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Del 18/01/06
BASTAVA UNA PAROLA…
a cura del Baro
Più che il sogno di circa 60.000 esseri umani (costretti a vivere
in strutture che contano la metà dei posti letto necessari)
sembrava un atto di civiltà… Ma l’amnistia è stata
definitivamente affossata dal Parlamento, che ha scritto un’altra
pagina negativa della sua storia, con pesanti responsabilità degli
uomini del centro sinistra (come molti hanno sottolineato).
Chiariamolo subito: è SACROSANTO stigmatizzare l’atteggiamento di
molti esponenti DS e Margherita sul tema dell’amnistia: se non lo
faccio pure io è perché dopo essermi interessato al "pianeta
carcere" (http://www.ecomancina.com/ramon.htm)
lo scoramento è troppo grande; inoltre non potrei aggiungere molto
altro a quanto già detto e scritto.
Ma in pochi hanno sottolineato un’altra "grande assenza"
nel panorama di coloro che sull’amnistia avrebbero potuto fare e
non hanno fatto: quella dell’attuale pontefice. Peccato: a
spostare l’esito della discussione parlamentare probabilmente
sarebbe bastata una sua parola. Anche solo per sottolineare la
continuità tra la reiterata richiesta di un gesto di clemenza per i
detenuti, che fece il suo predecessore, e l’attuale gestione della
Ditta "Chiesa Cattolica s.p.a.". Ma Papa Benedetto XVI ha
preferito impostare questa prima parte del suo pontificato parlando
di coppie di fatto, aborto, embrioni, omosessualità…
Parafrasando Nanni Moretti: "Papa Ratzinger, quando si
deciderà a dire qualcosa di cristiano?"
Del 26/08/04
AL LUPO!, AL LUPO!
a cura del Baro
Negli ultimi giorni di luglio ho cercato inutilmente di sfuggire
alle cronache che convergevano in modo pressochè univoco su un
caso, dipingendolo come il fatto più importante di quello scorcio d’estate.
Non la verifica di governo, né gli sviluppi della guerra o del
dopoguerra (posto che ci sia una differenza) in Iraq; non la
convention dei Democratici negli Stati Uniti e neppure la riforma
delle pensioni, ma la fuga (e successivamente la cattura e la morte)
di un criminale da 4 soldi, tale Luciano Liboni, ribattezzato presto
"ricercato numero 1 in Italia".
L’ho chiamato "criminale da 4 soldi": ebbene sì,
perché (mettiamocelo in testa) questo e non altro era Luciano
Liboni, una vita buttata nel cesso dopo averla vissuta ai margini
NON SOLO della società, ma anche di quegli orizzonti che la
carriera criminale ad altri ha dischiuso.
"Il lupo" ( questo il suo nome di battaglia, che i media
hanno diffuso ed enfatizzato nella ricerca di pompare l’immagine
di una mezza calzetta criminale, trasformandola in un incrocio fra
Al Capone e Jack lo Squartatore) ha finito la propria esistenza con
5 minuti di immeritata ed inopportuna (sotto tutti i punti di vista)
notorietà: in manette con già una pallottola in testa, mentre
viene portato via da un’ambulanza verso l’ospedale, dove non
riusciranno a salvargli la vita. Una scena agghiacciante, ripetuta
ossessivamente dai telegiornali, in special modo da quelli targati
Mediaset (con una particolare "menzione d’onore" a
Studio Aperto).
Per la morte di un criminale, un manipolo di cacciatori di scoop ha
inventato un macabro palcoscenico, in modo da offrire una
rappresentazione unica nel suo genere ad una folla annoiata dalla
calura estiva e bisognosa di una scossa. Una rappresentazione in cui
è fuori dubbio chi fosse maggiormente criminale (non è intenzione
di questo scritto rivalutare eticamente la figura di Luciano Liboni),
ma in cui è molto meno chiaro chi abbia dimostrato meno dignità. L’attore
protagonista (Liboni)? I registi (i video-giornalisti)? O forse gli
spettatori (tutti noi)?
Una parziale risposta provo a darla con questa breve riflessione: un
atteggiamento più sobrio e meno sensazionalistico da parte dei
media sarebbe stato più opportuno (ma la sobrietà, è noto, non fa
audience…). Ed una minore inclinazione dell’opinione pubblica
verso il facile sensazionalismo sarebbe altrettanto opportuna… Ma
dire quanto questa inclinazione sia naturale e quanto sia ormai
indotta risulta invece impossibile…
Del 20/05/04
TROPPE MELE MARCE …
INDAGHIAMO NEL FRUTTETO?
a cura del Baro
Diciamolo: Berlusconi è anche un po’
sfigato.
Non fa in tempo a magnificare le
qualità calcistiche del Milan che i rossoneri si prendono 4 pappine
dal Deportivo.
Si dice ottimista sulla liberazione
dei tre ostaggi italiani e subito le circostanze lo costringono a
mordersi la lingua.
Non fa in tempo a dire (più o meno)
che l’Italia ora sarebbe il "partner prediletto" degli
USA, che subito gli USA vengono sconvolti dallo scandalo delle
torture ad Abu Ghraib…
Oddio, a proposito di quest’ultimo
punto c’è da dire che in materia di torture l’Italia ha
dimostrato DAVVERO di essere sulla stessa lunghezza d’onda degli
"amici" statunitensi, e senza che siano arrivate
preventive sollecitazioni dai "nostri liberatori a cui siamo
legati da un eterno debito di riconoscenza". Tutti ormai
sappiamo dell’emendamento leghista alla Legge che istituisce il
"delitto di tortura": secondo questo emendamento, per
parlare di reato di "tortura" le violenze devono essere
reiterate ("quante volte, fratello?"). Più o meno la
stessa posizione di Rumsfeld a proposito di Abu Ghraib ("finora
si tratta di abusi, tecnicamente differenti dalla tortura"…
fantastico quel "tecnicamente"!!!). Tutto questo senza
dimenticare che anche in materia di legittima difesa il
centro-destra si sta allineando alle posizioni statunitensi. Ma in
questo caso il riferimento culturale del Polo sembra essere non
tanto George "doppiavu", ma addirittura Charlton Heston
(di Hollywood sembriamo saper prendere il peggio…).
L’emendamento leghista
probabilmente non passerà il riesame in Commissione Parlamentare.
Questo a maggior ragione dopo l’indignazione che sta attraversando
anche il nostro Paese dopo i fatti di Abu Ghraib. E poi, non
dimentichiamolo, il capogruppo dell’UdC alla Camera, Luca Volontè,
ha dichiarato: "Farò scudo con il mio corpo affinchè o si
tolga l'emendamento della Lega o la Legge non trovi il voto
favorevole dell'intero Parlamento''… ("Con il suo corpo"…
Immagine affascinante. Magari lo tortureranno. Una volta sola, s’intende…).
Ma ho divagato; stavamo parlando dei
fatti di Abu Ghraib. Ma quali "fatti", poi? Ci vuole molto
a chiamarli col loro nome e cognome, "crimini di
guerra"?!...
