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I "NOSTRI" MOSTRI
Mimmo Gerardini di Ecomancina
Una democrazia è ritenuta tale quando agisce nell’ambito di
regole ben precise e da tutti riconosciute, la politica della guerra
preventiva, pone fuori dal discorso democratico chiunque la
persegua.
Nessuna comprensione per il regime iracheno, ma la domanda che
tutti si pongono è molto semplice:
Perché lì?
Ci sono decine di dittatori sanguinari nel mondo, molti dei quali
appoggiati e sostenuti dall’Occidente, eppure nessuno si sogna di
intervenire militarmente contro di loro.
Il desiderio degli Americani di ergersi a gendarmi del mondo, di
arrogarsi il diritto di attaccare chiunque gli possa dare fastidio
senza nemmeno il consenso dell’ONU, crea una pericolosa situazione
di instabilità nella quale le norme del diritto internazionale non
hanno più alcun senso e vige solo la legge del più forte, del più
prepotente.
Non per nulla sono le stesse regole che vigono nelle dittature
che si vorrebbe combattere.
Per la prima volta in oltre mezzo secolo la politica di
aggressione statunitense, viene contrastata.
Il mondo, tranne uno sparuto gruppo di servi sciocchi; condanna
questa politica.
Imponenti manifestazioni a livello planetario, la mobilitazione
dei Sindacati contro la guerra, l’ONU e non per ultima la
fortissima condanna del Vaticano indicano chiaramente il desiderio
di pace della popolazione.
Tutto ciò sembra inutile, nulla può fermare la macchina bellica
dei signori della guerra, pronti a sacrificare migliaia di vite
innocenti e, la stabilità, dell’area per potersi accaparrare i
ricchissimi giacimenti petroliferi iracheni.
La storia si ripete, ma come sempre non c’insegna nulla.
Dopo la prima guerra mondiale la Germania sconfitta non poteva
riarmarsi e doveva essere sorvegliata dai paesi vincitori, eppure si
preferì chiudere un occhio e permettere a Hitler di costruire una
possente armata, perché nell’intenzione di Francia ed Inghilterra
vi era interesse avere un dittatore armato fino ai denti a fare da
cuscinetto fra loro e la Russia Comunista.
Sappiamo tutti come andò a finire e quanti milioni di morti
dovettero immolare i russi per liberarci da quel mostro da noi
creato.
Lo stesso discorso si può fare per Saddam, che venne armato fino
ai denti, armi di sterminio di massa comprese, da francesi e
americani, con lo scopo di proteggere il Kuwait, ossia la raffineria
dell’occidente nel Golfo Persico, dalle grinfie degli iraniani di
Komeini.
Allora non eravamo molto interessati a quello che Saddam faceva
con le armi chimiche e di quanti Kurdi ammazzasse o perseguitasse, l’importante
era che ci difendesse dal pericolo Iran.
A proposito di Kurdi, i nostri alleati Turchi li massacrano e
perseguitano da sempre, ma questo non ci ha impedito di consegnargli
Ocalan e di lasciarlo marcire in un carcere di massima sicurezza
Turco.
Un altro esempio sintomatico di quanto la storia non c’insegni
mai nulla e sicuramente quello di Osama Bin Laden, rampollo di una
ricchissima dinastia di petrolieri arabi, da sempre in affari con
un'altra ricchissima dinastia di petrolieri texani i Bush, ed ora
degradato a terrorista e pericolo numero uno al mondo.
L’amico Osama non era considerato così quando faceva parte
della CIA e lui e la sua organizzazione erano addestrati, armati e
sponsorizzati dagli Stati Uniti per combattere contro i russi in
Afganistan.
Sempre in Afganistan, una volta ritirati i Russi, gli Stati Uniti
diedero un contributo fondamentale all’ascesa al potere dei
Talebani, feroci e spietati integralisti islamici, che però gli
garantivano un controllo sugli importanti oleodotti che passano in
quell’area.
Non importava a nessuno allora delle condizioni democratiche del
paese e delle condizioni disumane delle donne afgane, l’importante
era avere il controllo del territorio.
Fra parentesi è utile ricordare le testimonianze di chi ha visto
Kabul nel periodo, diciamo, socialista e di chi l’ha vista dopo la
presa del potere dei nostri allora amici talebani.
Kabul passo da luogo simbolo dell’emancipazione femminile ad un
oscuro medioevo culturale.
La storia si ripete sempre, ma non c’insegna mai nulla.
L’occidente ricco continua a creare dittatori per tutelare i
suoi interessi, non preoccupandosi delle conseguenze disastrose dal
punto di vista democratico ed umanitario.
Solo quando uno di questi mostri, da noi creato, si ribella alla
nostra autorità allora interveniamo militarmente con il pretesto di
liberare la popolazione dalla feroce dittatura, portando altri morti
fra civili inermi.
Quale sarà il prossimo intervento umanitario Mister Bush?
Quale feroce dittatura che non ci serve più dovremo annientare?
Saddam si è appellato al suo popolo affinché combattesse nel
nome del suo Dio, Bush si è rivolto alla nazione americana
affermando che Dio era dalla parte degli Stati Uniti, le SS naziste
portavano inciso sui cinturoni "Dio e con noi"
Ma esiste un Dio che sta anche con le vittime innocenti della
nostra follia? |