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DOVE SONO I
CRIMINALI DI GUERRA ITALIANI?
Di 259 condanne a morte pronunciate in Italia, 168 non vennero
eseguite.
Di 5.594 condannati, 5.328 furono poi liberati, amnistiati o
graziati.
Nel 1952, per tutto il ventennio fascista, restavano solo 266
condannati.
Nelle liste della Commissione delle Nazioni Unite per i crimini di
guerra c'erano pur sempre 1.200 criminali di guerra italiani,
responsabili di eccidi in Libia (fra 40.000 ed 80.000 morti nella
deportazione, e 20.000 profughi su 800.000 abitanti), in Etiopia
(fra 300.000 e 730.000 morti), ed in Slovenia (12.000 assassinati,
40.000 deportati.
Strana cosa la memoria collettiva,
si mantiene a volte, altre si trasforma seguendo ciò vogliamo
ricordare o ciò che vorremmo fosse stato...
Un'altra cosa è l'esperienza personale, incisa sulle cicatrici,
sulle sofferenze ed i patimenti, anche essa si può trasformare, ma
molto più spesso scolorisce ma non muore ...non può essere
cambiata...In ultimo nel processo dei ricordi non si può accettare
la rimozione di quanto sia stato scomodo (e lo sia tutt'ora),
altrimenti si corre il rischio che tutto quello che avvenuto si
ripresenti sotto la luce fosca di riletture leggere (e strumentali)
di quanto avvenuto nel passato, qualunque esso sia.
Chi non impara dalla sua storia è destinato a riviverla...
E così anche noi italiani abbiamo cose che non ci piace ricordare e
non le ricordiamo mai, neanche fra noi che lottiamo oggi contro i
nipotini delle carogne nazi-fasciste, omettiamo particolari della
storia che non sono marginali, falsifichiamo di fatto il ricordo (e
quindi la "verità" che diremo ai nostri figli); ma se in
pochi lo fanno in maniera strumentale (fascisti,
"post"-fascisti, cattofascisti, ecc..), in molti lo fanno
inconsapevolmente, perché non glielo hanno mai detto, nè
insegnato...
Un esempio:
Graziani, fu vicere'd'Etiopia, per circa un anno e mezzo dal '36
al '37, fece rappresaglie spaventose dopo un fallito attentato
contro di lui nel'37. Per vendetta fece dare alle fiamme un intero
quartiere popolare di Addis Abeba, e ci furono molti morti negli
incendi. Poi quando seppe che membri della resistenza etiopica si
nascondevano tra i mendicanti della capitale, fece uccidere tutti
i mendicanti.
La linea generale dopo il '47/48 tese a dipingere i crimini
commessi dai fascisti italiani (dalla Milizia alla Xmas), le leggi
e le persecuzioni razziali, le connivenze ed i silenzi tra
fascismo e vaticano, le occupazioni coloniali, come espressioni
più blande rispetto alla furia omicida Nazista.. Ma quanto e come
sono diversi uno stupro, le torture, le discriminazioni, i
processi sommari, le esecuzioni, se sono commessi da uomini che si
ispirano alla medesima fonte dell'odio? Italiani brava gente?
MA NEANCHE PER SCHERZO!!! Anche tra noi ci sono stati i
massacratori, che come si sono accaniti sul nostro popolo (basta
vedere la lunga serie di omicidi, torture di massa dei fascisti
prima e dopo Salò) lo hanno fatto dovunque hanno occupato
territori stranieri, ovunque hanno poggiato il loro sporco stivale
fascista.. E' intollerabile il lavaggio mentale con cui ci hanno
pulito il cervello, dipingendo gli squadristi di allora (talvolta
anonimi pensionati oggi) come persone che non hanno calcato la
mano… Come è stato fatto?
Semplice, cancellando nomi e fatti, nascondendo le prove ed i
responsabili (dal vaticano, ma anche le forze "alleate")
eliminando certi ricordi scomodi dai testi d'insegnamento (non lo
ricorda ad esempio quasi nessun testo scolastico).. il tutto per
quieto vivere (delle carogne fasciste) e per non infangare
l'opinione che ci siamo fatti del nostro popolo...
Eccoci dunque allo stereotipo dell'italiano che comunque chiude un
occhio, che non è capace di arrivare al fondo più cupo del
genere umano, e siamo di nuovo a "tarallucci e vino",
pizza, amore e mandolino.
Ma oltre che essere una bugia è collegata ad una periodo che
riapre facilmente le ferite e queste se non vengono ripulite
porteranno inevitabilmente nuove sofferenze, per questo non
vogliamo dimenticare, perché non vogliamo rivivere la storia dei
nostri nonni.
Pure l'Italia, anche se fingiamo di dimenticarlo, ha avuto i suoi
criminali di guerra.
Quando fini il secondo conflitto mondiale gli alleati, erano in
possesso di una lista di svariate decine di persone appartenenti
ai corpi militari dello Stato Italiano che numerosi paesi
(dall'Etiopia alla Grecia, dall'Albania alla Jugoslavia)
ricercavano per processare sotto l'imputazione di criminali di
guerra.
Erano ufficiali e soldati del Regio Esercito e della Milizia,
chiamati a rispondere di rappresaglie indiscriminate contro i
civili, di incendi di villaggi, di stupri, di esecuzioni di massa
partigiani (o presunti tali), insomma dei crimini che in tutti
quei paesi le truppe italiane commisero in un numero non proprio
trascurabile di casi.
La paura dei governi del dopoguerra di esasperare il clima già
difficilissimo del paese, lo scoppio della guerra fredda ed infine
una certa complicità da parte degli anglo-americani (il vaticano
già collaborava con i fasci), disponibili a non creare
difficoltà alla neonata democrazia repubblicana.
In pochi da allora (si contano veramente sulla punta delle dita)
hanno sollevato il problema di scoprire e consegnare ai tribunali
i responsabili delle porcate fasciste, ed anche a sinistra si tace
da troppo tempo...
La verità è che siano qui in mezzo a noi o in una bella fattoria
sudamericana non ha alcuna importanza. I fascisti sono stati
esattamente criminali come i loro alleati…
La Repubblica Sociale Italiana ha eseguito oltre 6.000
DEPORTAZIONI in un paese che (è vero non è stato immune da
atti di solidarietà) per la maggioranza stava a guardare cinico
ciò che accadeva, palesando indifferenza e talvolta compiendo
delazioni.
Siamo il solo paese dell'Unione Europea che non abbia ancora preso
seria coscienza critica dei crimini contro l'umanita' commessi
nelle guerre, annessioni ed occupazioni che hanno segnato dalle
sue origini la nostra storia di Stato.
Siamo i soli a nascondere o sminuire ancora persino i delitti, le
politiche genocide ed i crimini di guerra dell'Italia fascista e
collaborazionista, compresa la persecuzione atroce inflitta anche
in Italia agli Ebrei attraverso le leggi razziali e la
cooperazione allo sterminio nazista.
I soli a non sottoporre i nostri colpevoli a una Norimberga ed
anzi a "perdonare" e giustificare loro e quei crimini
con ambigue revisioni a rovescio.
I soli a coltivare un mito come quello del "buon
italiano", che corrisponde certamente all'essere ed al
sentire generale della popolazione, troppo spesso ignara o
indottrinata, o travolta dalle vicende politiche, ma che viene
usato pero' per coprire i delitti di schiere di aguzzini e
delinquenti politici, civili e militari, grandi e piccoli, che
rimangono la vergogna dell'Italia.
Secondo noi è proprio questo lavaggio mentale che ha di fatto
autorizzato le merde a rialzare la testa, hanno trovato terreno
fertile alle loro boiate, fanno le vittime della discriminazione
politico/ culturale che hanno attuato i vincitori sui vinti, ma
chi li conosce lo sa, sono solo bugie di facciata, le loro mani
sono sporche di sangue e bisogna impedirgli di lavarsele (con la
complicità di chi parla di pacificarsi), per questo vogliamo
sapere.
DOVE SONO FINITI I CRIMINALI DI GUERRA ITALIANI?
Il vaticano è scritto volutamente minuscolo perché non lo
riconosciamo come stato.
Da "Il Manifesto" Del 23 aprile 2000
La lista della vergogna di
Francesca Longo.
1200 nomi, talvolta trascritti in base all'assonanza. Alcuni
ripetuti molte imprecisioni, grafie strampalate. Ma sempre più di
un migliaio di cognomi italiani collegati ad altrettanti numeri di,
pratica ad un sesso (solo sei donne. in genere 'kapò' di campi di
concentramento), ad un grado militare o ad un incarico civile, ad un
luogo e ad una data compresa tra il '41 e il '45 con molti casi che
vanno dal 8 settembre al '.45.
Nomi di ricercati per essere interrogati o perché sospettati di
crimini diversi: assassinio o tortura di jugoslavi, francesi, greci,
inglesi.
Si presenta così l'elenco che la storica Caterina Abbati ha
ritrovato alla Wiener Library di Londra Crowcass è il titolo sulla
busta, "Central register of war criminals and security sospects".
Non è l'unica lista (un'altra fra stilata a fine guerra dagli
jugoslavi, questa è frutto delle ricerche della War Crimes
Commission delle Nazioni Unite ed è databile fine '47).
È un'accompagnatoria di pratiche mai inoltrate, perché nel
frattempo la guerra fredda chiedeva di rafforzare il fronte
anticomunista, perché gli inglesi non avrebbero mai accusato di
crimini di guerra alcuni di coloro con cui s'erano accordati.
Nell'elenco infatti non figura tra gli altri il nome di Badoglio
(accusato di crimini di guerra in Etiopia), c'è invece quello del
governatore militare del Montenegro, generale Pirzio Biroli. Manca
il comandante dell'XI armata in Slovenia, Mario Robotti.
Figurano Junio Valerio Borghese (in azione con la X Mas dal dicembre
'43 all'aprile '45), Emilio Grazioli, commissario della provincia di
Lubiana, il generale Taddeo Orlando, dei Granatieri di Sardegna,
Bastianini, governatore della Dalmazia, il generale Gambara e altri
personaggi di rilievo Tutti presunti criminali di guerra accusati
d'assassinio, tra il '41 e il '43, gli anni dell'invasione italiana
della Jugoslavia. Alcuni anche dopo. Presunti perché nessuno non ha
mai voluto verificare la veridicità delle accuse, non ci furono
tribunali.
Le ragioni degli stati possono più del bisogno di giustizia degli
uomini, con le conseguenze che ancora oggi pesano nella Venezia
Giulia dove si ricorre strumentalmente all'equiparazione Risiera -
foibe per evitare di fare i conti con una "legge bellica"
che pone in crudele sequenza "snazionalizzazione, invasione,
campi di concentramento, foibe".
Un primo, sommario, intreccio tra nomi della lista e fatti
ufficialmente noti restituisce aspetti e connessioni inediti.
Nell'elenco ad esempio figura Francesco Giunta, padre del fascismo
triestino, accusato d'assassini in Dalmazia dal febbraio al luglio
del '43. Criminale di guerra potrebbe essere stato anche il generale
Giovanni Esposito che operò nel '41 in Montenegro, comandante della
Difesa territoriale di Trieste prima dell'8 settembre e quindi
comandante regionale dell'esercito repubblichino. Venne processato
per aver favorito le operazioni militari dei tedeschi, cercando,
dopo l'8 settembre, di costituire un esercito italiano al soldo di
Berlino.
Denunciò alle SS i militari italiani che non si attenevano alle sue
disposizioni: 12 morirono nei campi. L'11 aprile '46 venne
condannato a 30 anni di reclusione, pena dimezzata nel '48. Nel '49
la VI sezione della Corte d'Appello di Roma dichiarò inesistenti le
aggravanti, Esposito venne scarcerato e nel '56 reintegrato nel
grado di Generale di Divisione con lo spostamento dell'anzianità di
servizio dal '40 al '50.
Il suo caso è simbolo della giurisprudenza nei processi per
collaborazionismo: dalla richiesta di pena di morte per alto
tradimento alla pensione. In materia di magistrati l'elenco è
impietoso, vi figurano gran parte dei giudici dei diversi tribunali
speciali. E Giovanni Palamara, giudice del tribunale militare di
Susak, indicato come presunto assassino fra il '41 e il '43' è
forse identificabile con l'omonimo prefetto di Trieste, spostato da
Gorizia nel capoluogo giuliano nel' 54? Seguono, fra Trieste,
Gorizia e Udine, alcuni cognomi collegati alla nascita del MSI su
quel confine orientale in cui affondarono le loro radici le trame
nere. Sul nome Sauro, probabilmente uno dei figli di Nazario, pesa
il sospetto di crimini in qualità di capitano della marina
italiana, a Bickovo nel '42. Potrebbe essere la stessa persona,
Italo Sauro, che chiese nel '44 al comandante della Ss Guenther la
deportazione di tutta la popolazione slovena tra i 15 e i 45 anni.
Proposta ritenuta dal tedesco impraticabile, pur concordando con
Sauro sulla necessità "d'uccidere più che si può
uccidere". Per concludere, appaiono anche alcune SS italiane e
spie della Gestapo, qualche cappellano militare e, soprattutto,
numerosi responsabili dei campi di internamente per jugoslavi sia in
Italia, che nei territori occupati.
Molti vertici militari, dunque, ma anche civili, che avrebbero
potuto incrinare l'immagine degli "italiani, brava gente",
se solo le accuse fossero state almeno verificate nella sede idonea
togliendo ombre sulla brava gente italiana - quella veramente
"brava gente", militari compresi. Lasciando che siano gli
storici oggi a ricostruire gli eventi, la lista appare come un
monito per guerre più recenti. Un invito ai governi a contribuire e
potenziare l'attività del Tribunale dell'Aja per i crimini di
guerra, a non dimenticare che anche i serbi, i croati, i bosniaci
hanno diritto a veder giudicati i presunti criminali di guerra per
non essere confusi con loro. Diritto a far piazza pulita d'ogni
possibile strumentalizzazione della storia, quella
strumentalizzazione che da più di cinquant'anni inquina la vita
politica sul confine orientale italiano.
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