LA SPORCA GUERRA DEI MERCENARI
Sabina Morandi da Liberazione.it
Un vero e proprio esercito ombra sta operando in Iraq: dei 180 mila
uomini della coalizione almeno 20 mila sono veri e propri soldati di
ventura. E potrebbero arrivarne altri 10 mila La sporca guerra dei
mercenari "Siamo addolorati per la perdita dei nostri colleghi e
preghiamo insieme alle loro famiglie". Così Blackwater Usa
commemora sul sito l'orribile fine dei mercenari uccisi a Fallujah.
Sì perché i "privati cittadini", come si ostinano a
definirli soltanto i media italiani, erano in realtà stipendiati da
una delle Military private companies (Compagnie militari private) più
potente del mondo. Oltre a occuparsi della sicurezza di Paul Bremer,
Blackwater addestra i marinai americani nella sua enorme struttura in
North Carolina, grazie a un contratto da 35,7 milioni di dollari
firmato con il Pentagono. L'impegno di Blackwater, comunque, è solo
la punta di un iceberg: dei 180 mila uomini della coalizione impiegati
in Iraq almeno 20 mila sono veri e propri soldati di ventura.
La privatizzazione deli conflitti
Papà Bush ha cominciato, Clinton ha dato una mano ma la vera e
propria escalation si deve a "W". Oggi le compagnie militari
private si occupano della sicurezza personale del presidente
dell'Afghanistan, costruiscono i campi di detenzione di Guantanamo e
pilotano gli aerei e gli elicotteri utilizzati per debellare
narcotraffico e guerriglia in Colombia. Non solo. Controllano
sofisticati sistemi di armamento nei teatri di guerra e hanno in mano
importanti snodi di telecomunicazione come il sistema di cui si serve
l'Us Northern Command in Colorado, responsabile di coordinare la
risposta a qualsiasi attacco scatenato contro gli Stati Uniti. Infine,
con l'autorizzazione del Dipartimento di Stato, le compagnie
addestrano i soldati e riorganizzano gli eserciti di molti paesi.
Inutile dire che numerosi contratti sono così segreti, come ha
dichiarato il presidente della Blackwater Gary Jackson, "che non
si può dire a un'agenzia federale cosa si sta facendo con
l'altra". Alla faccia della democrazia.
Comunque, più che un esercito ombra, le Military private companies
(per gli amici Mpc), sono innanzitutto un grande business con un giro
d'affari da cento miliardi di dollari l'anno. Non a caso le Mpc sono
saldamente presenti nella classifica delle 500 compagnie più potenti
degli Usa. Ovviamente in questo tipo di affari le amicizie contano
parecchio. Ecco spiegato perché fra le Mpc che ultimamente hanno
avuto più fortuna c'è la Halliburton, creatura del vicepresidente
Dick Cheney che ha lasciato le sue iper-redditizie azioni in
amministrazione controllata. Altri marchi famosi della guerra a
pagamento sono Vinnell Corp, DynCorp, Mpri, Cubic e Ici, tutte bene
ammanicate con le alte sfere. Mpri, ad esempio, ovvero Military
Professional Resources, in grado di schierare circa 13 mila veterani
esperti e superaddestrati - ovviamente dall'esercito, e quindi con i
soldi dei contribuenti - è diretta dal generale Carl Vuono, ex capo
delle forze armate durante la guerra del Golfo e l'invasione di
Panama. Anche la DynCorp deve avere qualche santo in paradiso se è
vero che più del 96 per cento dei due miliardi di profitti annui
provengono dal governo federale. Del resto la compagnia è una grande
finanziatrice del partito repubblicano e spende parecchi soldi nel
lobbismo necessario a bloccare le leggi federali che potrebbero
sfavorirla: 32 milioni di dollari solo nel 2001.
