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FIRENZE SOCIAL FORUM
IL MOVIMENTO, I PARTITI E LE ISTITUZIONI.
Il Social Forum Europeo, si è
concluso.
Io ci sono stato, ci sono stato
assieme ad un milione d’europei, ci sono stato per lo stesso
motivo per il quale ero andato a Genova:
Per rivendicare il diritto a
manifestare per un mondo diverso.
Un successo, oltre ogni
aspettativa, un successo di partecipazione, una dimostrazione di
maturità e di civiltà che in tanti contestavano a questo
movimento.
Non possono più
"ragliare" i vari Fede, Zeffirelli, Fallaci, quasi
dispiaciuti che la città non sia stata messa a ferro e fuoco, quasi
dispiaciuti che non vi sia scappato un altro morto.
Ne escono sconfitti, ed insieme a
loro ne esce sconfitta la città dei bottegai, che con la loro
assurda serrata hanno dato un esempio d’inciviltà.
Chi invece ne esce vincente è la
parte vera, viva della città, ossia i fiorentini, che per una volta
si sono ribellati all’idea della città museo ed hanno partecipato
in massa al corteo, o hanno applaudito, ballato e cantato dai
balconi delle loro case assieme ai no-global.
E i Black Block?
Non si sono visti, sono rimasti
nelle caserme, non sono stati sguinzagliati dai loro padroni.
A Firenze non si sono ripetute le
violente cariche della Polizia contro i manifestanti e nemmeno il
clima "cileno" che si respirava a Genova.
Probabilmente perché il comando
delle Forze dell’Ordine è stato affidato al Prefetto della
città, e non al potere centrale di Roma, e il comando delle
centrali operative, non è stato messo nelle mani dei Ministri
post-fascisti visti a Genova.
Il risultato è stato quello di
vedere migliaia di ragazzi, in uniforme si, ma non in assetto di
combattimento che guardavano quasi annoiati il pacifico scorrere del
corteo.
Andando oltre alla riuscita della
manifestazione, cosa ci lascia quest’appuntamento fiorentino?
Credo la consapevolezza di una
gran forza, una forza che riesce a sviluppare un enorme coesione che
va ben al di la degli schieramenti politici e delle innumerevoli
sigle che compongono il variopinto mosaico che forma il movimento.
Una forza che trae origine proprio
dal non essere rinchiusa e schematizzata da nulla e che nessuno
riuscirà mai a rinchiudere in una sigla, perché, penso sia chiaro
a tutti che se qualcuno dovesse mettere il "cappello" sul
movimento questo si esaurirebbe in poco tempo.
Siamo di fronte ad un fenomeno che
proprio dalle sue diversità trae la forza vitale.
Come si dovrebbe fare allora per
canalizzare e rendere operative la massa enorme d’idee e proposte
che scaturiscono dalle infinite iniziative che si sono svolte a
Firenze?
Non è un problema facile,
comunque credo sia essenziale per prima cosa, definire come il
movimento si debba porre nei confronti di chi ha il potere
decisionale in Europa, mi riferisco ai partiti, agli stati ed alla
comunità europea.
Credo che il movimento, debba
avere la forza di accettare e confrontarsi con tutti, ma anche di
allontanare quei personaggi che non intendano seguire le idee ed i
progetti che scaturiscono dal movimento stesso.
Faccio un esempio, la gran
manifestazione del 9 Novembre, era contro la guerra in Iraq, contro
la guerra in tutti i casi, molti personaggi politici, hanno fatto
invece una passerella sostenendo che erano contro la guerra, tranne
se questa fosse stata decisa dall’ONU.
Come se non sapessimo chi governa
quest’ente!
Ecco questo è un classico esempio
d’approccio sbagliato che la politica fa verso il movimento,
cercando di utilizzarlo per i suoi scopi, cercando di plasmarlo ai
suoi bisogni.
Debbono essere le forze politiche
ad avvicinarsi al movimento e dichiarare come intendano modificare
la società, solo allora se vi sarà una convergenza, il movimento
potrà appoggiarli.
Sono convinto che, chi, in questo
momento tiene le fila di questo fenomeno debba avere l’intelligenza
e la capacità di sintetizzare le spinte che uniscono questa massa
di persone e trovare di volta in volta quegli obiettivi da
perseguire, senza che tutto l’impegno si diluisca in mille
difficili, anche se legittime, iniziative.
Penso che un netto rifiuto all’utilizzo
della guerra come metodo di risoluzione dei problemi del mondo, sia
una cosa in grado di unificare le varie anime del movimento, dai
Comunisti a Pax Cristi.
Un’ampia convergenza si potrebbe
trovare anche sulla Tobin Tax, battaglia questa che deve per forza
essere combattuta a livello Europeo, in quanto è dimostrato che a
livello di singoli stati è una lotta inutile.
Queste sono solo due ipotesi, le
prime che mi vengono in mente, sulle quali il movimento potrebbe
trovare una forte coesione e che diventerebbero condizioni sine qua
non per eventuali ipotesi di dialogo con le forze politiche.
Un fatto è certo, il carro è
partito, ed ora in molti cercheranno di salirvi, ed è proprio ora
che il movimento deve dimostrare ferrea determinazione e
impermeabilità alla contaminazione ed alla tentazione del potere.
Non esiste al mondo, in questo
momento storico, un’altra forza in grado di mobilitare centinaia
di migliaia se non milioni di persone.
Persone che votano, protestano,
lottano, boicottano e che quindi decidono.
Questo spaventa il potere, perché
questo movimento transpartitico e transnazionale (che nulla centra
con quello di Pannelliana memoria) ha deciso che questo mondo non
gli piace, crede che un mondo diverso sia possibile anzi necessario.
Un movimento con il quale d’ora innanzi tutti
dovranno fare i conti
Bart... di Ecomancina |