Il 21 gennaio 1924 moriva a Gorki, vicino a
Mosca, VLADIMIR ILIC ULIANOVIC, LENIN.
Ciò che ne seguì fu un destino alquanto crudele. Infatti il suo
ultimo lavoro ( "LETTERA AL CONGRESSO" ), elaborato con
fatica pochi minuti al giorno nel periodo che precedeva la sua morte
poiché afflitto da lunga malattia, non venne reso pubblico. Durante
il periodo staliniano questo testo venne occultato. Dopo il XX°
Congresso del PCUS del 1956 apparve su " KOMMUNISTE " e
poi in un opuscolo a parte.
Questa la prima rimostranza di Stalin nei
confronti del pensiero e della linea politica adottata da Lenin, una
sorta di censura!
Dall’altro lato, nel periodo staliniano, si è
verificata una canonizzazione a semplice ortodossia del pensiero
articolato e complesso di un grandissimo marxista ( qual era Lenin
): una sorta di legittimazione ad ogni tipo di linea politica da lui
adottata. Infatti Stalin al 2° congresso dei Soviet dell’ URSS
tenuto il 26 gennaio 1924 cominciò a fissare in precetti il
pensiero "leninista" con lo scopo di costruirsi una solida
base ed un’ incredibile arma nei confronti dei propri avversari
politici. Questo procedimento proseguì sino alla pubblicazione dei
" Principi di Leninismo" sulla Pravda per arrivare poi ad
intimare la drastica alternativa fra "trotzkismo" e
"leninismo". Si tratta quindi di un vero e proprio
processo di costruzione ideologica a "posteriori", di una
svalutazione del complesso pensiero "leninista", da parte
di un uomo che Lenin efiniva "troppo grossolano" per
assolvere alla funzione di segretario nazionale del partito.
Mi sembrava quindi doveroso onorare questa
ricorrenza non solo per tutto ciò che Lenin ha realizzato in vita,
ma anche per rivendicare ciò che ha subito la sua immagine, il suo
pensiero, la sua politica, dopo la morte.
A cura di Sophia B.