Quando ai vertici delle corporation di ventura non siedono ex alti
ufficiali dell'esercito, le compagnie possono venire create ad hoc dai
servizi di sicurezza, che istallano al comando i loro uomini di
fiducia. In questo modo la Casa Bianca può intervenire in aree del
mondo che rivestono particolare interesse strategico-economico senza
dover informare ufficialmente il Congresso.
L'affare Iraq
Per le compagnie militari private, la grande occasione si chiama Iraq.
Si pensa che, vista la situazione, i 20 mila mercenari presenti nel
paese aumenteranno rapidamente nei prossimi mesi. La presenza così
massiccia dei guerrieri privati, alimentata da anni e anni di
outsourcing, allarma non poco i militari veri. Come ha scritto di
recente il colonnello Steven Zamparelli nell'Air Force Journal of
Logistic: "Una volta, se l'impresa esercitava il suo diritto
legale ad abbandonare il teatro di guerra, potevi al massimo perdere
un pasto caldo. Oggi può significare che il comandante sul campo
perda completamente il controllo del sistema degli armamenti".
Le compagnie non si limitano quindi a occuparsi di sicurezza. Ormai
il Pentagono ha subappaltato i complessi sistemi informatici che
controllano gli armamenti hi-tech, e non di rado azioni
particolarmente complesse vengono dirette dal personale
iper-qualificato delle compagnie private. In Iraq è schierato insomma
un esercito di carne da cannone mal pagata - 15-20 mila dollari l'anno
- e malissimo addestrata, fortemente dipendente dai professionisti
privati che possono arrivare a guadagnare 15 mila dollari al mese, gli
ufficiali, e "appena" 7 mila i non graduati. Gente che però
non risponde al codice militare, si riserva per contratto il diritto
di disertare se "in pericolo di vita" e non è perseguibile
da nessuno se approfitta del proprio potere per commettere atti
criminali. Quando si è scoperto che alcuni mercenari della DynCorp
avevano avviato un traffico di prostitute bambine in Bosnia, la totale
impunità delle compagnie è risultata evidente.
Non è un caso, infatti, che il teatro iracheno attiri buona parte
dei residui tossici dei peggiori regimi del pianeta. In Iraq è morto
Francois Strydom, al soldo della compagnia sudafricana Erinys,
implicato in molteplici assassini politici commessi dal gruppo
paramilitare Koevoet nella Namibia degli anni '80. Oppure Deon Gouws,
ferito sul fronte iracheno, ex membro della polizia segreta
sudafricana che ha confessato di avere organizzato numerosi attentati
contro gli attivisti anti-apartheid. E che dire di Derek William Adgey,
ex marine britannico che ha passato quattro anni in galera per il suo
lavoro con l'Ulster Freedom Fighters e che ora è nel Golfo per conto
dell'Armor Group?
Ma questi, diciamolo, sono dilettanti. Molto più professionali
sono i 122 cileni che Blackwater ha scritturato a Santiago. Si tratta
niente di meno che di Berretti neri - unità speciale delle forze
armate cilene - e marineros che sono stati "perfettamente
addestrati" come dicono alla Blackwater, all'epoca di Pinochet. I
122 sono stati selezionati su di un gruppo di 400 veterani da una Mpc
locale, il Grupo Tctico fondato nel 1995 da Jose Miguel Pizarro,
andato in pensione anticipata alla fine della dittatura. Il generale
Ricardo Izurieta, che sostituì Pinochet come capo delle forze armate
nel 1998, portò avanti una discreta ma abbastanza efficiente
epurazione, costringendo al ritiro parecchi ufficiali che avevano
svolto un ruolo nella repressione. Come in Sudafrica, gli ufficiali e
i corpi d'elité specializzati in torture e sparizioni si trovarono
così senza lavoro, e pensarono di mettere le proprie competenze al
servizio dei privati o degli eserciti in vena di subappalto, come la
Us Army. In Iraq hanno trovato modo di trarre profitto dalla loro
esperienza criminale.