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Del 29/10/2006
ESTORSORE
di Spartacus
Plurisuonato
come i “Fascisti su Marte” del Guzzanti cinematografico, il camerata
Long John Giorgio Chinaglia, non nuovo a - vogliamo chiamarle leggerezze
di vita? – per amore della su ex squadra e di certi ceffi della sua ex
curva s’era messo in testa di togliere la società Lazio al non
brillante presidente Lotito. Ma un conto è farlo diciamo così alla luce
del sole, altro è usare metodi canaglieschi. L’avrà creduto legittimo
ricordando gli slogan dei suoi detrattori calcistici o politici che gli
gridavano “Chinaglia canaglia” quando uscendo dagli spogliatoi
rivolgeva alla sua curva il braccio teso e salutava
romanamente.
Ora la
Procura romana lo accusa di aggiotaggio ed estorsione nei confronti di
Lotito ma anche di occulte minacce che sarebbero state rivolte
all’attuale patron biancoceleste. Otto suoi compari e camerati sono
finiti in manette, lui s’è salvato perché si trova nella sua residenza
yankee e intervistato è caduto al solito dalle nuvole. Fa finta di non
capire, gli è sempre riuscito naturalissimo, sostiene che c’è un
imbroglio, indottrinato fra poco parlerà magari di persecuzione.
Quel che
inquieta è che con lui – e anche a sue spese perché ingenuo Giorgione
ha mostrato d’esserlo più d’una volta – si muovono oscuri
personaggi che si servono della manovalanza fascista che ha infettato le
curve degli stadi. Anche se quella laziale è per tradizione storica una
delle più nere e le connivenze d’una certa gestione del club, quella
del palazzinaro Lenzini proprio con le sezioni missine degli anni Settanta
dove circolavano Almirante e Fini insieme a squadristi alla Alibrandi,
rappresentano un lugubre passato mai rimosso.
Quelle
curve – in verità di tanti club – che mostrano le croci celtiche e le
svastiche, che incitano al razzismo e alle persecuzioni etniche che
presidenti, consigli d’amministrazione societari non censurano, Leghe e
Federazione tollerano e non puniscono sportivamente. Prefetti e Forze
dell’Ordine non perseguono penalmente.
Ne
scaturiscono le enclavi della vergogna che sono diventati tanti stadi
italiani dove l’apologia di nazismo è legge, la violenza è teorizzata
prima d’essere esercitata. Agli apprendisti stregoni alla Chinaglia che
dal campo salutavano i camerati e ora pensano di fare scalate usando
metodi malavitosi, andrebbe spiegato che non si operare illegalmente e non
si può far intimidire il presidente in carica che si vorrebbe scalzare.
Servirà
una rieducazione da scandire a suon giri di campo anche se stavolta il
terreno di gioco potrebbe avere un panorama un po’ speciale: non la
collina di Montemario che sovrasta l’Olimpico ma il colle Gianicolo dal
quale si scorgono i bracci ottocenteschi del carcere di Regina Coeli. E
non dica Long John che dovrà giocare nelle serie inferiori, la
retrocessione nell’immondezzaio della società se la cerca con
pervicacia ormai da decenni.
Del 12/09/2006
CAZZARA
di Spartacus
Dichiara: “Il
nostro è un varietà d’intrattenimento, noi cazzeggiamo, non facciamo
processi”. Lei è Simona, la Vanna Marchi dello show calciofilo, che
s’erge a difesa anche delle passerelle indifendibili come quella di
Lucianone Moggi voluto in trasmissione perché tutto quanto fa spettacolo,
ancor più l’associato a delinquere per eccellenza del mondo pallonaro.
E’ la deriva d’un modo “d’intrattenere” che s’autoproclama
intelligente e che dall’ammiccante è da tempo scaduto solo nello
sguaiato e triviale. Una prosecuzione della tivù degli “amici”
diventata tivù delle camarille che sparano volgari e stupide cazzate.
Brava Simona, tutta
tette e tattiche da “furbetta del programmino”, buona per Mediaset e
una Rai berlusconizzata o prodemente prodiana. Lei adotta la linea
vespiana che la fa stare a galla non solo per l’acquiescenza ma per il
vuoto a perdere assoluto di contenuti e anche di gag. Così nello
sciocchezzario che avvolge tanta parte di Mamma Rai la signora Ventura
appare in perfetta sintonia anzi ne è da tempo diventata una delle
interpreti di rango. Infatti giù conduzioni a destra e manca con in
testa “Isole dei famosi” infarcite di tutto il trash che gli esperti
video dicono il pubblico desideri.
Strani desideri, strani pruriti italioti. Non ci stancheremo mai di
sorprenderci della goduria con cui i nostri fratelli s’arrapano in
faccia alle cazzate urlate dalla Ventura. E se per un passaggio di
valore aggiunto della sua trasmissione che possono essere le trovate
surreali di Teocoli o di Max Giusti bisogna sorbirsi gli sketch
iper-garantisti d’un tifoso non della juventinità ma dell’illegalità
fatta politica qual è l’onorevole “Sto con chi mi tratta meglio”,
oggi ministro più che della Giustizia della Giustificazione d’ogni
reato, preferiremmo non ridere. Oppure sì, ma farlo ma col cazzeggio di
stile. Come insegna la sana e immortale goliardia.
Ripassi Simona qualche ruolo dell’Ifigonìa in Culide: “Noi
siamo le Vergini dai candidi manti, siam rotte di dietro ma sane davanti
… ” magari nei classici troverà spunti godibili per la sua
verve fatale e sbarazzina senza cadere nelle sabbie mobili
d’ingombranti pesi morti della parola sua e degli sgraditi ospiti.
Il cazzeggio è un’arte, la cazzaraggine è appunto una s/Ventura.
Del 19/05/2006 (con replica di
Nandinus del 10/07/06)
IL PREZZO DELLA PRESIDENZA ALLA CAMERA
(l’amaro sfogo di un bertinottiano)
di Bartolomeo
Finalmente è uscita la lista dei ministri con relativi
ministeri del Governo Prodi! Che cosa aspetta al PRC, terzo partito
della coalizione che si è distinto per tante battaglie per il lavoro,
contro la guerra, a favore dei pendolari, contro l’inutilità dell’alta
velocità e del ponte sullo stretto, contro la scandalosa situazione
carceraria, ecc. ecc.? Già cosa aspetta al PRC. Ma, soprattutto, cosa si
aspettano i militanti ed i simpatizzanti che, con il loro lavoro, le loro
lotte ed il loro voto hanno fatto crescere il nostro partito?
Forse il ministero al Lavoro, forse il ministero ai
Trasporti, forse il ministero ai Lavori Pubblici, forse il ministero
alla Difesa o alla Giustizia? No! Nulla di tutto questo, al PRC spetta
il ministero al Welfare e con quel ministero cruciale sposteremo l’asse
della coalizione a sinistra…
Hanno dato la Giustizia a Mastella che non ha un partito
ma un prefisso telefonico. I Trasporti e l’Ambiente ai Pdci e i Verdi
che assieme arrivano al 4% e nove, dico nove, ministeri alla Margherita.
Complimenti! Un vero affare. Il premio alla carriera a Fausto, pur meritato,
c’è costato molto caro. Perché una cosa è certa, la
Presidenza della Camera è un ruolo di prestigio e di visibilità, ma,
incide poco o nulla sulle scelte di Governo ed inoltre vincola
fortemente il partito alla coalizione.
A tutto ciò si aggiunge l’amarezza per come si è
arrivati a distribuire i posti sicuri in parlamento. Non faccio politica
da ieri e quindi non mi scandalizzo facilmente, ma pensavo che le cose
in Rifondazione andassero un poco diversamente rispetto agli altri
partiti. Illuso. Abbiamo assistito ad una vergognosa distribuzione delle
candidature sicure. Com’è stato possibile riconfermare le candidature
di tutti i Senatori e i Deputati in carica? Molti di loro hanno fatto
due legislature ed alcuni anche di più se contiamo la presenza con
altre forze politiche. Mi sembra che il nostro statuto non preveda il
terzo mandato tranne che per il segretario nazionale. Che credibilità
ha un partito che non rispetta lo statuto che si è dato lui stesso?
Com’è possibile che praticamente tutta la segreteria
nazionale e buona parte della direzione nazionale si candidi? Ritengo
moralmente poco corretto che il gruppo dirigente di un partito si
autocandidi, mi sembra un comportamento oligarchico più che da
dirigenti responsabili.
Dimenticavo, assieme alla segreteria, alla direzione
nazionale ed al gruppo parlamentare, abbiamo assistito anche alla
candidatura di buona parte dei nostri segretari regionali…Poveretti! Mica si poteva lasciarli nudi in cortile...
Cari Compagni, la mia impressione è che siamo partiti
male, molto male. Questo modo di votare senza la preferenza ha dato un
enorme potere ai partiti ed il nostro, come gli altri, ne ha approfittato.
Vedo un sacco di dirigenti ma non vedo compagni di base, operai,
pensionati o precari fra gli eletti. Questo è grave per un partito come
Rifondazione. In quanto alle nomine dei ministri credo che la scelta di
dare un solo ministero ad un partito che esprime i voti del PRC sia
cartina di tornasole sulla considerazione che si ha di noi nella
coalizione. Avrei voluto vedere una reazione dal nostro gruppo dirigente
ma, probabilmente, era troppo pago dai nuovi incarichi parlamentari per
avere qualche sussulto d’orgoglio. Non ci resta che sperare nell’attuazione
del programma forse…
Caro Bartolomeo,
voglio esprimere qualche considerazione sul tuo
sfogo di bertinottiano sofferente.
Non nego che hai alcune ragioni, ma non mi convince l’impianto
complessivo del tuo ragionamento.
Voglio dire: è vero, anche a me non è piaciuta la ricandidatura in
automatico di tutti i parlamentari uscenti, previa deroga dallo statuto
approvato solo l’anno scorso (perché mettere certe regole se alla
prima occasione vengono aggirate?), come pure non mi ha convinto la
candidatura sistematica di gran parte del gruppo dirigente nazionale
(anche se questa può essere la premessa per un forte ricambio, anche
generazionale).
Ometti però completamente altre cose, come ad esempio la grande
apertura delle nostre liste a compagne e compagni che provengono da
altre esperienze di movimento, da vertenze e da conflitti sociali, da
altre appartenenze.
E’ un passaggio che ha molto a che fare con il processo della
rifondazione comunista e della costruzione di una sinistra di
alternativa più ampia; con il percorso di innovazione
politico-culturale che stiamo cercando, anche faticosamente, di
realizzare.
Una candidatura come Vladimir Luxuria, che rappresenta il caso più
eclatante ed evidente ma non isolato, non ci ha forse arricchiti? Non
rappresenta una messa in discussione dei pregiudizi e dei canali di
rappresentanza tradizionali che caratterizzano la società, la politica
e un po’ anche noi?
Avere candidato esponenti di associazioni e di movimenti non significa
forse avere messo un tassello in più alle relazioni politiche che
abbiamo provato ad animare da Genova in poi?
Nessuna altra forza politica ha fatto una scelta del genere e una simile
"rinuncia" alla propria sovranità; tutti gli altri hanno
badato unicamente alla riproduzione della specie (la propria).
Non è una rottura di quella autoreferenzialità di cui ti lamenti?
Non significa che allora va tutto bene, ma tu, nel tuo sfogo, ignori
completamente questo aspetto.
Mi convince poco la ricetta che confezioni: allora candidiamo i compagni
di base.
Anche questa opzione, se assunta come un assoluto (probabilmente al pari
della scelta di candidare, tra gli altri, chi ha tanti mandati
parlamentari alle spalle), sfugge al criterio che dovrebbe prevalere
sempre: la capacità di rappresentare quei settori della società che
per noi sono un riferimento.
Avere la tessera del partito in tasca, essere un compagno di base o
essere un dirigente locale, purtroppo o per fortuna, non significa
automaticamente essere rappresentativi di qualcosa.
Molto spesso Rifondazione parla a sé stessa, stabilisce gerarchie
interne che però fuori non valgono nulla, è isolata dal mondo reale.
Ripeto: il criterio che vale, per me, è la capacità che abbiamo di
connetterci al resto del mondo.
E’ questa capacità che va premiata, anche quando parliamo di
candidature.
Mi sembra inoltre, sul tema del governo, che tu faccia un’inversione
delle priorità.
Molte considerazioni su ministeri, poltrone e poltroncine e due parole
due sul programma.
Al contrario penso che il profilo politico dell’Unione, il suo
guardare a sinistra o al centro, non si giochi sul fatto che il Prc
abbia uno o due ministeri ma sulle modalità con cui attueremo il
programma.
La direzione politica di tali modalità, perciò, non dipende dalla
nostra collocazione negli organigrammi dell’esecutivo (se fosse così,
avremmo già perso in partenza, in ogni caso), ma da altri fattori.
Il più rilevante? La presenza di movimenti e di conflitti sociali che
sappiano modificare il terreno sul quale il governo agisce.
E’ questo il campo d’azione prioritario per il Prc, ed è pensando a
questa fase politica che abbiamo parlato, negli anni scorsi, di
"governo leggero" e di "movimento pesante".
Qualcuno potrebbe obiettare: in questa fase i movimenti sono fiacchi.
Ecco, questo può essere il vero problema, non altro.
E’ nella risoluzione di questo nodo che si gioca la sfida della nostra
efficacia; e se siamo deboli qui, non possiamo trovare una compensazione
politica nell’aumento della nostra presenza nei luoghi istituzionali.
Perché se valutiamo l’attuale fase politica, l’azione del governo,
l’efficacia del nostro ruolo assumendo come riferimento unicamente il
perimetro istituzionale, allora la partita era già chiusa ancora prima
di cominciare.
La Presidenza della Camera (e cioè la terza carica dello Stato)
rappresenterà un modo visibile, riconosciuto e trascinante per dare
alle istituzioni un senso nuovo, e perciò sarà un punto di forza,
oppure rappresenterà un nostro incartapecorimento nelle stanze immobili
dei rituali istituzionali?
Credo che non abbia senso dare giudizi, in un senso o nell’altro, già
ora; vedremo quello che succederà.
Ma certamente avere puntato a quella carica non ha significato soltanto
costruire un ruolo gratificante e significativo per Fausto Bertinotti.
Il ministero del Welfare si occuperà di briciole o riguarderà alcuni
dei principali diritti sociali spesso negati nel nostro Paese?
Certamente: avremmo potuto puntare a due ministeri e rinunciare alla
Presidenza della Camera; avremmo potuto puntare ad un ministero
economico o altro ancora.. ma, come dicevo prima, non è questo.
Sta nella capacità di animare dal basso quella domanda di cambiamento e
di politiche nuove che ha attraversato in questi anni il popolo dell’Unione.
Il progetto politico del Prc è soprattutto qui.
Ciao.
nandinus
Del 15/04/2006
SPACCATI
di Spartacus
Fifty-fifty. Siamo finiti così: nella palude, in bocca al Caimano che in quell'ambiente ci sguazza. L'ha ampliata la palude italiana, ha trovato alleati giusti ovunque, ha soprattutto trovato chi gli porta voti nutrienti per l'ultimo, disgustevole pasto e lo sostiene pensando di diventare come lui. E si sente già come lui. Si sbizzarriranno i politologi a scorticare il recupero estremo del centrodestra: è stato più l'anticomunismo caciarone o lo specchietto dell'abolizione dell'Ici a portar voti al ducetto? L'altra metà del Paese resta cogliona perché la morale d'un pezzo d'Italia d'oggigiorno è questa: chi crede nelle istituzioni, nelle regole scritte non per sé, nella legge che dev'essere uguale per tutti, nell'appagamento dei bisogni collettivi, nelle pari opportunità e nel dovere di ciascuno, lontano da classismi e lobbies oscure è targhettato con l'epiteto strillato a ugola piena da Silvio il Caimano.
Cosa fare? S'è cercato di convincere della gravità del momento ogni elettore anche il più individualista. Certo non è facile convincere i raider della finanza, gli industrialotti dell'egoismo padano, né i commercianti speculatori e i professionisti evasori. Costoro il senso dello Stato non vogliono averlo. Pensano al tornaconto personale costi quel che costi, sono stati allevati nell'Italia democrista a far questo, hanno prosperato per anni col privilegio discreto dell'evasione fiscale. Con la "Libera Casa del faccio quel che cazzo mi pare" hanno avuto lo scatto d'orgoglio d'uscire allo scoperto, di praticare furbizie e inganni, non solo contro l'altra Italia che le tasse le paga, ma di rivendicarli come sacrosanti.
Per questo pezzo d'Italia non c'è contraddizione: il Caimano offre ampie garanzie alla voracità dell'egoismo di ciascuno e la spaccatura dei due blocchi del Paese prescinde dalle "porcate" della nuova legge elettorale - col parziale ritorno al proporzionale su base regionale - studiata ad hoc dalla corte berlusconiana per ingessare la nazione in caso d'alternanza.
Ma cosa deve diventare il Belpaese? Una palude ingovernabile, una giungla in cui vige la legge del taglione, un feudo dove prevalgono i privilegi di alcuni e le soverchierie subite da altri? Dobbiamo arrivare - Garibaldi ci perdoni - a farne due di Italie? Sponda tirrenica e adriatica, Nord e Sud, o Italiette a macchia di leopardo tornando a Principati e Signorie? Chi volete i Guelfi o i Ghibellini? E non crediamo che Giambattista Vico si stropicci le mani.
Del 25/03/2006
PELOSO
di Spartacus
L'ha vinto il primo match col prode Prodi, il Cavaliere. L'ha vinto lì sopra la bella fronte che ora non esalta più la pelatina. Le sofferenze - quanti buchini! - dell'estate, la bandana così sbarazzina che però non legava col fumé Caraceni sono dolori andati. Ora la peluria spicca e lui, come un tempo, può rivincere a colpi di chioma. Inquadrato a distanza reggeva benissimo il confronto con capellone Romano, troppo scuro, magari tinto. Invece il premier che classe! Tutta pelugine nuova, altro che riportino pippobaudesco. La gioia di pelo dev'essergli cresciuta non solo fuori perché più volte mostrava villosità interne che proprio non ce la facevano a stare a cuccia.
Così il venditore, troppo compresso dai buoni consigli dei consigliori, strabordava. Prima nei secondi d'intervento, quindici-venti in più per due, tre, quattro volte: ma in fondo chi è che si candida a destrutturare per altri cinque lunghi inverni il Paese? Chi deve rivincere il 9 aprile? E allora fateglielo prendere il suo tempo, coi suoi tempi eterni, gli irsutismi innati con cui non sopporta il mascherone prodiano che cela, dietro tanta bonarietà, il "cumunismo". Affonda il Cavaliere, dice quel che ha fatto e giù numeri, anche se secondo alcuni osservatori (non le stucchevoli e balbettanti penne scelte per disturbare il meno possibile con domande in alcuni casi raggirate) tali numeri rimpiazzano le proverbiali barzellette perché sballati.
Ma l'uomo del destino è così. Lo si odia o lo si ama. I "cumunisti" prodiani lo odiano e vogliono sbarazzarsene però non sfoggiano la camicia giusta che buca il video. L'azzurro shirt dell'azzurro d'Italia brilla rispetto a quella di Romano, forse scivolato nelle mai inappuntabili forniture di D'Alema. Anche qui la classe non è acqua e siamo due a zero. Lo nota la curva ultrà gestita dal fedele Emilio che nel dopo partita esulta per la vittoria dell'idolo di casa. Il suo pelo tracima anche dallo stomaco e intona la litanìa della solita Sinistra disfattista (lo dice sempre anche Schifani), infedele (lo dicono Pera e Casini), "cumunista" (lo confermano i bravi ragazzi di An), pederasta (lo dice la nipotina di Salò). E poi non si sopportano i sindacati, i magistrati, le leggi che non fanno comodo e quella pletora di regole - come queste di contingentare il tempo di dibattito televisivo -. A che servono? e perché, se c'è Lui a garantire?
Eccolo invece il viatico vincente che il Cavaliere peloso dispensa al popolo: ricrescita. Sì, come la crescina che gli ha infoltito la capigliatura anche l'elettore - se vota bene - potrà ricevere i benefìci di stipendi accresciuti, opere pubbliche lievitate, credito italiano nel mondo rivalutato, economia rilanciata, rapporti internazionali risaliti. Tutto in crescita come la chioma del capo. Godiamoci a peli ritti lo spettacolo, sino al 9 aprile c'è tempo.
Del 12/03/2006
SPIONI
di Spartacus
Indubbiamente ne ha fatta di strada il camerata Storace dal manganello di Acca Larentia alle comode poltrone della Colombo e dell'Eur. Ma stavolta può finire come la rana di Esopo, gonfia che ti gonfia, boom! Il botto lo rischia davvero perché da borioso trucidino l'ha fatta grossa. Non si riconverte dal giorno alla notte una politica che lo portava poco al di là della spranga con la gestione manageriale del Potere. Anche quando entrò in Parlamento voleva fare smargiassate e minacciava e aggrediva i colleghi dell'emiciclo. Accadde più d'una volta, tant'è che il camerata-duce Gianfranco fu costretto a prenderlo da parte e gli indicò la via. Avrebbe dovuto imparare dai neri riciclati e azzimati come La Russa, che da giovane esultava per i petti squarciati ai poliziotti a suon di bombe a mano - quando il suo camerata Loi assassinò a Milano l'agente Marino La Russa vantava la presenza nell'eroico gesto -. Poi prese a fare concioni sulle povere Forze dell'Ordine in perfetta consonanza con l'ipocrisia finiana.
Sembrava aver messo la testa a posto Ciccio Storace. Smagrito (ora rimangia bene), ripulito nel look con discreta sartoria, passato per un po' di training autogeno che gli permetteva di trattenersi almeno qualche secondo prima d'azzannare gli avversari. Anzi aveva riconvertito l'aggressività fisica con lo sfottò pararomanesco, quello verace non gli riesce bene e a chi gli parlava del Belli rispondeva di non gradire molto i cantautori scambiando Giuseppe Gioachino col televisivo Paolo. Dettagli. Quel che conta per il duce Gianfranco e per il boss Silvio è poterlo utilizzare al meglio. E lui ci crede. Col compare, pardòn camerata, un tempo di manganello ora di poltrone Alemanno, la butta sul ricatto e chiedono al capo posti di potere per non agitargli contro una bella fronda. Si fan forti della cosiddetta Destra Sociale, i fascisti rimasti fascisti anche in quell'annacquamento della nostalgia che è Alleanza Nazionale.
Ottengono ciò che vogliono. Nella "Libera Casa del faccio come cazzo mi pare" c'è posto per il celodurismo bossiano e per il braccio teso romanamente anche se, frequentando i ministeri e atteggiandosi a bravi ragazzi, gli Sorace e gli Alemanno ora il braccio lo abbassano aprendo il palmo della mano. Prendono e danno, dispensano e ricevono, favori, denaro, consulenze, appalti per nulla diversi dai ministerialisti neri per eccellenza: i Bava-Gasparri, gli Urso, i Nanìa, i Landolfi. Chiacchieratissima la gestione storaciana della Regione Lazio: lottizzazioni, favori, mazzette come nella migliore tradizione democrista, craxiana e consociativa. Così fan tutti, ma don Ciccio riesce a fare ancor di più e in fretta. Le torte son sempre più grosse e lui ricomincia a prender peso. Quando giunge la nuova tornata elettorale per le regionali annusa il pericolo di non potercela fare a tenere il romano fondoschiena sulla poltrona presidenziale.
Nella Casa del Fascio è pure scoppiata la bagarre con una fascista che più fascista c'era solo il nonno, l'ex attricetta osè Alessandra da anni lanciata in politica. E contro lei, che s'è messa in proprio, Storace lancia un'azione per non vedersi sottrarre voti. Paranoie che però assillano a tal punto il Presidente uscente da commissionare certi servizietti d'indagine e spionaggio ai danni della nemica in camicetta nera e del nemico di sinistra Marrazzo. Ora i magistrati - purtroppo per il Cavaliere e per la sua servitù politica molti magistrati sono ancora a piede libero - scoprono gli illeciti orchestrati dagli uomini di Storace: appostamenti, pedinamenti, foto, infiltrazioni nella vita pubblica della Mussolini junior e della famiglia Marrazzo. Tutti confermati dagli 007 all'amatriciana di cui Storacione s'è servito. Costoro erano fedeli camerati, che però alle brutte hanno subito cantato e narrato d'essere stati profumatamente pagati dal cuore di Francesco. Il quale indignato sostiene d'essere colpito da schizzi di sterco. Sarà, ma materia organica sulla stessa materia organica non ci fa comprendere l'indignazione.
Del 12/03/2006
BOLLITO
di Spartacus
Altro che Cavaliere dimezzato, il ducetto della "Seconda Repubblica" o della Prima Italiota appare ormai per quello che è: decotto. E si sfrange come quelle mele che le nonnine mettono sul fuoco per aiutare le viscere al mattino dopo. Anche l'animo è ormai l'immagine della faccia al cerone che non sta più su né col lifting di Italia Forza né con la ricrescita pelosa dell'allenza politica che ricicla tutto il possibile, compresa la spazzatura fascista. In più l'affossatore della Patria riesce nel duetto televisivo con l'Annunziata a ridare dignità a una giornalista che raramente l'aveva manifestata nell'esercizio delle sue funzioni. Poiché nell'intervista al premier l'ex presidentessa Rai le domande le faceva davvero dava un fastidio, ma un fastidio che il Napoleoncino di Arcore non ha trovato meglio che battere in ritirata per la disperazione dei suoi consigliori.
Disperatissimi gli facevano notare l'autogol mediatico ma lui che vede sempre il bicchiere mezzo pieno ai cortigiani riuniti per un comizio elettorale ha subito spiegato d'aver ancora una volta rivelato l'animo aggressivo dei "cumunisti" che lo vogliono esiliare. E accanto alle avanguardie del "cumunismo" militante - i pericolosi magistrati che vorrebbero far rispettare le leggi - pone i giornalisti e gli spiriti critici che s'interrogano e pongono domande anziché inchini e salamelecchi. Abituato da anni ai camerieri vecchi e nuovi, dai Fede ai Guzzanti-papà passando per gli acquisti del lecchinaggio sempiterno dei Vespa alle ultime promozioni di salamella-La Rosa, nel serraglio allargato da Mediaset alla Rai conserva sia i molossi della vecchia guardia alla trash-Ferrara che i finti liberi alla pirlotto-Mentana, per poi clonare mezzibusti replicanti che ripetano quella nullità della sedicente informazione incarnata da segugio-Mimun.
Beata deficienza del parco buoi elettorale: in questo spera il Cavaliere inceronato che ha ridotto una delle tivù già meno brillanti del continente in un organo di propaganda del proprio regimetto. Spera nello spirito masochistico dell'italiota medio che dovrebbe continuare a fare il Tafazzi e votarlo martoriandosi i santissimi. Non sappiamo quanto la trasformazione genetica della popolazione abbia inciso nella crescita di questa percentuale, se s'interrogano i sondaggisti a libro paga a via del Plebiscito il capo avrebbe il solito quadro confortante. Ma il 9 aprile ci auguriamo di no, e gli auguriamo una fuga ancor più disastrosa che quella di domenica dagli studi Rai.
Del 07/02/2006
GRATTACULA
di Spartacus
Era la caresse de plume, il francesismo padano
con cui il Senatùr liquidò la puella traditrice. Quella che a
ventinove anni aveva portato in Parlamento e a trentuno fece eleggere
Presidente della Camera. La ricordiamo con un piglio saccentello del tutto
fuori luogo perché nell’insieme risultava ingessata, goffa e diciamolo,
anche un po’ dura di comprendonio. Vestiva improbabili tailleurini scelti
forse in compagnìa di Maroni non certo a Montenapoleone, colori orrifici
e foulard peggiori. Sì, foulard per darsi un’aria acconcia alla perenne
malmostosità.
Poi mollati Bossi, la Camera e pure la croce di Vandea
- ch’era esibita su un petto monacalmente accollacciato - Pivetti l’Irene,
famiglia della “Grand Milàn”: sorella attricetta, uno zio linguista,
sembrava aver gettato al vento un’occasione d’oro. Ma lei non si
scoraggia. Sceglie un baluba per fidanzato, fors’anche a copertura di
certe chiacchierate e non proprio ortodosse sedute di jogging in villa
Borghese col pulotto di scorta (per le autorità ci son sempre gorilla e
fotoreporter a tiro), e lo sposa.
Ed eccola mamma, con tanto di marito e famiglia che
deve pur mangiare. Non le basta la lauta pensione che la terza carica
dello Stato (pur se brevemente e malamente ricoperta) le fornisce, così
per racimolare fa quello che si fa in Italia: prima fonda un Partito poi
va in tivù.
“Io, mammeta e tu” è il partito e l’avrebbe
potuto fare anche Modugno che invece optò per una canzone. Pivetti,
scarsa in vocalizzi, per il partito del sciur Brambilla (è il
casato del consorte) ottiene un bel finanziamento. Italiano, europeo che
importa? pecunia non olet e tira a campare.
Ma la pluridotata Irène il meglio deve ancora
offrirlo. Si taglia il capello a spazzola, mima Demi Moore, approda in
quel genere di tivù delizia dell’umanità ai confini di deliri
esistenziali e identità smarrite. Non chiedete dove sia finita la sua
presunta spiritualità catto-tradizionalista. Folgorata sulla via di
Arcore trasforma gli ideali di dio-patria-famiglia in quelli di
successo-denaro-ego. Più sfacciata di Boncompagni e Ambra Angiolini.
E alura? Pota, sì, pota. Dopo esserci meritati
Alberto Sordi - come diceva un ossessionato Moretti - ci becchiamo l’Irène
tardo-rampante, zerbina tacchinatrice del padrone di turno che
catodicamente e non solo è sempre il Cavalier Silvio Banana.
Ma almeno Albertone faceva ride …
Del 30/01/2006
NAZITALIOTI
di Spartacus
Svastiche e infamie nazifasciste, l’Olimpico, gli
stadi ridotti a esposizioni funeree e dementi della minoranza ultrà
accolta da una maggioranza impotente, silente, vaga. E’ Roma, Italia,
anno Duemilasei. Un tempo la nostra coscienza antifascista non l’avrebbe
permesso, il ricordo dei padri massacrati nelle piazze e sterminati nei
lager dal nazifascismo ci avrebbe fatto ribollire il sangue, avremmo
spazzato via gli squadristi, ripreso la piazza, spiegato a giovani
strumentalizzati che sventolano la croce celtica cosa c’è nella storia
di quei simboli.
Invece non si fa più. La politica, il sistema
mediatico hanno inglobato il nazifascismo, l’hanno reso normale,
accettato. Oggi in Italia fascisti ripuliti dirigono i dicasteri, dicono
d’aver rinnegato i trascorsi ma strizzano l’occhio a ogni
rievocazione. Non partecipa il ministro Storace ai raduni che rievocano
quella banda di torturatori e assassini che fu la Decima Mas? E il
ministro Alemanno, imparentato Rauti, mantiene legami e amicizie politiche
con Roberto Fiore e i suoi accoliti, quelli che mettono su la gazzarra
dell’Olimpico. E Fini e la Destra di governo, i La Russa, Gasparri,
Nania, Landolfi non partecipano da posti di comando della Repubblica nata
dalla Resistenza alla sua ridefinizione ideologica?
Con la cameratizzazione della Rai, la riscrittura di
guerra e dopoguerra italiani nei saggi e anche in tanti manuali scolastici
la Destra revisionista racconta una storia a sua immagine e somiglianza,
nasconde le infamie del regime padre dove il Duce appare un tradito e
perseguitato piuttosto che lo sciagurato dittatore che oppresse
l’Italia, seviziò l’Etiopia, provò a calpestare Grecia e Albania. Se
c’è chi non vede (alla volpe Violante fischieranno le orecchie) nessi
fra le svastiche in curva e l’ariaccia che il cameratismo
aziendal-istituzionale ha introdotto nel Belpaese la cecità diviene
assoluta. Altro che fermare il campionato o chiedere la testa di Carraro,
bisognerebbe muoversi e assediare Viminale e Montecitorio. Ma insieme alle
braccia tese preoccupano soprattutto le troppe braccia inerti e i cuori
spenti.
Del 25/01/2006
SDOGANATORI
di Spartacus
“Sdoganare la cooperazione dal suo
piccolo mondo” era il sogno di Giovanni Consorte, superamministratore
dell’Unipol, che tradotto in soldoni non voleva dire far business con
tanto capitale - quello la Lega delle Cooperative lo fa da decenni -
voleva dire fare affari non proprio cristallini visti i movimenti e le
faccette di compagnìa nella scalata alla Bnl.
Il Consorte (nel senso del manager, non
del marito) si sarà documentato sullo sdoganamento vedendo il profetico
film “Non ci resta che piangere”. Ricordate quando Benigni e Troisi
sul loro carretto finiscono appunto in un posto di dogana? Dovevano pagare
sempre quei due-tre fiorini qualunque passo facessero: avanti, indietro, a
destra, a sinistra.
I passi di Consorte sono stati
conseguenti e per esser sicuro - lui - ha alzato la posta presentando non
fiorini ma Fiorani, che vale molto, molto di più perché benvisto da
Bankitalia. Poi per il politicamente corretto il managerone è passato al
Botteghino, che non è un teatro anche se sta come l’Eliseo nella romana
via Nazionale ed è, ironia della sorte, a duecento metri proprio da
Bankitalia.
Lì al Botteghino diesse gli strateghi
che tutto sanno e comprendono le ragioni anche di chi da ragazzo
sragionava gli avranno dato le coordinate degli sdoganamenti. E secondo
voi che masticate politica quel è stato lo sdoganamento doc, che a fine
Millennio, ha spalancato le porte del governo alla “Libera Casa del
faccio quel che cazzo mi pare”? Ma certo, lo sdoganamento del camerata
Fini e del famelico e untuoso codazzo di parafascisti in neodoppiopetto
targati Alleanza Nazionale.
E’ con loro e coi coccodrilli padani
che il nuovo uomo del destino italico ha aperto la via al ciclo del
miracolo. Un miracolo di cui banche, faccendieri, Specuindustria,
Confevadenti e quelli del made in Italy sentono da quattro anni i benefici
effetti. Forse Consorte e le Coop volevano godere di questi b e n e f ì c
i.
Voi non li sentite? Per forza, siete dei
semplici, stupidi, inetti lavoratori. Lasciatevi guidare sino al prossimo
successo elettorale che l’Unione vi garantisce con le esternazioni di
Fassino: “Ci attaccano e fingono di non ricordare che sono coinvolti
cinque uomini del governo”, Bersani “Troveranno pane per i loro
denti”, D’Alema “Non mi alleo con chi sospetta che siamo
delinquenti”.
Vedete? Siete nelle ottime, strategiche
mani del Gotha diessino. Di cosa vi preoccupate?
Spartacus
Del 10/01/2006
COCCODRILLO PADANO
di Spartacus
Onorevole Borghezio, come va? Finito ko al
primo incrocio di guantoni? Qui crolla un mito: l’eroe duro e
puro del celodurismo, il peso massimo
spazzanegri-ebrei-arabi-meticci e razzemiste che implode a round
appena iniziato. Non è possibile.
E tutte le ronde padane a cosa son servite? E
la sacra ampolla ricolma di pater padus non l’ha preservata come
l’acqua dello Stige? E le seratine di cori in stile nazibavarese
in birreria non l’hanno gasata abbastanza contro i rossi?
Viene davvero da pensare che la Lega non sia
più quella d’una volta se i suoi pilastri rocciosi si
sbriciolano tanto maldestramente.
Eppure Obelix, come si fa chiamare dai compagni
di merende il celto-piemontese, era uno di quelli che ringhiava e
faceva il duro. Artefice e gran capo delle Guardie padane menava
fendenti in Parlamento e in certe piazze ghignava agguerrito. Un
tempo se la prese anche con le prostitute, purché di colore.
E incitava a imitare i politici più cagneschi
del suo gruppo che sbavavano livore contro gli extracomunitari e
più che nei Cpt li volevano in catene, a lavorare nella
fabbrichetta di famiglia, e per il restante tempo in galera.
Il ministerialismo di questi anni deve aver
fiaccato la razza padana e le camicie verdi assistono alla precoce
decadenza del proprio duce. Infatti peso massimo della
provocazione Borghezio non è più lui, ha smarrito ogni energia
se non riesce a tener a bada un manipolo di ragazzi dei centri
sociali che lo incitavano a dar fondo al suo riuscitissimo
repertorio di mastino dei Berlusconville. Ora patetico, la voce
mesta, frigna ai Gr Rai, ridotto a elemosinare solidale pietà per
un’aggressione subìta insieme ai guardiaspalle.
Il muscolare divenuto coccodrillo padano piange
e ripiange, per la cattiva l’Italia che lui vuol federalizzare,
per gli ingrati i valligiani che non vogliono i trenini della
Valdisusa che tanti dané portano alle tasche dei ministri della
grande libera Casa del “facciamo un po’ come cazzo ci pare”.
Animo onorevole, si può sempre sperare nell’anno
che verrà.
Spartacus
Del 26/08/2004
STORIA DI DIAVOLI, ASSESSORI E PICCOLI GIORNALISTI.
di Mimmo Gerardini
Deve essere frustrante passare le giornate nelle redazioni dei
piccoli giornali di provincia.
Deve esserlo maggiormente nelle calde giornate d'Agosto, quando
non capita mai nulla degno di essere raccontato, che so: un furto di
galline, un incidente, la nascita di un vitello con due teste.
Nulla di nulla... eppure bisogna restare, bisogna sforzarsi di
riempire quelle pagine vuote che ti opprimono come un macigno. Il
giornale deve uscire comunque.
Allora il nostro piccolo giornalista comincia a pensare con
invidia a province più fortunate, dove la "notizia"
quella con la N maiuscola è arrivata davvero, quella notizia che ti
permette di andare avanti giorni e giorni a riempire quelle
insaziabili pagine vuote.
Ma ecco che quando meno te lo aspetti la notizia arriva.
Non è una gran notizia, ma basta elaborarla un poco per farla
crescere.
In fondo, gli elementi necessari ci sono tutti.
Anzi vi è l'elemento principe, il tormentone di quest'anno: il
SATANISMO.
Il nostro piccolo giornalista trova su Internet le foto di una
festa privata in costume che si è svolta a Villanova d'Arda, i
costumi sono da suora, da prete e, scusate, inorridisco solo a
dirlo, corna da diavolo.
Nulla d’eclatante, ma tra le foto dei partecipanti vi è anche
quella di un assessore comunale di Piacenza, per giunta
comunista....Tombola!
Il nostro piccolo giornalista, elenco telefonico alla mano, si
accerta che Villanova sia in provincia di Piacenza, (non è molto
bravo in geografia) e appurato, seppur con qualche difficoltà, che
il territorio è di sua competenza, parte alla carica.
Un paio di telefonate, una alla curia di Fidenza, una a quella di
Piacenza, un fax al Telegiornale d’Italia Uno, quello dei puffi
per intenderci, e il gioco è fatto.
Enorme titolone e foto dell’assessore in prima pagina, si parla
di scandalo, di festa blasfema, si narra di Madonne che baciano
Padre Pio, di finti vescovi che benedicono, di satanassi che
imperversano a destra e a manca e, incredibile notizia in attesa di
conferma, di un losco figuro sorpreso ad infilarsi le dita nel naso.
Il giornale ovviamente riporta anche il parere della chiesa
(quello non manca mai ed è anche a buon mercato)
"Offesa la sensibilità di chi ha fede..." Tuona il
porporato di turno.
Io non sono un uomo di fede, ma se lo fossi sarei molto più
turbato dalla mercificazione che si fa dei simboli religiosi, come
ad esempio la reclame del caffè ambientata in paradiso, con un S.
Pietro ridicolizzato, che da una festa in maschera.
Eppure il nostro piccolo giornalista non è ancora contento.
La gente non è stupida e della festa blasfema non gli importa
nulla, ecco che allora la festa si trasforma in un rito satanico.
Non lo insospettisce il fatto di avere trovato le foto su un sito
goliardico che pubblica tutte le immagini delle feste che realizza.
Per il nostro p. g. (abbreviazione di piccolo giornalista) è
normale che i sabba satanici siano fotografati e pubblicizzati su
Internet.
Il nostro p.g. non vincerà mai il premio Pulitzer, ma non gli
importa, lui deve riempire quelle pagine vuote.
La notizia non si ferma più, la riporta anche il Giornale,
nessuno si preoccupa di riportare tutto sul piano del razionale,
ormai si gioca a chi la spara più grossa.
La notizia è presa in mano dalla potente televisione locale, si
scomoda addirittura l'opinionista principe dell’emittente, il
maitre à pensèe degli opinionisti basso padani.
Bene, finalmente un giornalista serio, ora tutto sarà chiarito,
Lui farà una seria indagine...
Il maitre arriva, filma ciò che gente esasperata gli chiede di
non filmare, si spaccia per ciò che non è mai stato o che
sicuramente ormai non è più, ossia un compagno. Non fa alcuna
domanda sulla festa e, stizzito dal fatto che la gente non si sia
inchinata dinanzi a Lui e non abbia spalancato le porte di casa,
torna furioso in redazione.
Va in trasmissione, esordisce affermando che non si tratta più
di un piccolo scandalo politico ma che ora è molto di più e
sfodera conoscenze astrologiche, teologiche, sofiste, pressocratiche,
tolemaiche e s’inventa un collegamento fra la festa, la luna nera
ed il rito satanico.
Una panoplia di fesserie senza uguali per dimostrare la sua tesi.
Vergogna.
Il nostro p.g. o meglio ormai faremmo meglio a dire i nostri p.g.
il loro dovere l'hanno fatto.
Non importa se hanno calunniato e fatto male a tanta gente, non
importa se tante persone saranno additate e biasimate senza aver
fatto nulla di male.
Non importa se gli "scemi del villaggio" si fanno il
segno della croce quando incrociano gli organizzatori della festa.
I p.g. dovevano riempirle quelle pagine bianche o quei minuti di
trasmissione, di cazzate, ma dovevano riempirle.
La vicenda non è ancora conclusa, infatti, la Curia, dopo un
lungo dibattito interno che vedeva contrapposte due linee di
pensiero una tendente a sostenere l'intervento dell’Esorciccio,
l'altra a dare una messa di riparazione, si è orientata su
quest'ultima ipotesi.
Una messa di riparazione sarà probabilmente sufficiente per
riparare alle offese di una piccola festa ma, per porre rimedio ai
danni provocati dall’idiozia di certa stampa, ci vorrà ben altro.
Del 16/11/2003
Dal manuale militare:
Se un’iniziativa bellica, portata contro
militari nemici, causa vittime civili ha diverse definizioni secondo
chi la compie:
Spiacevole effetto collaterale se l’azione è eseguita da militari
occidentali.
Azione terroristica se è eseguita da combattenti islamici.
Del 14/06/2003
A sua Eminenza Silvio Berlusconi Presidente del
Consiglio
Non era facile Signor Presidente.
Non era facile eppure Ella, con la sua grande abilità, c’è
riuscita.
Ella è riuscita a spazzare via in poche ore i risultati di decine
di anni di diplomazia italiana nel medio oriente.
Come ha potuto, Presidente Berlusconi, recarsi nell’area per un’opera
di mediazione e rifiutarsi di incontrare Arafat?
Come ha potuto condannare, in quel patetico duetto con Sharon, il
terrorismo Palestinese senza nemmeno spendere una parola contro il
terrorismo di stato, quello Israeliano?
Nessuno dei suoi numerosi consiglieri l’aveva avvisata che quell’amabile
e cicciotello ometto con il quale Ella cinguettava amabilmente è
stato uno dei responsabili del massacro di civili nei campi di Sabra
e Chatila?
Infine, mi consenta Presidente Berlusconi, come ha potuto in un
incontro internazionale, affermare che Ella vive come attentati a
cittadini italiani gli attentati contro il popolo Israeliano?
Voleva forse dire che i morti Palestinesi (molto più numerosi) non
le stanno così a cuore?
Mi scusi dimenticavo, noi possiamo essere tutti Americani, tutti
Israeliani, ma non possiamo essere tutti Palestinesi o Iracheni, o
Afgani ecc. ecc.
Per troppo servilismo filo Americano, Signor Presidente, ha
combinato un grosso guaio, del resto quando si investe un piazzista
di pubblicità della carica di statista questi sono i risultati che
ci si possono attendere.
Per concludere mi permetta di esprimerLe la mia solidarietà per le
gravi ingiurie che il popolo cubano le ha rivolto nella
manifestazione all’Avana.
Li perdoni, sono ignoranti, non riescono a comprendere perché
devono subire da quarant’anni l’embargo dagli Stati Uniti e ora
anche il nostro, non riescono a comprendere
perché il suo amico Putin può radere al suolo un intera nazione
come la Cecenia per difendersi dal terrorismo e loro non possono
fucilare tre dirottatori armati di un traghetto carico di bambini.
Sono così ignoranti che non riescono a comprendere perché il suo
amico Bush può invadere due stati con la scusa della guerra
preventiva contro il terrorismo e loro, che da quasi mezzo secolo,
il terrorismo lo subiscono non possono sbattere in prigione una
cinquantina di intellettuali.
Come lei ben sa gli intellettuali quando non la pensano come chi
comanda sono scomodi, la li arrestano, qui da noi per fortuna basta
non farli lavorare e parlare, siamo democratici perbacco…
Non dovevano permettersi, dicevo, di chiamarLa piccolo Mussolini,
non è giusto!
Potevano chiamarla Craxiano, Piduista o accusarLa di promulgare
leggi atte ad impedire che la magistratura possa processare Ella e
la sua congrega di avvocati, ma piccolo Mussolini no, non è giusto…e
poi perché piccolo?
Anche Ella con un bel paio di tacchi fa la sua porca figura!
Distinti Saluti
Bartolomeo Vanzetti
Del 12/12/2002
ASSOCIAZIONE
SOVVERSIVA E COMPARTECIPAZIONE PSICHICA.
Associazione sovversiva:
Un reato che risale ai tempi del ventennio fascista, normato dal
codice Rocco.
Di quest’imputazione la Magistratura italiana ne fece largo uso
negli anni 70 ed 80, per contrastare il diffuso fenomeno del
terrorismo "rosso".
Diede qualche frutto, anche se molte persone scontarono anni di
carcere senza aver mai compiuto atti di violenza.
Sono anni che il parlamento dichiara di voler cancellare dal codice
questo reato.
Compartecipazione psichica:
Un reato completamente nuovo,
coniato dalla Magistratura genovese, per incarcerare chi, ripreso
dalle migliaia di foto e filmati, fatti dalla polizia durante il G8,
si sia trovato in prossimità di eventi violenti senza averne preso
parte.
Il risultato sono state decine di arresti con l’imputazione di
saccheggio e devastazione.
L’arresto, avvenuto un anno e mezzo dopo i fatti contestati, è
stato giustificato con il timore che si potesse ripetere il reato,
non tenendo conto che nel frattempo si sono tenute molte
manifestazioni dei no-global completamente pacifiche.
In pratica tutti i trecentomila partecipanti alla manifestazione
potrebbero essere incriminati.
Questo sta accadendo nell’Italia del 2002, non in Argentina negli
anni 70!
Questo avviene mentre da un lato un GIP smentisce clamorosamente i
Magistrati di Cosenza liberando tutti gli indagati per associazione
eversiva, dall’altro prima si chiede l’archiviazione del
procedimento per l’omicidio di Carlo Giuliani, poi si compiono
decine di arresti fra i partecipanti alla manifestazione di Genova.
Da notare che tutti i duecentocinquanta poliziotti indagati per
pestaggi, abuso di autorità e violenze varie sono ancora al proprio
posto e ricoprono delicati incarichi riguardanti la sicurezza
pubblica.
Credo sia ormai chiaro a tutti, il tentativo di colpire ed accusare
pesantemente il movimento, per cercare di giustificare e quindi
alleviare le pesanti responsabilità delle forze dell’ordine.
In quest’ottica la richiesta d’archiviazione per il caso
Giuliani, più che una difesa del carabiniere Placanica sembra
essere l’estremo tentativo di evitare un dibattimento.
Un processo per forza di cose dovrebbe analizzare lo svolgimento dei
fatti di Genova nella loro globalità e non diviso in tanti piccoli
episodi., e questa fa paura a molti.
In conclusione, vorrei fare un appello alla Magistratura: capisco
che abbiate l’obbligatorietà dell’azione penale, ma evitate di
usare strumenti logori come quello dell’associazionismo, e non
fatevi strumentalizzare dalle forze dell’ordine e da alcune forze
politiche.
Non siamo di fronte ad un movimento eversivo, ma il pericolo è, che,
di fronte ad una dura ed immotivata repressione, qualche imbecille
decida di armarsi.
Se questo accadrà ne sarete responsabili di fronte al Paese.
Bartolomeo
Del 09/10/02
Mi scuso.
Lo devo fare, ne sento un irrefrenabile
bisogno…
Spesso ho duramente criticato Berlusconi, asserendo che era entrato
in politica solo per sistemare i suoi affari personali e che non
aveva la minima caratura dello statista.
Sbagliavo!
Silvio, il venditore d’aspirapolvere, ed il suo commercialista,
hanno approntato una finanziaria eccezionale, una finanziaria che è
riuscita per la prima volta nella storia della Repubblica a mettere
d’accordo tutti, veramente tutti.
Il coro si alza unanime accomunando Confindustria, Confartigianato,
Pensionati, Sindacati e persino la Federcasalinghe, il giudizio è
unanime "QUESTA FINANZIARIA FA CAGARE"
Complimenti, una simile comunanza di giudizi riesce a riceverli solo
un grande statista.
Le rinnovo le mie scuse Cav. Silvio Benso d’Arcore
Bartolomeo
Del 01/09/02
Libertà di parola…
Un lampante esempio di libertà di parola è
questo:
Un nano piduista, che detiene il monopolio delle reti televisive
pubbliche e private, che fa promulgare dal parlamento leggi solo ed
esclusivamente a suo favore, che ha una sfilza infinita di processi
in corso per reati che vanno dal falso in bilancio (ora peccato
veniale) all’ associazione mafiosa, si può permettere di
dichiarare che la Sinistra italiana non è democratica.
Tutto questo senza che nessuno lo pigli a calci nel culo!
Paragoni
Il Presidente degli Stati Uniti ha recentemente
dichiarato che, per eliminare il problema degli incendi bisognerebbe
tagliare tutti gli alberi.
Lo scemo del mio villaggio ha eliminato il problema del mal di denti
facendoseli cavare tutti.
L’unica differenza tra i due è che il primo ha in mano i codici
di lancio delle migliaia di testate nucleari dislocate nel mondo, il
secondo al massimo ha in mano la pistola dislocata nel suo braghetto.
Bartolomeo
Del 02/08/02
Indovina indovinello
Esiste un paese governato da un nano, questo nano è talmente
ricco e potente che possiede praticamente il monopolio delle
televisioni private, inoltre vista la sua posizione politica
controlla anche la televisione statale.
Quest’uomo crea, a colpi di maggioranza, leggi fatte su misura per
impedire che possa essere condannato nei processi che si svolgono a
suo carico.
Siccome è una persona molto generosa, queste leggi aiutano anche i
suoi amici e gli amici dei suoi amici.
Quest’uomo è talmente laborioso che non solo ricopre la carica di
Presidente del Consiglio ma egli è anche Ministro degli Esteri e
Ministro degli Interni.
Dove si trova questo paese?
America Latina? Noo. Acqua, acqua.
Africa? Noo. Acqua, acqua.
Ex Europa dell’Est? Noo. Acqua, acqua.
Comunità Europea? Fuochino, fuochino
Bartolomeo
Del 22/07/02
FACCIA DI …. (Tolla?)
Sabato 20 Maggio 2002 Genova Piazza Alimonda
Bordate di fischi per l’onorevole Violante.
Il popolo di Genova, non si è scordato della sua posizione e di
gran parte dei dirigenti DS, prima e dopo la manifestazione dell’anno
scorso. Impassibile di fronte alla giusta indignazione della folla,
Violante, si è poi scusato per gli errori commessi dal suo partito
in questa vicenda.
Vi è un'altra persona che secondo me non si doveva presentare a
Genova. Sto parlando del Compagno Cofferati, l’uomo visto da molti
come il simbolo della riscossa della sinistra italiana.
Il Cinese, non a aveva nessun diritto di prendere gli applausi della
Piazza, infatti, la posizione della CGIL non fu chiara nell’appoggiare
il Genova Social Forum, solo la FIOM marciò nel corteo dei
manifestanti. La stessa FIOM subì fortissime critiche all’interno
del sindacato per la sua adesione al Social Forum e per aver
sostenuto in pratica da sola una sciopero generale, malvisto da
Cofferati.
Cofferati, animale politico più smaliziato dei suoi referenti DS,
ha compreso che non è più il momento della moderazione ed ora
cavalca anche la tigre della protesta, rinnegando il comportamento
tenuto nei lunghi anni di comando alla testa del maggior sindacato
italiano.
Sono contento della nuova visione politica e sindacale del Cinese, e
sono convinto che il futuro gli riserverà una brillante carriera
politica, ma non posso fare a meno di constatare che per presentarsi
a Genova ci voleva veramente una grandissima faccia di …. (tolla?)
Del 05/06/02
LO
CHIAMAVANO TRINITA'...
Chi ha qualche annetto come me, e parecchi capelli bianchi,
ricorderà senza dubbio che in questo paese abbiamo vissuto parecchi
strani episodi.
Anarchici entrati in questura dalla porta ed usciti dalla finestra,
colpi partiti accidentalmente da un servitore dell’ ordine che
andavano a conficcarsi nel cervello di qualcuno, gente trovata
impiccata ma con i piedi ben poggiati al suolo ecc. ecc.
Ieri sera mi è sembrato di rivivere queste stranezze, infatti, dopo
l’ intervista fiume al carabiniere che sparò a Carlo Giuliani,
mandata in onda da canale 5, ora spunta la notizia che secondo i
periti, il colpo che uccise Giuliani, fu un colpo di rimbalzo.
Questo fatto secondo i mass media cambia tutta la posizione
processuale del carabiniere Placanica e confermerebbe la sua tesi
secondo la quale egli avrebbe sparato in aria.
Ma dove avrebbe potuto rimbalzare il proiettile per colpire a morte
Giulani?
Ovvio, contro l’ estintore impugnato dal manifestante, sostengono
i periti.
Tutto può essere, ma una domanda sorge spontanea:
Come mai si arriva ha questa conclusione dopo un anno dall’
omicidio?
Comunque ritengo che la posizione di Placanica non cambi di una
virgola, infatti dai filmati si capisce chiaramente che egli nel
momento in cui Giuliani raccoglie l’ estintore, impugna già la
pistola e che Giuliani non è vicino alla camionetta dei
carabinieri, ma ad una distanza superiore ai 3 mt.
Pur ammettendo che il colpo abbia rimbalzato veramente contro l’
estintore, questo era fra le mani di Giuliani, quindi il carabiniere
sparò ad altezza d’ uomo.
Forse tra qualche giorno ci diranno che il carabiniere ha
volutamente sparato conto l’ estintore per disarmare il
manifestante e che solo accidentalmente Carlo è stato ucciso.
Una mira incredibile, come nei vecchi film di
Trinità...
Bartolomeo
Del 29/05/02
UNA QUESTIONE DI PRIORITA'
Sabato 25-Maggio, l’Onorevole Vittorio Sgarbi ha debuttato come
regista al Teatro di Busseto presentando il Rigoletto di Giuseppe
Verdi.
La rappresentazione ha ottenuto i favori dello sceltissimo pubblico.
Lasciamo immaginare i festeggiamenti per la nuova impresa del
Deputato Sgarbi, festeggiamenti, che sono proseguiti sino a notte
inoltrata.
Da parecchie testimonianze risulta che, l’Onorevole regista, si
sia spostato da Busseto al castello di San Pietro in Cerro per
continuare la nottata.
Sino a qui nulla di grave, perché il castello è di un privato e ci
può fare ciò che vuole, ma quello che ha stupito i residenti di
San Pietro, svegliati dal rumore della festante comitiva è stata la
presenza di mezzi delle forze dell’ordine, che probabilmente
scortavano Sgarbi.
La domanda che tutti si pongono è questa: con quale criterio in
Italia, si levano le scorte a chi ne ha effettivamente bisogno, tipo
Biagi oppure la Bocassini, e si lasciano ad altri che…
Bartolomeo
Del 14/05/02
UNA SPERANZA PER TUTTI…
Nel puro stile del "Sogno americano" il Ministro alle
telecomunicazioni, Gasparri, è diventato un punto di riferimento
per tanti italiani.
Non contento del penoso intervento televisivo a "Quelli che …il
calcio", non soddisfatto delle pesanti pressioni e minacce
lanciate contro la Magistratura napoletana, ora se ne esce con
questa trovata:I Sindaci che appoggiano i No Global ed i Centri
Sociali se ne debbono andare…
Scontata la dura presa di posizione di tutta la sinistra nei
confronti di quest’ultima sparata, ma io, per una volta voglio
uscire dal coro e prendere le difese del caro Gasparri.
Infatti, il Gasparri Ministro, e la sua interminabile fila di
cazzate, hanno un’enorme importanza sociale nel nostro paese, e
non per la sua mera funzione istituzionale, bensì per quello che
rappresenta personalmente.
Pensate al povero deficiente, allo scemo dei tanti villaggi
italiani, all’ignorante senza più alcuna speranza, ebbene, essi
guardando Gasparri ora avranno una speranza:
Se è diventato Ministro lui, ce la posso fare anch’io.
Bartolomeo
Del 05/05/02
Dura presa di posizione del Vaticano contro i preti pedofili.
Purtroppo questa serietà non fu usata alcuni anni fa in uno
scandalo simile avvenuto in Austria (moleste sessuali su seminaristi
operate da alti prelati)
Ora si riapre il dibattito sulla possibilità di concedere ai preti
di poter avere un rapporto di copia ed una normale attività
sessuale.
Rapporti sessuali, anche se proibiti, i preti ne hanno sempre avuti,
la storia classica e popolare è piena d’aneddoti in proposito,
quindi mi viene il sospetto che quello della pedofilia sia un gusto
e non una costrizione.
"Lasciate che i pargoli vengano a me…" Per farci cosa???
Bartolomeo
Del
30/04/02
DURA LEX,
SED LEX
Oltre tremila, incidenti sul lavoro dei quali milletrecento
mortali. Questo è il prezzo che i lavoratori italiani pagano ogni
anno per guadagnarsi un salario tra i più bassi in Europa.
Nel nostro paese è più pericoloso andare in fabbrica che
arruolarsi nelle forze dell’ordine.
Eppure non vedremo mai una processione d’onorevoli
post-fascisti e d’onorevoli ruffiani di centrosinistra pronti a
solidarizzare con loro.
La pressione che molte forze politiche stanno facendo sui
magistrati napoletani è da ventennio fascista.
I poliziotti, se dovessero risultare colpevoli, dovranno pagare.
Pagare perché loro sono chiamati a fare rispettare la legge, non
a farsi giustizia.
Bartolomeo
Del 25/04/02
Jean-Marie
Le Pen
Jacques
Chirac |
Del 13/04/02
Cara Oriana
Ho letto il tuo articolo pubblicato da "Panorama" e ne sono rimasto talmente sconvolto da non credere che puoi veramente pensare le cose che hai scritto.
Ma come fai a vergognarti di fronte ad una manifestazione in favore dei Palestinesi?
Ma come fai a bollare come antisemiti chi critica la politica del Governo Sharon?
Penso vi sia una bella differenza fra chi perseguita gli ebrei e chi contesta la politica di Israele.
Ma come fai ad indignarti contro una certa "sinistra", che secondo te parteggia solo per i palestinesi, dimenticandoti che quella stessa sinistra ha versato centinaia di migliaia di vite nei campi di concentramento nazisti proprio a fianco di quegli Ebrei?
Ma come fai a vergognarti della stampa italiana che afferma che le 412 vittime israeliane dell'intifada sono un numero inferiore dei morti per incidenti stradali in Israele?
Quella stessa stampa i morti palestinesi non li cita neppure, perché non si sa nemmeno quanti sono i cadaveri sepolti sotto le macerie delle loro case e probabilmente non lo sapremo mai di preciso.
Qui non siamo a New York, queste vittime non avranno nessuno che si potrà permettere di cercarle per mesi e mesi e quei feriti moriranno perché alle ambulanze non è permesso accedere alle zone degli scontri.
T'indigni, giustamente, perché i giovani israeliani non sono liberi di andare a mangiare "una pizza" senza il timore di essere uccisi, ma scordi di indignarti perché i giovani palestinesi non possiedono una casa, una terra, un lavoro, una patria.
Certo le responsabilità sono anche dei palestinesi, ma con grandi, enormi differenze:
Lasciamo stare l'origine di tutto ciò, quando i potenti del mondo si lavarono la coscienza dell'Olocausto dando la terra dei palestinesi agli Ebrei, lasciamo stare che Israele con la politica dei coloni si è espansa enormemente rispetto al territorio concessogli, lasciamo stare che vi sono quattro milioni di esiliati palestinesi in giro per il mondo, la questione è un'altra.
Da una parte vi è un capo di Stato al comando di uno degli eserciti più potenti al mondo che occupa dei territori fregandosene di ogni trattato, dall'altra vi è un leader, nemmeno riconosciuto da tutto il suo popolo, chiuso in una stanza e prigioniero del suo rivale.
Un capo di Stato che può telefonare, può mangiare, può bere, solo quando e se il suo nemico glielo concede.
Allora ti chiedo cara Oriana:
Secondo te su chi deve fare pressione la politica internazionale affinché si arrivi ad un cessate il fuoco?
Stimandoti per una persona intelligente so che ti sarai già data la risposta giusta.
Su una cosa sono d'accordo con te, il terrorismo è una cosa brutale che colpisce vittime innocenti e che quei kamikaze vanno fermati, ma esiste un altro terrorismo, peggiore, più strisciante
più cattivo.
E' il terrorismo che porta avanti Israele. Io considero molto più grave che un soldato di uno stato democratico, anche con la scusante di rastrellare i terroristi, spari ed uccida donne e bambine, non sappia o non voglia distinguere l'innocente dal colpevole, distrugga le case con i carriarmati, impedisca l'arrivo dei soccorsi e degli scomodi testimoni della stampa (ricordati del fotografo italiano ucciso dai soldati)
a fronte di un folle integralista che si fa esplodere.
Questo modo di combattere, spero vorrai perdonarmi l'odioso paragone, mi ricorda molto i rastrellamenti dei nazifascisti verso la fine della seconda guerra mondiale.
Ti saluto cordialmente e poiché nel tuo articolo ti sei vergognata di tante cose ti consiglio anche di vergognarti un poco, solo un pochino, di tutta la notorietà ed i soldi che hai fatto con il tuo libro e con questa tua ultima intervista sfruttando la sofferenza di tanta povera gente…
Ciao Oriana
Tuo Bartolomeo
Del 11/04/02
MA PERCHE'...?
Se Saddam Hussein rifiuta le ispezioni degli
osservatori internazionali i caccia americani bombardano Bagdad.
Perchè Sharon può rifiutare le ispezioni e nemmeno i piccioni
osano cagare su Tel Aviv..?
Bartolomeo
Del 04/04/02
LIBERTA' DI
CRITICA
Violenta aggressione, da parte di circa 200
manifestanti della comunità ebraica di Roma, alla sede del giornale
"Liberazione". Dopo aver violentemente offeso il PRC ed i
giornalisti del quotidiano, non contenti hanno strappato la macchina
fotografica ad un operatore e malmenato alcuni passanti.
Voglio ricordare a questi cretini, che Rifondazione Comunista è
stata sempre in prima fila nel contrastare ogni forma di
antisemitismo e ha sempre difeso e la memoria dell’olocausto.
Non posso accettare l’equazione che essere contro alla politica di
Sharon sia equivalente ad essere antisemita, come credo sia patetico
affermare che siano gli attentati palestinesi la causa della
spropositata reazione dell’esercito israeliano.
Quanti sono i morti da una parte e dall’altra? Quali sono le forze
schierate in campo?
Bombe umane e armi leggere contro carriarmati, bombardieri ed
elicotteri. La storia di Davide e Golia si ripete, ma purtroppo nel
disinteresse delle potenze mondiali, è il Golia israeliano che
vince.
Non sono antisemita, anzi, ma rivendico il diritto di critica verso
un governo, come quello Israeliano, ed al suo Primo Ministro che
probabilmente dall’Olocausto non ha imparato propri nulla. Sabra e
Shatila docet.
Bartolomeo
Del 31/03/02
Avviso
ai naviganti
La redazione di Ecomancina apprende, con malcelata
trepidazione, di un' annunciata imminente "inchiesta" di
Tele
Padania sul "torbido" mondo dei siti internet
"comunisti".
Ancora non e' dato sapere chi si occupera' di gettare un fascio di
vivida luce su questi inquietanti ambienti.
Sara' l'impagabile direttore Max Nonsoche'?
Oppure il rancoroso "opinionista" ex Tg 5, licenziato da
Mentana per assenteismo (testuali parole del riccioluto
maggiordomo di Berluska), del quale ci sfugge l'apelido? (forse
dottor Livore?)
Mah, chi lo sa'?
Ci sintonizzeremo senz'altro sulle frequenze dell'autorevole
emittente per seguire gli sviluppi che, lo ripetiamo, si
annunciano clamorosi.
C'e' chi, fra di noi, spera ardentemente di esser bersaglio delle
ficcanti stoccate dell'ineguagliabile TV, altri, piu'
realisticamente, non credono possibile un tal colpo di fortuna .
Bartolomeo
Del 24/03/02
Pazzesco
Quello che l’opposizione
aveva annunciato da oltre un anno si sta avverando.
La giunta Barbieri ha deciso, mantenendo come al solito
completamente all’oscuro la minoranza e soprattutto i cittadini,
di dare via libera a due nuovi insediamenti commerciali.
L’annientamento
di Castelvetro dal punto di vista ecologico, di vivibilità e di
impatto ambientale è ormai completo.
Riteniamo risibili le
solite dichiarazioni di facciata sui giornali locali.
L’esperienza BENNET ci ha insegnato che le faraoniche
infrastrutture descritte da Barbieri-Marcotti resteranno solo un
sogno che svanisce all’alba.
Purtroppo l’amaro risveglio ricadrà sulle spalle dei cittadini di
Castelvetro. Perché solo degli Amministratori incoscienti non si
rendono conto delle conseguenze che questa scellerata politica avrà
sulla viabilità del paese (ponte sul Po).
Abbiamo già sentito i farneticanti riferimenti ai nuovi 300 posti
di lavoro del nostro Sindaco in occasione dell’insediamento BENNET.
In realtà questi posti sono ridotti a poche decine di occupati dei
quali la gran parte con vergognosi
stipendi da fame.
Speriamo vivamente che questa sia la goccia che farà traboccare il
vaso e che alle prossime tornate elettorali l’amministrazione
Barbieri venga spazzata via con tutta la sua sicumera ed arroganza.
Bartolomeo
Del 20/03/02
Compagni...in campana!
In questi giorni si parla sempre più di un accordo fra il nostro
partito ed il centrosinistra, accordo che dovrebbe interessare non
solo le imminenti elezioni Amministrative, ma anche le future
Politiche.
Non sono contrario a priori ad una operazione del genere, ma chiedo
però al PRC di stare molto attento.
Non facciamoci infinocchiare dalle solite panzane sul Berlusconi
cattivo e ladro, questo noi lo abbiamo sempre saputo e denunciato.
A quelli dell' Ulivo questa cosa viene in mente solo ora, quando
governavano, insieme al Berluska ci facevano la Bicamerale e si
guardavano bene dall' approvare uno straccio di legge sul conflitto
di interessi.
Se di accordo si deve parlare, deve essere un accordo su chiari
punti di programma, perchè è ormai innegabile che la politica
centrista dell' Ulivo è miseramente fallita.
Quindi bisogna ricominciare dalle 35 ore, dall' estensione dell'
Articolo 18 per tutti i lavoratori, da una proposta di legge vera
sul conflitto di interessi e dall' abrogazione delle leggi pro
Berluska (rogatorie, falso in bilancio, tassa di successione ecc.)
Ma non basta, bisogna reintrodurre la scala mobile, rinunciare alle
privatizzazioni e riscrivere la legge sull' immigrazione in senso
umanitario e non repressivo.
Questi punti debbono essere la base di un eventuale accordo
altrimenti ognuno per la sua strada.
Bartolomeo
Del 14/03/02
Ammettere i propri errori è un atto di
intelligenza, il chiedere scusa è un atto di forza e di coraggio,
allora compagni diciamolo chiaramente sul monumento ai caduti
IL SINDACO PATRIZIA BARBIERI
HA RAGIONE
La sua spiegazione in
merito alle presunte divergenze con la Sovrintendenza alle Belle
Arti ci ha definitivamente convinto e vi spieghiamo il perché:
Come tutti ben sanno ci eravamo fermamente opposti alla
realizzazione del progetto di riqualificazione di P.zza Biazzi ed
allo spostamento del monumento ai caduti adducendo motivazioni
economiche ed etico morali, confortati anche dalla parere del
Sovrintendente alle Belle Arti che così scriveva al Sindaco "Come
ormai acquisito dalla moderna teoria della conservazione e del
restauro, la rimozione di un monumento dalla collocazione originaria
ed il suo trasferimento in altro luogo non può ritenersi
giustificata, in quanto operazione che provoca la perdita di quel
contesto ambientale di cui il monumento è parte e/o elemento
determinante, privandolo inoltre di qualsiasi rapporto con la storia
del luogo in cui è stato posto fin dall’ origine. A giudizio di
questo Ufficio, pertanto le previste opere di riqualificazione:
dalla riorganizzazione della viabilità (percorsi pedonali,
ciclabili e carrabili, aree di sosta e di parcheggio) alle opere di
pavimentazione e sistemazione del verde ai nuovi impianti di
illuminazione, andranno correttamente riconsiderate, salvaguardando
l’ attuale conformazione degli spazi urbani e degli edifici su
questi prospicienti"
Queste parole potevano suonare come una sonora bocciatura
e noi, colpevolmente, ci indignammo chiedendo chi avesse avuto la
brillante idea di fare un progetto di riqualificazione urbana del
centro paese senza aver preventivamente consultato le Belle Arti e
chi dovesse pagare questo progetto deciso in Giunta?
Ma ecco che il Sindaco con grande pazienza ci spiega l’ enorme
differenza che passa tra lo spostare il monumento ed il traslarlo e
ci invita a riflettere sul significato intrinseco dei due atti che
potrebbero apparire simili se non uguali a menti semplici come le
nostre o a quella del Sovrintendente che invece, ad intelletti più
fini, risultano completamente diversi. Un chiaro esempio potrebbe
essere questo: se io cambio casa e mi trasferisco in un abitazione
che dista 200 mt mi sposto, ma se la nuova abitazione dista solo 20
mt mi traslo. Avete ben compreso la differenza?
L’incauto Sovrintendente presumeva che questo progetto avrebbe
causato "la perdita di quel contesto
ambientale di cui il monumento è parte e/o elemento determinante,
privandolo inoltre di qualsiasi rapporto con la storia del luogo in
cui è stato posto fin dall’ origine." Ma solo ad
una lettura più attenta del Barbieri pensiero si evince che sarebbe
sufficiente rototraslare rigidamente il Municipio unitamente al
monumento ai caduti per rispettare le prescrizioni dell’ Incauto.
Tutto risolto, basterà investire una quindicina di miliardi di
vecchie lirette per ribaltare il paese e finalmente avremo la nostra
testimonianza di otto anni di regno Barbieri, la nuova piazza.
Inoltre questo faraonico intervento darebbe molto lavoro alla sempre
attenta e preziosa Sinter, ai progettisti ad essa collegati ed anche
al Ufficio Tecnico Comunale
Bartolomeo
Del 06/03/02
Grazie Patrizia
Ogni fine settimana un incidente più o meno grave avviene nella
zona d’ingresso del Centro Commerciale Verbena, infatti, il nuovo
svincolo, pagato in buona parte dai contribuenti, ha peggiorato la
situazione. Prima di questa colossale opera, che non sarà
sicuramente ricordata nei manuali d’urbanistica, vi era solo una
situazione di pericolo, ora vi è anche l’impossibilità di
accedere dall’altra parte della provinciale, con grave danno per i
residenti e per i piccoli commercianti.
Sembra passato un secolo eppure sono trascorsi solo alcuni mesi
da quando si voleva organizzare una festa in piazza per l’arrivo
della Bennet nel nostro villaggio, la popolazione era entusiasta,
lavoro, comodità, ricchezza per tutti e la Giunta Barbieri si
pavoneggiava come non mai, ma è bastato poco per conoscere il vero
volto della medaglia. Il traffico è aumentato a dismisura
soprattutto di domenica, rendendo molto difficoltosa la viabilità
da e verso Cremona, l’inquinamento è sicuramente aumentato
(perché le centraline dell’ARPA non le hanno posizionate prima in
modo da poter confrontare la differenza d’inquinamento tra il
prima e dopo Bennet?), gli incidenti sono molto più frequenti e
gravi ed i piccoli commercianti sono alla canna del gas. Già ma l’occupazione?
L’occupazione, per quel che riguarda Castelvetro, si può
quantizzare in una quindicina d’assunzioni, delle quali molte per
uno stipendio di circa 850.000 lire al mese (non lo dico in euro
perché è ancora più depressivo) ossia una vera schifezza. Nel
frattempo, quelli del Centro Commerciale fanno affari d’oro mentre
i contribuenti di Castelvetro pagano il nuovo svincolo ed il
collettore fognario del Verbena. A loro i soldi, a noi le tasse,
grazie al nostro Sindaco Patrizia Barbieri ora siamo cornuti e
mazziati.
Bartolomeo
Del
02-03-2002
Clamorosa confessione del "pentito" Violante alla camera
dei Deputati
Operazione di
verità, del Capogruppo alla Camera Violante:
"Vi invito a consultare Berlusconi. Lui e Letta sanno per
certo che nel 94 gli fu data garanzia piena che non sarebbero state
toccate le televisioni" e non contento aggiunge "Non
abbiamo varato la legge sul conflitto di interessi e negli anni del
governo di centrosinistra Berlusconi ha moltiplicato i suoi
patrimoni"
Questo sfogo tenuto nell’intervento, in aula parlamentare,
prima del voto sul conflitto di interessi ha lasciato sgomenti molti
deputati diessini che hanno giurato di non saperne nulla. La
frittata e fatta, inutili le smentite e le correzioni di rotta di
Violante (famoso anche per aver affermato che i morti sono tutti
uguali, partigiani o repubblichini), quello che era il sospetto di
molti ora è provato: nel 94 il Pds si accordò con Berlusconi
perché scegliesse il suo successore, se non lo avesse fatto si
sarebbe andati ad elezioni in pochi mesi. Immagino l’ennesima
doccia fredda per gli autoconvocati del centrosinistra di fronte a
quest’ultimo esempio di mediazione tra i vertici Pds e Berlusconi.
Non deve essere piacevole protestare contro una vergognosa legge sul
conflitto di interessi sapendo che i propri leader si sono guardati
dal farne una decente quando erano nelle stanze del potere.
Come se non bastasse, ora vi è anche la paura di proporre un
referendum contro questa legge truffa per il timore che il popolo
italiano possa interpretarlo come un voto contro il cavaliere.
Niente frusta per il Pds, sarebbe troppo poco, solo un invito ai
suoi Dirigenti:
Salite tutti in barca con D’ Alema e veleggiate verso gli Stati
Uniti, fermatevi la per più di tre mesi, magari per qualche anno.
Ci mancherete tanto ma……..sopravviveremo.
Bartolomeo
del 28-02-2002
Il monumento
Sonore frustate al Sindaco di Castelvetro ed alla
sua Giunta, dopo circa un anno si sono accorti che per attuare il
loro progetto di spostare il monumento ai caduti ci vuole il
permesso delle belle arti. Ma come, vi sono persone profumatamente
compensate in Municipio per informarsi su queste cose, come mai non
si sono informati?
Bastava chiedere alla minoranza, noi lo sapevamo e sapevamo anche
che vi è una legge che tutela i monumenti della prima guerra
mondiale, Sgarbi (F.I.) docet.
Complimenti bella figura da peppini
L'uomo delle valli
Sonore frustate al Ministro Bossi, l' uomo delle
cinquecentomila doppiette pronte a scendere dalle valli bergamasche
per fare la rivoluzione, l' uomo che si puliva il .... con il
tricolore (salvo poi rinnegare tutto una volta al governo).
Sonore frustate a lui, al Ministro Castelli ed al Presidente del
Consiglio che hanno cercato di collegare i movimenti di opposizione
al loro Governo, con il petardo messo davanti al Ministero dell'
Interno.
Bisogna abbassare i toni, sbraita il piccoletto, proprio lui che usa
toni ed argomentazioni da piena guerra fredda.
Sono allucinato dalle dichiarazioni di questi personaggi, vorrei
fare un paragone ma temo che gli asini potrebbero querelarmi
Bartolomeo
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