George "doppiavu", dopo le
scuse di rito, ha già impostato la linea difensiva; una linea
prontamente adottata in Italia dagli esponenti del Polo della
Libertà, ça va sans dire: "episodi isolati", "poche
mele marce"... Alessandro Robecchi su "Il manifesto"
del 9 maggio ha scritto un bell’articolo, a proposito della favola
delle mele marce; vi consiglio di recuperarlo e leggerlo. Ci sarà
anche chi pensa davvero che quelle "poche mele marce" non
rovineranno "lo splendido lavoro" fatto finora (in questi
termini si è espresso Bush difendendo Rumsfeld). Ma io comincerei
ad indagare sul frutteto e su chi lo dovrebbe condurre…
Del 20/03/04
L’ATTENTATO A MADRID VISTO DA BERLUSCONI
a cura del Baro
Fonte: Corriere della Sera del 17 marzo 2004:
"Vedo che s’è scatenato il solito ingeneroso assalto al
perdente. Ma se posso confidare una mia personalissima impressione,
bene, io resto convinto che Aznar avesse visto giusto. Sono convinto
che in qualche modo l’Eta abbia avuto una parte negli attentati
dell’11 marzo. Ragioniamo: troppo raffinata la tecnica, la scelta
dei tempi, la contemporaneità degli attacchi. Soprattutto, troppo
sospetta la dimenticanza di certe tracce sparse qua e là ... No,
questa storia non mi convince: intimamente non riesco a togliermi il
dubbio che l’Eta abbia avuto qualche ruolo … L’Eta aveva mille
motivi per farla pagare ad Aznar. ".
***
Ragionando per analogia: io temo un attentato di matrice islamica in
Italia, con la contiguità del popolo italiano, che ha "mille
motivi per farla pagare a Berlusconi".
I leaders del centrosinistra, Rutelli e Prodi (brrrrrr……), hanno
smentito indignati le mie illazioni: "Smentiamo ogni sospetto
di nostra complicità col popolo italiano, col quale ribadiamo di
non avere nessun rapporto".
Del 24/02/04
UNA DECISIONE SOFFERTA…
a cura del Baro
Dunque il Comune di Genova ha deciso: si costituirà parte civile
nel processo a ventisei giovani rinviati a giudizio per i disordini
risalenti al G8 genovese del luglio 2001 (reato contestato:
devastazione e saccheggio). La prima udienza è prevista per il
prossimo 2 marzo.
La notizia l’apprendo dal Secolo XIX. Sempre dal quotidiano
apprendo la dichiarazione dell’Avvocato Giovanni Salvarezza
(legale di fiducia dell’Amministrazione Comunale): "Ho
ricevuto la procura dopo la decisione della giunta. La costituzione
di parte civile riguarderà sia i danni materiali sia quelli morali.
Non toccherà, quindi, solo le devastazioni avvenute un po' in tutta
la città, ma anche l'offesa arrecata all'immagine di Genova. Mi si
consenta un'opinione personale: quel che è successo in quei giorni
è stato vergognoso, rivedere quelle immagini fa rabbrividire".
La decisione della Giunta Comunale guidata dal Sindaco, Giuseppe
Pericu, sarebbe stata "sofferta", secondo quanto riportato
dal quotidiano ligure.
Anche a me "si consenta" (come all’avv. Salvarezza e
come vuole il titolo di questa rubrica) un’opinione personale.
Non partecipo alla "sofferenza" della decisione della
Giunta Comunale.
Sono stupito dal fatto che il Comune di Genova non ritenga che anche
i fatti della Diaz e di Bolzaneto abbiano recato un danno di
immagine (in questo caso non solo alla città di Genova, ma all’Italia
intera) tale da ritenere necessaria la costituzione del Comune quale
parte civile contro i funzionari che saranno imputati nei processi
che dovrebbero tenersi nei prossimi mesi.
Sono già molti e pesanti i reati di cui dovranno rispondere i
funzionari delle forze dell’ordine coinvolti nella
"perquisizione" alla Diaz; fra questi non c’è quello di
"devastazione e saccheggio": peccato, io l’avrei
aggiunto…
In altra sezione di Ecomancina trovate i dettagli circa le
iniziative promosse dai Comitati "Piazza Carlo Giuliani" e
"Verità e Giustizia per Genova" per i giorni 28, 29
febbraio e 2 marzo 2004.
Del 21/12/03
MAMMA, MAMMA, MI PORTI
A BOLZANETO?
a cura del Baro
La caserma di polizia di Genova-Bolzaneto, divenuta nota nel mondo
per la "squisita" ospitalità offerta ai manifestanti
fermati in occasione del vertice G8 del luglio 2001, sarà presto
oggetto di un’altra iniziativa che, per quanto
"meritoria", appare in ironico contrasto con i motivi che
la portarono alla ribalta internazionale due anni fa.
Dalla prossima primavera, gli insegnanti delle scuole elementari di
Genova vi potranno portare le loro classi, in visita guidata.
L'annuncio è stato dato venerdì 28 novembre (fonte: il Manifesto
del 2 dicembre) da Maurizio Auriemma, comandante del VI reparto
mobile di Genova, che ha sede a Bolzaneto. In conferenza stampa il
funzionario ha detto "Non siamo la caserma Aushwitz";
non ho idea di cosa intendesse…
Sull'iniziativa è già intervenuto il "Comitato verità e
giustizia per Genova", che ha scritto una lettera al comandante
del reparto mobile: "Gentile dottor Auriemma, abbiamo letto
sui giornali del suo progetto di aprire la caserma alle scuole. Ci
sembra una bella idea. Potremmo affiancare a lei e agli insegnanti
alcune delle tante persone che passarono per Bolzaneto nel luglio
2001, subendo angherie e vessazioni. Gli studenti avrebbero così un
quadro completo. Lei potrebbe spiegare, come ha già fatto, che
nessuno dei suoi uomini è indagato. I testimoni e noi del comitato
- prosegue la lettera - potremmo ricordare che 43 persone tra
sanitari e e appartenenti a tutte le forze dell'ordine sono indagate
per episodi incompatibili con lo stato di diritto. Tutti insieme
potremmo compiere un'operazione di verità: solo in questo modo
Bolzaneto potrà riscattarsi dell'immagine di ‘caserma Aushwitz’.
Potremmo chiedere insieme, noi e voi, la verità su quanto è
accaduto".
Vedremo gli sviluppi… Intanto venerdì 5 dicembre la caserma è
stata benedetta dal cardinale di Genova, Tarcisio Bertone…
IL CARDINALE SI’ CHE SE NE
INTENDE!
a cura del Baro
Il Cardinale Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Consiglio
Pontificio per la famiglia, ne è sicuro: nella lotta all’AIDS il
preservativo serve poco o nulla. Intervenendo ad una trasmissione
televisiva dell’inglese BBC ha espresso il proprio parere: "Il
virus dell’AIDS è grosso modo 450 volte più piccolo di uno
spermatozoo. Lo spermatozoo può facilmente passare attraverso la
barriera rappresentata dal profilattico". Così, in buona
sostanza, si sarebbe espresso il cardinale davanti alle telecamere
inglesi, nell’ottobre scorso.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità è insorta. Ha ribadito
che l’uso corretto e continuo del preservativo riduce del 90% il
rischio di contrarre il virus. E i casi in cui l’infezione si è
diffusa nonostante l’uso del profilattico NON SONO da imputare
alla "permeabilità" del contraccettivo rispetto al virus,
ma a rotture o ad utilizzi scorretti.
Il bilancio dell’AIDS fino ad oggi è questo: 20 milioni di morti
e 42 milioni di persone (di questi tre milioni sono bambini) che
hanno già contratto il virus HIV…
Inutile dire quali effetti dirompenti può avere la nuova campagna
Vaticana contro l’utilizzo del preservativo nei paesi del
"terzo mondo", dove la Chiesa ha un’importanza
fondamentale nella distribuzione di medicinali e altri materiali
sanitari.
Del 07/12/03
"IO HO FATTO LA DIAZ"
a cura del Baro
"Ehi, mi sbaglio o sulla divisa porti una nuova ‘onorificenza’?"
"Non sbagli, caro mio…"
"Hai fatto qualche ‘campagna’ particolare?"
"Sì"
"Somalia? Afghanistan? Iraq?"
"No. Io ‘ho fatto’ la Diaz…"
sipario…
Un colloquio al limite del paradosso, l’ammetto. Ma anche un
artificio valido per parlare di un aspetto (purtroppo sconosciuto ai
più) relativo ai "fatti di Genova 2001" ed ai recenti
sviluppi che dovrebbero portare ai processi per gli abusi commessi
dalle forze dell’ordine alla Scuola Diaz e a Bolzaneto.
