Quale è lo stato della sicurezza in Italia?
Quale è l’andamento statistico della criminalità? Quale è l’incidenza
effettiva dell’immigrazione clandestina sulla criminalità?
Molte domande, una sola certezza: le risposte
certamente NON le avrete ascoltando i Ministri Calderoli e Pisanu…
E questo nonostante siano i due rappresentanti del governo che negli
ultimi tempi hanno espresso maggiore preoccupazione in tema di
sicurezza (in seguito ad alcuni fatti di cronaca nera: l’omicidio
di un barista a Besano e gli stupri di Milano e Bologna),
teorizzando una stretta connessione fra l’immigrazione clandestina
e la criminalità (Pisanu successivamente ha in parte rettificato
certe sue dichiarazioni, e su questo torneremo più avanti).
I fatti di Besano, Milano e Bologna stanno
alimentando una vera e propria campagna contro gli immigrati da
parte di esponenti del centrodestra (Lega innanzitutto), prontamente
spalleggiati da TV e giornali. Si tratta di una campagna che su
Liberazione Piero Sansonetti (23 giugno) e Laura Eduati
(22 giugno) hanno già denunciato, sottolineandone le incongruenze
in termini di logica e dati statistici, con particolare riferimento
alla bizzarra teoria secondo cui gli immigrati sarebbero colpevoli
della maggior parte degli stupri in Italia (una sorta di "sono
venuti da noi per rubarci il NOSTRO lavoro e violentare le NOSTRE
donne" che mi sembra d’aver già sentito…).
Su questo argomento avrei poco da aggiungere ai
due articoli di Liberazione, ma una veloce ricerca su Internet mi
spinge a fornire anche il mio contributo alla discussione circa le
tre domande iniziali. Dovete infatti sapere che, apparentemente
incuranti delle polemiche sorte all’interno della coalizione di
centrodestra, in Forza Italia sembrano essere molto certi: "l’Italia
è più sicura", è l’affermazione apodittica che trovate
sul loro sito. La trovate a questo indirizzo, sotto ad uno slogan
che recita "-21,4% di furti nelle case".
In buona sostanza, questo link riporta alcune
statistiche comparative. Cito (i grassetti sono miei): "La
comparazione dei dati del triennio luglio 2001 - giugno 2004 con
quelli del periodo luglio 1998 - giugno 2001 mostra chiaramente
l'efficacia delle azioni intraprese dal Governo Berlusconi: forte
inversione di tendenza dell'immigrazione clandestina,
diminuzione di omicidi, furti, scippi e aumento dei sequestri di
sostanze stupefacenti."
Le statistiche parlano di una generalizzata
diminuzione dei reati, a fronte di un aumento del 14,6% degli
arresti. Entrando nello specifico dell’immigrazione clandestina si
afferma: "L'azione di contrasto all'immigrazione clandestina
si è sviluppata sul versante normativo con l'approvazione della
legge n. 189 del 30 luglio 2002 (nota come "Bossi-Fini")
… Il numero delle persone respinte alla frontiera è diminuito del
19,1% nel periodo dal 1° luglio 2003 al 30 giugno 2004 …. Il
numero dei clandestini sbarcati sulle coste meridionali è sceso del
48,2% (9.985, a fronte dei 19,294 dell'anno precedente). Sono
incrementate le operazioni di rimpatrio verso i paesi di
origine."
Da questo link potete ora andare a questo:
Si tratta della sintesi dell'intervento del
Ministro dell'Interno Pisanu alla Presentazione del "Rapporto
sullo stato della sicurezza in Italia" - 15 agosto 2004.
Cosa dice Pisanu? Ecco: "In questi tre
anni abbiamo prodotto più sicurezza, consolidando ad ogni
livello il rapporto di fiducia e di reciproca collaborazione tra
cittadini, forze dell'ordine e istituzioni. … Gravi preoccupazioni
desta in questi giorni l'immigrazione clandestina via mare: non
tanto per le dimensioni del fenomeno, che lo so bene è in costante
diminuzione, …"
Pur precisando che le statistiche sulla
diminuzione dei crimini NON contemplano i reati a sfondo sessuale, e
che l’analisi si ferma ad agosto 2004 (quindi comunque ad una data
recente), mi sembra chiaro il messaggio che emerge: le leggi varate
dal governo Berlusconi, e gli "imput di metodo" che questo
ha impartito alle forze dell’ordine avrebbero dato buoni frutti. L’immigrazione
clandestina sarebbe calata; o, per meglio dire, continuano gli
arrivi (per cui il numero complessivo è in aumento), ma il flusso
tenderebbe alla diminuzione. Gli eventi criminosi (specie furti,
rapine ed omicidi della criminalità organizzata) sarebbero anch’essi
in calo.
