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IL DITO, LA LUNA E LA P2
di Francesco Barilli per
Ecomancina.com
Non è mia intenzione fornire una
disamina approfondita di ciò che era la loggia massonica P2
("Propaganda 2"). Sul web potete trovare materiali in
abbondanza sull’argomento, mentre qui intendo dare solo una
sintesi ai meno informati. A questi basterà sapere che l’esistenza
della P2 venne alla luce nei primissimi anni ’80, quando la
Magistratura, nell’ambito delle indagini sul "caso Sindona",
sequestrò diversi documenti nell’abitazione e negli uffici di
Licio Gelli, gran maestro della massoneria. Una notizia nota a molti
è che leggendo la lista degli iscritti alla P2 (con lo sguardo
rivolto all’attualità e non al contesto degli anni ‘70/’80)
il nome più illustre che balza agli occhi è quello di Silvio
Berlusconi. L’attuale premier negò la sua appartenenza alla
loggia, e per questo fu condannato per falsa testimonianza (sentenza
priva di conseguenza per un’amnistia sopraggiunta nel frattempo).
Sull’argomento, come accennavo,
si potrebbero scrivere pagine e pagine, ma si rischierebbe di
fuorviare la discussione da quello che è OGGI, a mio avviso, il
nocciolo della questione. I tempi sono cambiati, e parafrasando il
detto "se punti il dito verso la luna, solo lo stolto guarderà
il dito", non è possibile distinguere il dito dalla luna, se
osserviamo i fatti con lenti non più adeguate al passare del tempo.
Vorrei dunque proporre un’analisi
diversa della questione, attualizzata e non ferma all’indiscutibile
(e gravissima) anomalia di un premier che ha fatto parte di un’associazione
ritenuta eversiva. Tutto questo per far sì che sia chiaro a tutti
il pericolo di un "berlusconismo senza Berlusconi"
(vivissimo nel centrodestra, ma presente in forma strisciante anche
in ambienti del centrosinistra) e affinchè nessuno di noi faccia la
figura dello stolto occupandosi del dito e dimenticando la luna.
Lo farò tramite "un
giochino": visitate il sito della "Associazione tra i
familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna"
(www.stragi.it), associazione che con enorme impegno si batte da
anni, oltre che per ottenere completa giustizia sulla strage di
Bologna e per mantenerne la corretta memoria storica, anche per
denunciare le influenze piduiste nelle istituzioni. Da questo sito
potete scaricare integralmente il "Piano di rinascita
democratica", ossia il manifesto d’intenti della P2.
Ecco il giochino: selezionate il
documento e, con un facile "copia e incolla", montategli
come intestazione il simbolo di Forza Italia. Se ora lo leggete,
troverete un sunto delle intenzioni della Casa delle Libertà, in
parte realizzate nell’ultimo quinquennio. Troverete diverse cose
interessanti in quelle che erano le intenzioni della P2; in sintesi:
una magistratura meno indipendente e più controllata dall’esecutivo,
con diverso regolamento per accessi e carriere; un premier dotato di
maggiori poteri; un parlamento ridimensionato nei suoi compiti; lo
svuotamento del servizio televisivo pubblico; il controllo del mondo
dell’informazione… E sempre come riassunto può essere
illuminante il giudizio che diede la Commissione Stragi sulla natura
della P2: "tutta la storia della P2 dimostra un tentativo di
occupazione del potere e si realizza attraverso la distribuzione di
uomini propri in ogni posto di responsabilità … (questo) si fonde
con lo sforzo di realizzazione di un progetto politico e di un
assetto istituzionale che stravolge radicalmente quello esistente
impossessandosene da dentro e violandone i suoi principi
fondamentali".
Tempo fa, in un’intervista a
Repubblica, Licio Gelli disse: "Guardo il paese, leggo i
giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo
a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d’autore". Ora che
ci è arrivato persino Papa Ratzinger, non vedo perché Gelli
dovrebbe rinunciare al copyright. L’importante è che per gli
italiani torni ad essere chiaro dove sta la Luna e quale sia il dito
che la sta indicando.
Francesco "baro" Barilli,
di Ecomancina.com
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