Cominciamo con una notizia che sicuramente saprete. Mesi e mesi di
indagini e oltre 300 denunce da parte dei manifestanti hanno
prodotto accuse gravissime circa i fatti "Diaz/Bolzaneto":
la Procura di Genova, in buona sostanza, ritiene NON SOLO che la
"perquisizione" alla Diaz si sia trasformata in un
pestaggio indiscriminato, ma che per giustificare a posteriori quel
l’azione si siano costruite prove false. I Magistrati ritengono
dunque falsi i verbali, "inventate" le coltellate al
giubbotto dell’agente Nucera, false le due molotov portate alla
scuola (spacciate come reperti ritrovati all’interno della
stessa), inesisenti gli atti di resistenza violenta da parte degli
occupanti la scuola… E nella loro ricostruzione i Magistrati
arrivano ad addebitare agli indagati ipotesi di reato gravissime:
non solo lesioni aggravate, ma anche peculato (per l’essersi
appropriati di alcuni hard disk di alcuni PC in uso al Genoa Social
Forum) abuso d’ufficio (per aver sottoposto alcuni fermati a
Bolzaneto a misure vessatorie ed a trattamenti umilianti) e c’è
pure la calunnia: l’aver incolpato chi si sapeva fin dall’inizio
innocente di reati peantissimi quali la resistenza a pubblico
ufficiale o il possesso di armi improprie.
Eppure Francesco Gratteri da capo dello "Sco" (Servizio
Centrale Operativo della Criminalpol) è ora capo della divisione
antiterrorismo della Dcpp (Direzione centrale polizia di
prevenzione); Lorenzo Murgolo da Vice Questore vicario di Bologna è
stato nominato ad un alto incarico presso la Presidenza del
Consiglio, dove si occuperà anche lui di lotta al terrorismo.
Entrambi figurano fra gli indagati per la Diaz… Entrambe le
promozioni sono avvenute poche settimane prima della conclusioni
delle indagini da parte della Magistratura di Genova su quei fatti.
Promozioni "conquistate sul campo". Sul "come",
è meglio non sottilizzare.
Forse esistono altri funzionari, i cui nomi ora mi sfuggono, che
hanno fatto carriera e che oggi alla domanda "Hai fatto qualche
‘campagna’ particolare?" potrebbero rispondere "Sì.
Io ‘ho fatto’ la Diaz"…
Del 16/11/03
L’AVVOCATO SILVIO E IL CLIENTE VLADIMIR
a cura del Baro
Dopo le note dichiarazioni sui "particolari" luoghi di
villeggiatura a cui Mussolini destinava i propri oppositori
politici, il nostro premier ha tentato di superarsi (o, per meglio
dire, di attualizzare il suo repertorio). Le sue performance di
rivisitazione della storia ha pensato bene di riservarle non solo al
ventennio fascista, ma pure ad episodi più recenti, uscendo
oltretutto dai nostri confini.
Berlusconi si è quindi lanciato in una difesa dell’operato di
Putin nella drammatica vicenda della Cecenia. L’occasione: il
vertice di Roma tra Unione Europea e Russia.
La questione ha già occupato le pagine dei principali quotidiani
nazionali, che hanno dato spazio sia alla "performance"
del premier sia alle conseguenti risposte politiche.
La questione cecena noi preferiamo ricordarla così: alla vigilia
del vertice di Roma, in un comunicato stampa del 5 novembre 2003
Amnesty International aveva chiesto ai leader europei di porre tre
specifiche domande al presidente Vladimir Putin e di rendere
pubbliche le sue risposte.
Non essendo state poste quelle domande (e non avendo quindi le
risposte di Putin…) riteniamo corretto proporle noi:
***
Accesso agli organismi internazionali di controllo
Il presidente russo consentira' un monitoraggio internazionale non
sottoposto a limitazioni sulla situazione dei diritti umani in
Cecenia, da parte di organismi quali l'Osce e il Consiglio d'Europa?
Stabilira' le date per le visite in Cecenia degli esperti della
Commissione sui diritti umani delle Nazioni Unite (il Relatore
speciale sulla tortura, il Relatore speciale sulle esecuzioni
extragiudiziali, sommarie e arbitrarie e il Relatore speciale sulla
violenza contro le donne)?
Protezione dei profughi interni
Il presidente russo s'impegnera' a porre immediatamente fine ai
tentativi di costringere al rientro forzato i profughi interni
ceceni, fino a quando potranno ritornare volontariamente, in
sicurezza e dignita', ai loro luoghi di origine o di preferenza?
Stop all'impunita'
Il presidente russo assicurera' un'immediata azione per portare
davanti alla giustizia i responsabili dei gravi abusi dei diritti
umani commessi durante il conflitto in Cecenia? Fornira'
informazioni concrete su tutte le indagini penali avviate su denunce
di crimini che possono costituire violazioni dei diritti umani o del
diritto internazionale umanitario?
***
Queste erano le domande di Amnesty International. Invece delle
risposte di Putin, abbiamo avuto un’altra puntata del teatrino di
Berlusconi. Un’altra occasione persa…
Del 05/07/03
"HO SCRITTO TUTTO TRENT’ANNI FA…"
(Licio Gelli, da "La Repubblica" del 28 settembre 2003)
In questa occasione "Mi consenta" ha un graditissimo
ospite: si tratta di Paolo Bolognesi, Presidente dell’Associazione
"2 agosto 80" (che raccoglie i familiari delle vittime
della strage di Bologna), che il 29 settembre 2003 ci ha mandato
questo comunicato stampa, che pubblichiamo ben volentieri.
***
Nel manifesto che ricordava il 23° anniversario la nostra
Associazione ha scritto:
"I familiari delle vittime sapranno ancora una volta difendere
Memoria Verità e Giustizia da riforme d'ispirazione piduista volte
a distruggerle."
Il manifesto è stato spedito alle massime autorità istituzionali
italiane.
L'Onorevole Carlo Giovanardi, Ministro per i rapporti con il
Parlamento ha restituito il manifesto con la seguente motivazione:
"Caro Presidente
Le restituisco il manifesto che mi ha inviato, di cui per evidenti
ragioni non condivido il contenuto.
Sono convinto che la giusta battaglia dei familiari delle vittime
per la ricerca della verità venga gravemente danneggiata da
affermazioni gratuite ed offensive per il governo e per il
Parlamento, sede della sovranità popolare.
Cordiali saluti
Carlo Giovanardi"
Il Gran Maestro della Loggia Massonica P2 Licio Gelli (condannato a
10 anni per il depistaggio delle indagini sulla strage), in una
intervista al quotidiano La Repubblica del 28 settembre 2003 (pag.
5),dopo aver espresso pesanti valutazioni sulle capacità e
sull'integrità del ceto politico ha dichiarato, secondo quanto
riportato dal quotidiano:
"Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto
si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i
diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto
tutto trent'anni fa."
Viene così confermata, dal Gran Maestro della Loggia Massonica P2
Licio Gelli, l'ispirazione Piduista delle riforme in atto. Nessuno
nell'esecutivo ha tentato di confutare questa dichiarazione, del
resto è molto difficile negare la somiglianza tra quanto scritto
nel Piano di Rinascita Democratica trent'anni fa e le cose attuate
oggi.
***
Non resta molto da aggiungere al comunicato stampa di Paolo
Bolognesi (che ringraziamo), se non segnalare che per leggere o
scaricare il "Piano di Rinascita Democratica" (progetto
politico della loggia Massonica P2) è sufficiente visitare questo
link: http://www.cedost.it/testi/piano.htm
Del 05/07/03
"SILVIO, WHAT THE FUCK HAVE YOU DONE!"
("Silvio, che cazzo hai combinato!")
a cura del Baro
L’ultima gaffe del nostro Premier ha avuto una
cassa di risonanza insolita e più ampia. La particolare
"platea" che ha avuto la fortuna di assistere alla nuova
esibizione di Berlusconi (un vero incontinente della battuta: quando
gli scappa, gli scappa proprio e non può trattenersi…) era il
Parlamento Europeo di Strasburgo, un po’ meno fornito di lecchini
di professione disposti a farsi abbindolare dalle consuete
correzioni a posteriori ("sono stato frainteso", "la
mia era solo ironia", "è un complotto della stampa
comunista" eccetera… ).
Un riassunto (per quei pochi ai quali è sfuggito
"l’ultimo spettacolo"): Il 2 luglio scorso, all’europarlamentare
tedesco della Spd Martin Schulz (che lo aveva criticato duramente
nel suo intervento in aula) Berlusconi ha risposto col consueto
tatto: "in Italia stanno preparando un film sui campi di
concentramento nazisti, e io la proporrò per il ruolo di
kapò".
"Silvio, what the fuck have you done!"
("Silvio, che cazzo hai combinato!"): secondo la versione
apparsa sulla stampa italiana questa è stata la reazione (poco
"da etichetta") del presidente del Parlamento europeo Pat
Cox.
Ma la cosa più gustosa dello spettacolo è stata
forse la faccia del fedelissimo Fini. Già poco prima della risposta
di Berlusconi il leader di Alleanza Nazionale aveva un’espressione
che sembrava a metà fra "ecco, adesso spara la cazzata…"
e "cazzo, adesso si litiga…". Probabilmente deve essersi
sentito come chi è ad una festa in compagnia del proprio fratello
scemo: fino all’ultimo spera "non mi farà fare la solita
figura di merda…", poi si dice "mah… sta andando tutto
liscio…" ed infine è costretto a rassegnarsi all’ineluttabilità
degli eventi… E in più il fedele Gianfranco non aveva neppure la
possibilità di sperare "la prossima volta lo lascio a casa…".
Dal punto di vista umano l’atteggiamento di
Berlusconi mi è sembrato analogo a quello tenuto in un altro
episodio che ha fatto la storia delle sue gaffes. Parlo di un
episodio in apparenza minore, ma che aveva destato un certo
imbarazzo: il "nostro", incalzato per non so più quale
motivo in una conferenza stampa da un giornalista vittima di
balbuzie, invece di rispondere sul tema della domanda aveva detto
qualcosa tipo (cito a braccio): "innanzitutto le consiglio di
andare da un buon medico che possa aiutarla nel suo problema di
balbuzie...". I due episodi (peraltro sottolineati e confermati
da mille altri) confermano alcuni tratti del carattere del nostro
Premier:
1- enorme autostima, ormai oltre il limite del
delirio da onnipotenza
2- la tendenza a gigioneggiare; o per meglio
dire, la convinzione che gigioneggiando può risolvere i propri
problemi (ritenendosi ovviamente, oltre che unto dal Signore, più
divertente di Totò).
Ma tutte queste considerazioni si fermano,
ripeto, al punto di vista UMANO. Dal punto di vista politico mi
preoccupano di più gli imbarazzati e parziali "distinguo"
di certi alleati (quelli che non hanno neppure preso le distanze,
come i leghisti, lasciamoli perdere…), che più o meno hanno detto
"beh, Silvio ha sbagliato... ma hanno cominciato gli
altri"…
Berlusconi ha anche accusato i propri avversari
di essere dei turisti della democrazia, ma mi sembra che questa
accusa gli torni indietro a boomerang... Solo che lui non è neppure
un turista della democrazia (un turista lo si suppone perlomeno
interessato a quanto sta contemplando): Silvio è un clandestino
della democrazia.
Del 21/03/03
LE TERRIBILI ARMI DI SADDAM…
Di Don Lisciva
A seguito di lunghe e accurate riflessioni sulla
pace e sull'iniquità di questa guerra, non ho potuto fare altro che
appoggiare moralmente il movimento pacifista. Ma, dopo avere visto
quali terribili armi siano nelle mani di Saddam, mi trovo a
ritrattare con rincrescimento tutto quanto... Giudicate anche voi...

A SPASSO CON SHREK
Di Don Lisciva
10 marzo 2003
Ieri, per puro caso, mi è capitato di vedere il
Presidente della Repubblica a spasso per via Emilia. Mi trovavo da
un lato della strada e dovevo raggiungere quello opposto per fare
bancomat. Ovviamente non mi è stato permesso di attraversare,
perché Carlo Azeglio doveva passare insieme a sua moglie. Giuro che
ho fatto fatica a riconoscerlo: sapevo che era basso di statura, ma
non immaginavo così tanto. E poi me lo ricordavo più ordinato,
invece era pettinato come uno spaventapasseri.
C'era silenzio tra le persone che osservavano il
passaggio del Presidente. Qualcuno tra gli astanti ha detto con voce
tonante "applausi!" e la gente si è messa ad applaudire
per inerzia... che tristezza... Mi ha ricordato certe scene di
Shrek in cui il popolo viene fatto applaudire, ridere o
acclamare tramite cartelloni con scritto "applausi",
"risate" ecc…
Don Lisciva
Nota del Baro: chi non conoscesse SHREK può
autonomamente convincersi della somiglianza fra Lord Farquaad e
Ciampi:

Lord Farquaad Carlo Azeglio Ciampi
Del 23/02/03
CATENA DI SOLIDARIETA’ PER VERONICA LARIO
Di Don Lisciva
L'espressione "bacio fiorentino" fu
coniata, all'epoca delle repubbliche marinare, dai Veneziani per
denunciare i malcostumi sessuali dei Fiorentini. Questa espressione,
oggi in disuso, è stata aggiornata e sostituita dal termine inglese
rimming. Nella sostanza, ovviamente, ci riferiamo sempre a una
bella "sberleccata" tra le chiappe di qualcuno - vivace,
appassionata, selvaggia o cadenzata, ma è sempre "quella
cosa".
Nell'ambito della diplomazia internazionale
questo "giuoco delle parti" richiede una discreta abilità
e sensibilità che spesso costa cara a chi si propone come homo
novus. Figuriamoci a una first lady!
Veronica Lario gira per la villa di Arcore e, di
tanto in tanto, si ritrova un vomitino pieno di peli di culo su
qualche tappeto persiano o sul copriletto. Ancora non distingue bene
tra i peli di Bush e quelli di Putin, ma quelli di Blair li
riconosce al volo (del resto, si sa, gli Inglesi non hanno il bidé).
Chiunque è in grado di capire l'imbarrazzo di questa povera donna
che deve pulire tutto da sola, perché, sapendo di che si tratta,
non vuole che la voce si diffonda tra i cospiratori comunisti.
Ma gli Italiani, quelli veri, sono un popolo
sensibile e sicuramente ogni famiglia (vera e non "di
fatto") si unirà a questo accorato appello:
invia anche tu un tubetto di Remover ® ad
Arcore.
Sarà sempre meglio che buttare soldi per una
bandiera con scritto "pace" (che non ha nemmeno i colori
della bandiera italiana, bensì l'arcobaleno dell'arcigay). Veronica
somministrerà a Silvio il miracoloso prodotto e con una moglie
felice avremo anche un Presidente del Consiglio molto più
efficiente e sempre più gagliardo.
Parola di Don Lisciva.
PS. Per chi non ha gatti: il Remover ® è una pasta che
viene somministrata ai gatti che, dopo essersi leccati fino
all'esasperazione, vomitano il pelo che rimane loro nello stomaco.
E' una specie di idraulico liquido per felini.