In Parlamento Pisanu ha affermato (fonte: La
Repubblica del 23 giugno 2005) "L'equivalenza tra
immigrazione clandestina e criminalità non ha fondamento e non può
avere ascolto in un Paese civile come il nostro",
attirandosi le critiche della Lega e di Calderoli in particolare.
Peccato che lo stesso Pisanu avesse detto pochi giorni fa (fonte: La
Repubblica del 14 giugno 2005) "L'omicidio di Claudio
Maggiorin conferma purtroppo che l'immigrazione clandestina
rappresenta una minaccia crescente per la sicurezza e l'ordine
pubblico nel nostro paese"
Mi sembra emergano abbastanza contraddizioni da
far girare la testa… L’Italia è più sicura (come dice Forza
Italia) o lo è meno (come sembrano asserire gli esponenti
leghisti)? L’immigrazione clandestina è una crescente minaccia
per il Paese (Pisanu, nei giorni pari…) oppure no (Pisanu, nei
giorni dispari…)?
Come ho già detto, non aspettatevi risposte; non
da Calderoli o Pisanu. Se però volete riflettere sul fenomeno dell’immigrazione
e su VERI reati contro la persona connessi a questo fenomeno (reati
che, guarda un po’, sono molto meno pubblicizzati dai media) vi
invito a leggere queste poche righe, tratte dalla Mailing list
Dirittiglobali dell'associazione PeaceLink. Si tratta di estratti
dalla Presentazione del primo rapporto sui CPTA in Italia, a cura di
Amnesty International
"L'Italia sottopone a detenzione un numero
sempre crescente di richiedenti asilo, in violazione degli standard
del diritto internazionale dei rifugiati. Nel suo ultimo rapporto,
Presenza temporanea, diritti permanenti, presentato oggi a Roma, Amnesty
International rivela una serie di violazioni dei diritti umani cui i
cittadini stranieri vengono sottoposti durante la detenzione nei
Centri di permanenza temporanea e assistenza (Cpta), ed esprime
preoccupazione circa la possibilità che problemi simili possano
verificarsi anche nei centri di identificazione. … Il rapporto
contiene dettagliate denunce secondo cui persone detenute nei
Cpta sono state sottoposte ad aggressioni fisiche da parte di agenti
delle forze dell'ordine e del personale di sorveglianza e alla
somministrazione eccessiva e abusiva di sedativi e tranquillanti.
Molte persone incontrano difficoltà nell'accedere alla consulenza
di esperti, necessaria a contestare la legalità della loro
detenzione e del relativo ordine di espulsione. La tensione nei
centri è alta, con frequenti proteste, inclusi tentativi di fuga e
alti livelli di autolesionismo. I centri sono spesso
sovraffollati, con strutture inadeguate, condizioni di vita
contrarie alle norme dell'igiene e cure mediche non soddisfacenti.
… Vi è una crescente restrizione dell'accesso ai Cpta e le
richieste avanzate da Amnesty International sono state sinora
rifiutate. Per quanto non sia possibile confermare la totale
veridicità di tutte le denunce concernenti i centri, queste sono
rese credibili dal loro numero, coerenza e regolarità, e dalle
conclusioni degli organismi intergovernativi e di serie
organizzazioni non governative nazionali e internazionali. Molte
persone nei Cpta incontrano difficoltà nell'accedere alla procedura
di asilo, con il conseguente rinvio in paesi dove sono a rischio di
gravi violazioni dei diritti umani. Durante l'ultimo anno, più
volte l'Italia ha espulso interi gruppi di persone detenute dopo
essere giunte via mare, senza un'adeguata considerazione di ogni
situazione individuale, in violazione degli standard
internazionali dei diritti umani e del diritto dei rifugiati. Il
modo in cui il governo affronta gli arrivi via mare sta seriamente
compromettendo il diritto fondamentale di chiedere asilo e il
principio di non-respingimento, che proibisce il rinvio forzato di
chiunque verso un territorio in cui possa esservi un rischio di
violazioni gravi dei diritti umani. …"
Quest’ultimo articolo completo lo trovate qui: