questi residui…". Questo dà la misura
dell'irresponsabilità del governo Berlusconi che ha pensato di
risolvere tutto con un generale fornito di pieni poteri esautorando
popolazioni, comunità scientifica e governi locali e cercando di
trasformare una materia così delicata e grave, in affari di bottega
da affidare alla Sogin SpA. Nel dibattito di Caorso è stato
sottolineato da diversi rappresentanti istituzionali che questo
comportamento ha creato una situazione politicamente e socialmente
insostenibile. E' evidente a tutti che la gravità della questione
impone a tutti l'avvio di un percorso fatto di oggettività,
partecipazione e trasparenza. E' anche sempre più evidente che
occorre cercare un approccio a livello comunitario per individuare i
percorsi più sicuri e di corresponsabilizzazione di tutte le parti
in causa, è quello inoltre il livello da cui ripartire per imporre
un'adeguata drammatizzazione che inneschi una lotta globale contro
il nucleare civile e militare. Intanto cominciamo con l'impedire
all'Enel di entrare nelle centrali francesi ed europee, visto che
già ora nel Superphénix ci attendono i residui radioattivi in
proporzione alla proprietà Enel di quella scellerata avventura. In
conclusione, dall'assemblea di Caorso è emersa la proposta forte di
Rifondazione Comunista e degli ambientalisti locali di un mutamento
di società, che favorisca la riduzione dei gigantismi imposti
dall'attuale società dei consumi e degli sprechi. Non è più
rinviabile una politica energetica diversa, con al centro efficienza
nella produzione e nei consumi, e lo sviluppo di energie da fonti
rinnovabili senza emissioni distruttrici.
Gianni Naggi
responsabile nazionale Energia
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