Del 25/01/03
INQUIETANTE!…
a cura di Don Lisciva
Inquietante! Dopo la faccia del diavolo avvistata
nel fumo delle Twin Towers, e i noti simboli satanici sulle riviste
del WTS, abbiamo questo sconcertante documento che testimonia nuovi
misteriosi avvistamenti, stavolta nella nuvola di cenere sopra
l'Etna! Incredibile....

Del 25/01/03
GRADISCE UN PRESIDENZIALISMO?
GLIELO INCARTO?
a cura del Baro
Moda e tendenze per il 2003? Non ne so nulla e
non potrebbe fregarmene di meno, chiaro, ma l’apertura mi è
venuta naturale, considerato che anche la politica sembra ormai
seguire le vie del gossip, e l’attesissima (???) conferenza
stampa/monologo di Silvio Berlusconi ha delineato quale sarà il
leit motiv politico del 2003: le tanto attese (da chi, poi?)
riforme, con in testa quella del presidenzialismo.
Per chi fosse entrato in questa rubrica convinto
di trovarvi delle utili indicazioni e/o magari approfondimenti sui
vari sistemi di governo degli altri paesi e un giudizio su questa o
quella formula istituzionale, è bene precisare (o ricordare, per
chi invece è già avvezzo a "Mi Consenta") che non
troverà in me uno dei tanti tuttologi che oggi si sperticano in
dissertazioni su premierato, cancellierato e presidenzialismo, e che
magari ieri parlavano con uguale entusiasmo e competenza di difesa a
zona, di 4-2-4 e di fuorigioco passivo. Io personalmente il
Presidenzialismo all’americana dopo Clinton lo associo a certe
prestazioni sotto la scrivania. Il premierato alla francese o alla
tedesca, li associo a giarrettiere (primo caso) o frustini in pelle
(secondo caso). Solo dell’attuale modello italiano ho qualche idea
meno vaga e meno istintivamente riconducibile alla sfera sessuale:
maggioritario "imbastardito"? No: "berlusconismo";
e in questo termine potete metterci ciò che più (anzi, meno…) vi
aggrada.
Dunque l’economia va a rotoli, la riforma del
lavoro sembra a buon punto (i lavoratori della Fiat un lavoro non ce
l’hanno più), l’inflazione la si tiene sotto controllo
guardandola con ottimismo (eccheccazzo, è pure simpatica, no? E poi
tutto si potrebbe risolvere se i signori dell’Istat ci spiegassero
dove vanno a fare la spesa, che ci devono essere delle
offertissime).
L’Italia è un paese di Santi poeti navigatori…
ma anche di sondaggisti. Sarebbe interessante se un sondaggio ci
dicesse se e quanto siano davvero importanti per gli italiani le
riforme istituzionali (Presidenzialismo in testa) e magari pure la
"devolusssion". Premierato, cancellierato, turno unico,
doppio turno (andata e ritorno? golden gol e/o rigori?) sono davvero
importanti per il nostro Paese? O sono solo il modo in cui l’abile
Berlusconi riesce a stornare l’attenzione degli italiani dai veri
problemi, anche grazie ai "dialoghisti" del
centro-sinistra, sempre pronti a cadere in questo tranello?
"C’è grande confusione sotto il cielo,
quindi la situazione è eccellente!" (Mao Tse Tung)
Del 01/12/02
QUELLA GRAN SAGOMA DEL MINISTRO CASTELLI
(ovvero: si potrà dire "sagoma"? Si
potrà dire "ministro"?)
a cura del Baro
La notizia non è freschissima, ma è sempre
"una perla" (attenzione alle vocali: più avanti
scopriremo la loro importanza…) che potrebbe esservi sfuggita.
Partiamo dall’origine: la mattina del 14
settembre a Roma sotto al carcere Regina Coeli si è svolta una
manifestazione in solidarieta' ai detenuti in sciopero della fame,
alla quale ha partecipato Franca Rame. Eccovi riportata la nota ANSA
del 14 settembre:
CARCERI: FRANCA RAME; CASTELLI IGNORANTE, SI
PROTESTA DA SEMPRE (ANSA) - ROMA, 14 SET - ''Quel pirla di Castelli
si spaventa delle manifestazioni davanti alle carceri. Dovrebbe
acculturarsi perchè le manifestazioni in appoggio allo sciopero
della fame dei detenuti avvengono in Italia da decenni e non sono
state scoperte oggi''. Non risparmia insulti al ministro della
Giustizia Roberto Castelli, l'attrice Franca Rame, presente alla
manifestazione no global davanti a Regina Coeli. ''Castelli si
informi - ha detto - parla come se oggi noi sobillassimo la rivolta
nelle carceri ma ce ne sono sempre state e ce ne saranno sempre di
piu' perche' dentro le condizioni sono terribili e lo si e' sempre
saputo''. Rame ha duettato con Fo ricordando quando negli anni '70
visitavano i detenuti. Uno di questi detenuti, oggi militante no
global, l'ha abbracciata durante la manifestazione. ''Parlai con lui
- ha detto Rame - ai tempi in cui ando' in vigore il carcere duro.
Le condizioni delle carceri sono tragiche e non, come dice quel
genio dell'ingegner Castelli, hotel a cinque stelle. Lui e
Berlusconi dovrebbero entrarci per capire cosa sono''.
Alle parole di Franca Rame è seguita la querela
del Ministro Castelli, sentitosi offeso dal termine
"pirla" che la Rame gli ha riservato (del resto molti
italiani si sentono offesi del termine "ministro"
accostato al cognome "Castelli"…).
Grazie alla newsletter di Dario Fo e Franca Rame
di seguito riporto un estratto dell’atto di citazione. Le
sottolineature sono mie.
Leggetelo ed eruditevi, bestie!!!!!!!
***
L'on. Ing. Roberto Castelli...
CONTRO
La sig.ra Franca Rame....
FATTO E DIRITTO
Il fatto che ha origine alla controversia
Nella mattina del 14 settembre 2002, a margine di una manifestazione
svoltasi di fronte al carcere Roma di Regina Coeli per protestare
contro le condizioni di vita all'interno degli istituti
penitenziari, la sig.ra Franca Rame ha rilasciato alcune
gravi dichiarazioni riguardanti la persona dell'on. Roberto
Castelli, attuale Ministro delle Giustizia italiano, dichiarazioni
che vengono oggi sottoposte a questo Ill.mo tribunale …
...
In particolare una nota di agenzia AGI diffusa alle ore 12,07 del
giorno in esame attribuisce all'odierna convenuta la seguente
affermazione "Quel pirla del ministro Castelli si
spaventa delle manifestazioni davanti alle carceri. Dovrebbe
informarsi. Le manifestazioni in appoggio allo sciopero della fame
dei detenuti avvengono da decenni. Si informi... le condizioni delle
carceri sono tragiche e non sono affatto quelle descritte dal
genio di Castelli, (...)"
…
Analizziamo il significato delle espressioni utilizzate dalla
convenuta nell'occorso, per poi connotarne la portata sotto il
profilo giuridico e trarne le relative conclusioni.
Il primo lessema ex adverso utilizzato nel corso
dell'intervista e' il sostantivo "pirla", che per
sua connotazione gergale e dialettale merita di essere analizzato
con attenzione.
L'analisi deve necessariamente prendere le mosse dal significato
letterale ed etimologico del termine, per poi analizzarne le
applicazioni assunte nello svolgimento delle relazioni
interpersonali.
L'origine del termine, chiaramente appartenente al dialetto
meneghino (linguaggio storicamente utilizzato dalla popolazione meno
colta dell'area milanese, in contrapposizione alla lingua dotta
parlata dalla nobilta' e dal clero), deve essere fatto risalire
al latino pilus, che letteralmente significa pestello ma che
veniva regolarmente adottato per indicare il membro maschile.
E' dunque questo il significato letterale da attribuire al termine
scelto dalla sig.ra Rame per apostrofare l'on. Castelli recepito
negli identici termini dal Dizionario Garzanti della lingua
italiana.
D'altronde, non puo' essere ignoto a nessuno il fatto che
l'accostamento di un termine tratto dal gergo volgare o dialettale
indicante l'organo sessuale maschile ad una persona assume
abitualmente il significato di attribuzione alla persona stessa di
scarsissime qualita' intellettuali, accompagnate dall'assenza di
presenza di spirito e di avvedutezza...
... Cosi' a dirsi per alcuni termini piu' o meno generali, ma di uso
comune, come, a titolo di esempio, per scegliere solo un termine
che, per l'uso ricorrente e' ormai entrato nel lessico quotidiano,
tanto da meritare un posto sul vocabolario Zingarelli, la parola
"minchione" (tratto dal termine dialettale siciliano
indicativo del membro maschile), ed altrettanto e' per il termine
"pirla" la cui conoscenza e la cui diffusione, complice
anche la maggior facilita' di spostamento della popolazione sul
territorio, ha ormai travalicato i confini regionali d'origine e
puo' essere percepito nella sua valenza offensiva in tutta Italia...
Il significato derisorio e denigratorio del sostantivo utilizzato
dalla convenuta nella fattispecie de quo, pertanto, viola
indubitabilmente ogni limite appartenente alla normale critica o
anche alla consueta satira di natura politica, e manifesta,
viceversa una pesante personalizzazione dell'invettiva, di portata
sicuramente diffamatoria dell'esponente.
Né la sig,ra Rame puo' legittimamente ignorare il significato
del termine, atteso che la stessa e' nata a Parabiago (Mi), in una
zona che sicuramente utilizza correntemente il dialetto nella
quotidianita'.
Peraltro, corre l'obbligo a questa difesa sottolineare anche
come, agli inizi della propria carriera artistica, la sig.ra Rame
debutto' al teatro olimpia di Milano in un'opera dall'inequivocabile
titolo di "Ghe pensi mi", a testimonianza della propria
conoscenza del dialetto meneghino.
Altra conclusione non e' percio' possibile: la
sig.ra Franca Rame ha insultato il concludente con la consapevolezza
e la volonta' di insultarlo, al di la' ed indipendentemente
dall'esposizione di qualsiasi idea od opinione personale su temi di
interesse pubblico.
Tanto e' vero che, non paga del primo insulto, la convenuta ha
immediatamente ripetuto il concetto sotteso all'epiteto utilizzato,
laddove, solo pochi istanti dopo ha utilizzato, non senza malizia
espositiva, l'eufemismo "quel genio di Castelli",
con l'unico e manifesto intento di riaffermare l'epiteto dei
confronti dell'esponente e di metterlo "alla berlina" nei
confronti dell'improvvisato uditorio venutosi a formare.
…
... E altresi' evidente che la condotta non
potra' mai assurgere a rango di espressione di una critica politica,
cosi' come apostrofare come "pirla" l'altrui persona non
attribuisce ad un discorso alcuna valenza satirica, soprattutto se
il discorso stesso proviene da chi la satira la ha esercitata per
anni nel proprio campo artistico, acquisendone notorieta' al punto
di farne quasi una professione.
…
Tutto cio' premesso... l'on Castelli CITA La sig.ra Franca Rame
eccetera
In conclusione sottolineo solo che
l’attuale Ministro della giustizia sembra ritenere ingiuriosi,
rivolti alla sua persona, sia il termine "pirla" che il
termine "genio"…
Del 20/11/02
"AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA
CHE C’E’ UN WOJTYLA IN PIU’…"
di RAEL e DON LISCIVA
"Porca trota, qua il Berlusconi sta facendo
un casino! Poi dopo, quando non ci sarà più, quando una rivolta
popolare lo avrà fatto fuggire in Angola lasciando l'Italia nella
merda più pura, l'opinione pubblica sarà pure capace di dare la
colpa a noi, alla Chiesa di Roma, per non avere speso una parola
contro il suo regime in questi anni!"
"Eh, hai ragione, proprio come è successo
durante la Seconda Guerra Mondiale, quando il Santo Padre non ha mai
detto né fatto nulla riguardo la strage degli ebrei! Uuuuhh, quante
critiche ci siamo presi!"
"Eh sì, qua dobbiamo inventare
qualcosa..."
"Idea! Alla Camera c'è quel baciapile di
Casini! Organizziamo una storica visita del Papa a Montecitorio e
voilà!"
"Okay, ma che gli facciamo dire?? Mica può
sputtanare Berlusconi!? Poi saltano i soldi alle scuole private
cattoliche!!"
"Ma che, so' scemo?? Tranquillo, faremo come
sempre, dirà e non dirà, farà sottintesi, tante belle parolone,
parlerà di grandi problemi mondiali che non verranno mai risolti...
e poi gli facciamo piazzare pure la stoccata che gli italiani fanno
pochi figli!"
"Perfetto! Da destra a sinistra, Lega
compresa, si alzeranno in piedi ad applaudirlo per ore!!"
"Per forza, leccapiedi e servi del potere
come sono!"
"Ok, è deciso, allora. Prepariamo un'altra
punturina di doping per il Santo Padre e via che andiamo!"
"Dove? A casa tua, stavolta?"
RAEL
Le telecamere si sono spente dopo che il Papa ha
officiato il sacramento dell'eucarestia, facendo fare la comunione a
tutti i nostri parlamentari... ma dopo cosa è successo?
Peccato che le telecamere si spengano sempre sul
più bello, oscurando le note più intime e meno sensazionalistiche.
Forse al grande pubblico interessano solo gli applausi e il clamore.
Ma la fede esula da questo.
Il Papa venuto dall'est ha saputo addomesticare
anche le frange più estreme della sinistra: mentre si accomiatava
è passato accanto a Bertinotti e gli ha stretto la mano. Secondo
quanto riferiscono le persone nelle immediate vicinanze, mentre il
diavolo e l'acqua santa si stringevano le mani, quest'ultima avrebbe
aperto un po' la pellegrina lasciando intravedere una bottiglia di
vodka 'Vatican'. Un rapido sguardo di intesa e i due si ritrovano
nei cessi del parlamento per sbevazzare. Al culmine della sbronza,
Bertinotti e il Papa hanno intrapreso una sonora gara di rutti.
"Sua Santità me sta a spettina'", riferisce Marisa
Ficucciello, la spigliata e garrula signora delle pulizie. Il
repertorio del rutto cantato spaziava dal "Salve regina" a
"Bella ciao".
DON LISCIVA
Del 13/11/02
"FAVORISCA I DOCUMENTI…"
Del BARO
Mi stavo domandando
come farà Sua Altezza Reale, Principe Reale Ereditario Vittorio
Emanuele Alberto Carlo Teodoro Umberto Bonifacio Amedeo Damiano
Bernardino Gennaro Maria, ad inserire nei suoi documenti tutti i
titoli di cui è insignito:
Re di Sardegna
Re di Armenia
Re di Cipro
Re di Gerusalemme
Duca di Savoia
Duca di Monferrato
Duca di Genova
Duca di Aosta
Duca del Chiablese
Duca del Genevese
Principe e Duca di
Carignano
Vicario Perpetuo del
Sacro Romano Impero
Principe di Piemonte
Principe di Oneglia
Principe di Acaia
Principe di Masserano
Principe di Chieri
Principe di Dronero
Principe di Bene
Principe di Brà
Principe di
Montemellian con Arbin e Fancin
Principe di
Carmagnola
Principe di Poirino
Principe di Trino
Principe di
Crescentino
Principe di Riva di
Chieri e Banna
Principe di Busca
Marchese di Saluzzo
Marchese in Italia
Marchese d'Ivrea
Marchese di Susa
Marchese di Ceva
Marchese di Maro
Marchese di Cesena e
Oristano
Marchese di Savona
Marchese di
Tarantasia
Marchese di
Borgomanero e Cureggio
Marchese di Caselle
Marchese di Rivoli
Marchese di Pianezza
Marchese di Govone
Marchese di Salussola
Marchese di Racconigi
con Tegerone
Marchese di
Migliabruna e Motturone
Marchese di
Cavallermaggiore
Marchese di Marene
Marchese di Modane e
Lanselbourg
Marchese di Livorno
Ferraris
Marchese di Santhià
Marchese d'Aglié
Marchese di Centallo
e Demonte
Marchese di Desana
Marchese di Ghemme
Marchese di Vigone
Marchese di
Villafranca (Piemonte)
Earl di Richmond
Conte di Torino
Conte di Ginevra
Conte di Nizza
Conte di Moriana
Conte di Barge
Conte di Moncalieri
Conte di Mirafiori e
Fontanafredda
Conte di Sarre
Conte di
Villafranca-Soisson
Conte di Tenda
Conte di Romont
Conte di Valence e
Die
Conte di Asti
Conte d'Alesseria e
di Gogeana (Goceano)
Conte di Novara
Conte di Tortona
Conte di Bobbio
Conte di Coissons
Conte di Sant'Antioco
(in Sardegna)
Conte di Pollenzo
Conte di Belly e
Salmorence
Conte d'Oriado, di
Bredulo ed Albenga
Conte di Roccabruna
Conte di Tricerro
Conte di Bairo
Conte di Oregno
Conte delle Apertole
Visconte di Chambery
Barone di Vaud e di
Faucigny
Barone di Varisella
Signore di Vercelli
Signore di Pinerolo
Signore di Lomellina
e Valle Sesia
Signore di Tarantasia
Signore di Arvillars
e Mulette
Signore di Collegno
Signore di Bernezzo
Signore d'Allezzano
Signore di Pollenzo
Signore di Busca
Signore di Genola
Signore di Pancalieri
Signore di Racconigi
Signore di Covorre
Signore di Bugey
Signore di Cornillon
Signore di Coligny
Signore di Meudon
Signore di Villanova
di Chillon
Signore di Bardcrest
Signore di Chamasson
Signore di Corcelle
Signore di Boon
Signore di Balme
Signore di Cluse
Signore di Montagny
Signore di Grospurg
Signore di Bressa e
Bougé
Signore di Seyssel
Signore d'Egle
Signore d'Aubonne e
Vingel
Signore d'Arlod
Signore di Gruyères
Signore di Vivey e
Port Valeys
Signore di Corbière
Signore di Ponto in
Ogo
Signore di Torre del
Pino
Signore di Talavier
Signore di Clées
Signore di Baleyson
Signore di Lanzin
Signore di Belmont
Signore d'Arcanciem
Signore di Yllens
Signore di Charosse
Signore di Dorches
Signore di Cronay
Signore di Palesiex
Patrizio di Venezia
Patrizio di Ferrara
‘sti cazzi!… E
pensare che io al massimo posso rispondere con la tessera
"amici di Robespierre"…
Del 02/11/02
E ADESSO CE LI TENIAMO!!!…
di RAEL e DON LISCIVA
(con chiosa finale del BARO)
La voce filtra da
Palazzo Chigi. E rischia di scatenare un’infinità di
polemiche. Alla vigilia del ritorno in Italia, che al più tardi
sarà entro
la fine di novembre, i Savoia stanno "battendo cassa" nei
confronti del
Governo con una serie di richieste che poco hanno a che fare con un
rientro
finora annunciato "da semplici cittadini".
L'ex famiglia reale
vorrebbe una scorta per la propria sicurezza. E un auto
di servizio con autista. Ma non è tutto qui!!! Secondo quanto ha
riferito oggi
Berlusconi al Consiglio dei Ministri, i Savoia chiederebbero di
poter
utilizzare, in alcune circostanze, addirittura i voli di Stato!!!
Una serie di 'benefit',
dunque, che Vittorio Emanuele considererebbe come un
"parziale risarcimento" per i torti subiti. E che, secondo
l'opinione degli
ex reali, sarebbe semplicemente la restituzione di ciò che è stato
sottratto
alla dinastia dopo il referendum su monarchia e Repubblica del 1946.
Chiosa finale di BARO…
Correttezza vuole che
si citino anche le smentite:
''NESSUNA RICHIESTA
AVANZATA AL GOVERNO'' Roma, 18 ottobre. - (Adnkronos) - ''Nessuna
richiesta in questo senso e' stata avanzata al governo italiano da
parte della famiglia Savoia''. Lo studio dell'avvocato Giuseppe
Morbilli di Torino, che cura gli interessi legali dei Savoia,
smentisce la richiesta di 'benefit' che sarebbe stata avanzata dalla
ex Casa regnante. ''Ovviamente -precisano- non siamo in grado di
negare che il Consiglio dei ministri o il premier Berlusconi ne
abbiano parlato oggi a palazzo Chigi: non c'eravamo... Ma smentiamo
che una simile richiesta sia stata mai avanzata''.
Vero? Falso? E’
tutta una montatura? A me non resta che lasciarvi con i versi di una
canzone di Franco Battiato…
Povera Patria
(da "Come un cammello in una grondaia", 1991)
Povera patria!
Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che
non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e
gli va bene quello che fanno
e tutto gli
appartiene.
Tra i governanti,
quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è
devastato dal dolore...
ma non vi danno un
po' di dispiacere
quei corpi in terra
senza più calore?
Non cambierà, non
cambierà
no cambierà, forse
cambierà.
Ma come scusare le
iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo
stivale dei maiali.
Me ne vergogno un
poco, e mi fa male
vedere un uomo come
un animale.
Non cambierà, non
cambierà
sì che cambierà,
vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il
mondo torni a quote più normali
che possa contemplare
il cielo e i fiori,
che non si parli più
di dittature
se avremo ancora un
po' da vivere...
La primavera intanto
tarda ad arrivare.
(1991 Emi Music
Publishing Italia Srl / L'Ottava Srl)
Del 09/10/02
"LUI E’ PEGGIO DI ME… O NO?"
di Rael
Chi dice che ‘Mal
comune mezzo gaudio’ non sa proprio di cosa sta parlando… un po’
come Silvio Berlusconi e il suo amico George Bush jr. Più che mali
comuni, questi moderni Gianni e Pinotto sono mali universali e non
ci fanno gioire neanche un pochino. Comunque sia, questa puntata è
dedicata proprio a lui, a "Fozzamerica" Bush, la
dimostrazione vivente che l’uomo NON si è evoluto dalla scimmia.
Eccovi alcune perle dal suo repertorio:
IN WASHINGTON VERITAS
Washington, 2 ottobre
2001: "Siamo impegnati a lavorare con ambo le parti per portare
il livello del terrore a un livello accettabile da entrambi."
LAPALISSE MON AMOUR
Quebec City, 21
aprile 2001: "È importante capire che se ci sono più scambi
commerciali c’è più commercio."
NE HO GIUSTO UNO IN TASCA
28 aprile 2002.
Rivolto al Presidente del Brasile Fernando Cardoso: "Anche voi
avete dei neri?"
ARRIVANO GLI ALIENI!
Saginaw, 29 settembre
2000: "So che gli esseri umani e i pesci potranno coesistere in
pace."
BOOM!
Tokyo, 18 febbraio
2002: "Da un secolo e mezzo America e Giappone hanno formato
una delle più grandi e durature alleanze dei tempi moderni. Da
questa alleanza è sorta un’era di pace nel Pacifico".
Ovviamente il Silvio
ne ha detta una anche questa settimana, di corbelleria. Ma era una
replica delle sue consuete tirate contro i magistrati di Mani Pulite
che vi risparmio…
Ultima ora: a
quanto pare, il Berlusca avrebbe appena parlato della tresca tra sua
moglie Veronica Lario e il filosofo Massimo Cacciari! Roba da far
impallidire "Madame Bovary"… Tutti i piccanti retroscena
tra sette giorni!
Ps: non sto
scherzando.
Del 03/10/02
San Silvio da Arcore
di RAEL

27 settembre 2002, conferenza stampa
di Silvio Berlusconi sull’immigrazione clandestina.
"Per recuperare i corpi degli
immigrati annegati bastano i pedalò. Con noi i morti non si sono
lamentati." – Silvio Berlusconi
C’è chi s’accontenta
di sedere pazientemente in riva a un fiume per vedere sfilare presto
o tardi il cadavere del proprio nemico. Berlusconi no, lui
preferisce aspettare i cadaveri dei propri nemici arenarsi
tristemente sulle spiagge italiane. Poi, perché non rovinino l’afflusso
di turismo che porta tanti soldini, eccolo impegnarsi a togliere di
mezzo quei poveri resti… ma non esageriamo, basta usare un pedalò
(che non consuma). In fondo, nessuno di questi morti verrà mai a
lamentarsi da lui se non nei suoi incubi, ma tanto sappiamo che lui
non dorme mai. Commossi da cotanta umanità, non possiamo che
sederci e aspettare pazientemente anche noi senza dire un’altra
parola.
Del 24/09/02
IN GALEEEEEERAAAAAAAAAAA!!!!
A cura di RAEL e DON LISCIVA
Un'accusa gravissima,
quella lanciata dal ministro della Giustizia Roberto Castelli.
Il Guardasigilli, dalla capitale danese, ha infatti ipotizzato che
esponenti della sinistra stiano pensando a fomentare rivolte
carcerarie per mettere in difficoltà il governo. Una presa di
posizione che ha subito provocato la reazione indignata dell'Ulivo,
con i Ds che definiscono Castelli "sconsiderato" ed
"estremista".
Ma vediamo le parole del ministro, pronunciate a margine di un
Consiglio con i colleghi dell'Unione europea: "Non vorrei, e
vorrei che la sinistra mi smentisse, che dopo i moti di piazza della
Cgil, dopo i girotondi, pensassero all'arma delle rivolte nelle
carceri. Sarebbe veramente irresponsabile".
***
Ho notizie da
un'agenzia di mia fiducia: l'Ansia.
Se le dichiarazioni
raccolte qua e là nei penitenziari italiani corrispondono a
verità, lo scenario è allarmante, perché le trame (finora oscure)
della sinistra cominciano ad affiorare tutte insieme, come i sintomi
di un tumore al fegato all'ultimo stadio. Ricordo una vecchia
puntata di "Sgarbi Quotidiani", in cui il nuovo Vate
nazionale sbraitava contro l'inefficienza e l'iniquità di un
governo di sinistra che permetteva gli arresti di un personaggio
come Sofri & C.
Incredibile, no?
Governo di sinistra e magistrati di sinistra che mettono ai ferri
niente meno che Sofri!
E possiamo
continuare: D'Alema, con tutto quello che poteva chiedere a Clinton,
ha fatto rimpatriare la Baraldini che, a quanto ne so, se la
ricordavano solo i CSI e pochi altri nostalgici.
Ma era tutto
collegato. La lungimiranza della sinistra nel capire fin da allora
il proprio tracollo elettorale e nel progettare il colpo di stato
che ci aspetta è stata machiavellica (e aggiungerei Gellica):
all'inizio sono stati messi in galera i Tony Negri, gli agitatori di
idee, gli indottrinatori. E' stato un lavoro di anni, ma alla fine
questi predicatori sono riusciti a organizzare una milizia di
tagliagole, grassatori, spaccini e puttanieri pronti a tutto. Altro
che scuole coraniche!
L'ultima tessera di
questo puzzle è stata l'arresto di Wanna Marchi, irrisa come una
goffa truffatrice fin dagli anni ottanta. Chi mai avrebbe
sospettato, dietro quella facciata da impuffatrice romagnola, un
autentico genio della chimica che potremmo definire il Paracelso del
nuovo millennio? L'incarcerazione è stato il pretesto più banale
per permetterle di somministrare ai carcerati un potentissimo infuso
di alghe macerate in peli di culo e cerume in grado di trasformare
in super uomo anche Andreotti. E' solo questione di ore... si salvi
chi può…
Del 17/09/02
IL PREMIER CANTERINO COLPISCE ANCORA!
Dopo l'annunciato Cd di
lagne napoletane realizzato in coppia col posteggiatore Apicella (pensate
alla faccia di Moretti sentendo questo cognome...) in arrivo a Natale, il
Presidente Cantante scende di nuovo in pista (di registrazione). Eccovi le
ultime news:
Annunciata in primavera,
l'idea di realizzare un album da parte di Silvio Berlusconi va sempre più
concretizzandosi. Il fine umanitario che lega il progetto all'Unicef ha
convinto anche Andrea Bocelli a prendervi parte: il tenore italiano,
infatti, duetterà con il nostro Presidente del Consiglio in "September
morn", in lingua metà francese e metà inglese. La produzione del
disco è stata affidata a Tony Renis, che in una nota ADNKronos confessa:
"Si tratta di un evento unico nel suo genere e io comincio a sentire
la responsabilità dell'impresa". Renis ha scelto per il premier
brani storici del repertorio francese, come "Les feuilles mortes"
di Kosma-Prevert e "La vie en rose", immortalata da Edith Piaf.
Nella scelta sono cadute anche canzoni sudamericane, successi storici come
"Besame mucho" e "Solamente una vez". Ad affiancare
Berlusconi sarà anche Michael Bolton, che ha già accettato la proposta,
mentre si è in attesa di risposta da parte di Celine Dion e Whitney
Houston. Il sogno di Renis, però, non si ferma a queste celebri voci, ma
coinvolge anche i nomi di Bill Clinton, che Renis vorrebbe al sax, e di
Mina, per uno storico duetto. "Sarebbe un sogno se Mina mi
chiamasse", dice Renis all'ADNKronos: "Un semplice colpo di
telefono. Sarebbe un evento storico poterla far cantare accanto al
premier", del quale Renis non esita a tessere le lodi: "Berlusconi
ha un'intonazione perfetta, una splendida voce, baritonale e vellutata. E'
un solista geniale", conclude, "non soltanto in ambiti politici,
ma anche musicali".
Chiosa di Don Lisciva:
E non sapete il resto:
l'anno prossimo, Berlusconi duetterà con Pavarotti a Modena. Ancora
misteriosa la scelta del brano lirico da proporre al grande pubblico, ma
pare che sia molto gettonata "fin ch'han dal vino calda la
testa" da Don Giovanni di Mozart - Pavarotti non è estraneo a
mostruose incursioni nel repertorio per baritoni. Era stata proposta anche
"recitar... vesti la giubba", ma il premier ha rifiutato perché
Leoncavallo ha scritto "vesti la giubba e la faccia infarina".
Tale verso non gli si confà, in quanto egli usa abitualmente la Nutella e
non la farina.
D'obbligo, ancorché
scontato, l'inno di Forza Italia, eseguito dal coro dei bambini
cerebrolesi del cotolengo afgano, che sfumerà in "We Are The
World".
Per il gran finale,
Pavarotti e Berlusconi eseguiranno l'immortale "Boys Keep Swinging"
di Bowie/Eno, riprendendo in scena la stessa regia del celebre video.
Sfileranno vestiti da vedette lungo una passerella e, di volta in volta,
si sfregeranno trucco e tinture davanti al pubblico, per affermare la loro
autenticità dietro il belletto, l'uomo dietro il
personaggio.
Di RAEL
e DON LISCIVA
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